Pacchi nel cortile del condominio: occupazione abusiva

3 Marzo 2021 | Autore:
Pacchi nel cortile del condominio: occupazione abusiva

Per la Cassazione, viene ritenuto un danno perché impedisce agli altri condòmini il pieno utilizzo di una parte comune dell’edificio.

Non è legittimo lasciare dei pacchi abbandonati nel cortile del condominio: secondo una recente sentenza della Cassazione [1], infatti, un gesto del genere va interpretato come un danno e come occupazione abusiva di un bene comune.

Nel dispositivo, la Suprema Corte tiene a precisare che chi occupa anche solo per pochi minuti il cortile può essere richiamato dal proprietario o dall’inquilino di uno degli appartamenti dell’edificio («mai, però, con violenza», puntualizza la Cassazione): si tratta di un abuso nel momento in cui impedisce a tutti di godere di un bene comune, non legato a dei limiti di tempo o spazio.

Gli Ermellini si sono occupati del caso di un condomino che aveva reagito in maniera poco ortodossa per la frequente presenza nel cortile di alcuni pacchi destinati all’attività di un vicino di casa che li avrebbe, poi, portati nella sua azienda. Secondo il ricorrente, i pacchi impedivano agli altri vicini l’utilizzo del cortile e toglievano luce al suo immobile.

Va bene, dunque, richiamare il destinatario dei pacchi ma senza violenza, tengono a precisare i giudici. Parole non dette a caso, visto che il ricorrente, stanco di protestare per la presenza dei pacchi, una volta li ha lasciati all’intemperie davanti al box auto del vicino, un’altra volta li avrebbe presi a calci e poi, ancora, avrebbe minacciato il vicino con un cacciavite. Circostanze, queste ultime, che però non hanno trovato riscontro.

Ad ogni modo, il concetto espresso dalla Cassazione è chiaro e richiama l’articolo del Codice civile secondo cui «ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine –, continua il Codice – può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa» [2].

Era sempre stata la Suprema Corte, un paio di anni fa, a stabilire che in materia di utilizzo delle cose comuni «può costituire abuso anche l’occupazione per pochi minuti del cortile comune che impedisca agli altri condomini di partecipare al godimento dello spazio oggetto di comproprietà» [3].

Da precisare che, se da una parte la Cassazione legittima l’intervento non violento di qualsiasi condomino al fine di impedire che un altro vicino compia l’abuso, la legge attribuisce il compito di disciplinare l’uso delle cose comuni e di curarne la conservazione all’amministratore del condominio [4].


note

[1] Cass. sent. n. 8001/2021.

[2] Art. 1102 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 7618/2019.

[4] Art. 1130 cod. civ.


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