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Caduta per caso fortuito: ultime sentenze

3 Marzo 2021
Caduta per caso fortuito: ultime sentenze

Esonero della responsabilità della pubblica amministrazione per il comportamento incauto e imprudente del pedone: il fatto imprevedibile e inevitabile. 

Indice

Caduta di pedone in una buca stradale, il mero accertamento di una condotta colposa della vittima non implica caso fortuito

In ambito di responsabilità da cose in custodia, ex art. 2051 c.c., nel caso di caduta di pedone in una buca stradale non risulta predicabile la ricorrenza del caso fortuito a fronte del mero accertamento di una condotta colposa della vittima (la quale potrà invece assumere rilevanza, ai fini della riduzione o dell’esclusione del risarcimento, ai sensi dell’art. 1227 c.c., commi 1 o 2), richiedendosi, per l’integrazione del fortuito, che detta condotta presenti anche caratteri di imprevedibilità ed eccezionalità tali da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno.

Cassazione civile sez. III, 20/11/2020, n.26524

Responsabilità per danni da insidia stradale: un’ipotesi di esonero della P.A

L’insidia stradale è uno stato di fatto, che, per la sua oggettiva invisibilità e per la sua conseguente imprevedibilità, integra una situazione di pericolo occulto. Affinché possa parlarsi di insidia implicante responsabilità custodiale, sono necessari due elementi, costituiti, quanto al profilo oggettivo dalla non visibilità del pericolo, e quanto al profilo soggettivo, dalla sua non prevedibilità, quest’ultima da valutarsi secondo le regole ordinarie in tema di diligenza.

(Nel caso di specie il tribunale ha escluso la responsabilità dell’ente proprietario della strada sul presupposto che l’anomalia del piano di calpestio, che presenti i caratteri dell’insidiosità, non sussiste quando manchino i caratteri di imprevedibilità e di inevitabilità: in tal caso deve affermarsi l’esistenza di un’assorbente colpa della vittima, integrante il caso fortuito che costituisce il limite alla responsabilità oggettiva di cui all’art. 2051 c.c., non configurandosi la responsabilità della pubblica Amministrazione in relazione ai danni riportati in conseguenza della caduta nella quale la danneggiata sia incorsa scivolando e a terra su una lastra di ghiaccio formatasi per effetto dell’abbondante nevicata.

In tal caso non è ravvisabile il rapporto di causalità, fondamentale ai fini dell’addebitabilità del fatto alla responsabilità dell’ente, in quanto l’intrinseca pericolosità del manto stradale per effetto delle note precipitazioni in corso da più giorni interrompe il dinamismo causale del danno sino ad escludere la responsabilità del custode ai sensi dell’art. 2051 c.c. Ne consegue pertanto che l’abbondante nevicata e la temperatura rigida, dovendo indurre l’attrice ad ipotizzare la formazione del ghiaccio e quindi a prestare maggiore attenzione, esclude ogni forma di responsabilità dell’ente convenuto).

Tribunale Lanciano, 27/10/2020, n.274

Danni da cose in custodia: va esclusa la responsabilità del custode se la condotta del danneggiato integri gli estremi del caso fortuito

Non può essere accolta la domanda di risarcimento danni ex art. 2051 c.c. allorquando la condotta dell’attrice abbia inverato gli estremi del caso fortuito, avendo ella, sia pur nella piena conoscenza della conformazione dei luoghi e nella loro sufficiente percepibilità al momento del fatto, mercè un’illuminazione pubblica situata nelle immediate vicinanze ed una velocità di marcia moderata dalla ripartenza da un incrocio e dalla ridotta energia cinetica impressa dall’azione meccanica della danneggiata a ciò strumentale, abbia inopinatamente direzionato la bici proprio in corrispondenza dell’avvallamento, l’urto con il quale ha provocato la caduta al suolo. La cosa, pur presentando un’intrinseca pericolosità, è stata dall’azione eccezionale della vittima svilita a mero strumento occasionale di un evento lesivo interamente riconducibile, sul piano eziologico, ad una causa esterna.

Tribunale Lucca, 29/05/2020, n.426

Responsabilità oggettiva: il caso fortuito va valutato se c’è fatto colposo del danneggiato

In tema di responsabilità oggettiva il caso fortuito va valutato se vi sia il fatto colposo del danneggiato. (Nel caso di specie, è stata ritenuta la corresponsabilità del danneggiato con riduzione al 50% del danno risarcibile perché nella caduta a causa della rottura di uno scalino, lo stesso non si trovava alla fine di una rampa, ma era posto di lato, ed era ben illuminato per la presenza delle luci dei negozi aperti per il periodo natalizio e ciò faceva presumere una disattenzione del soggetto che era caduto).

Tribunale Tivoli sez. I, 18/05/2020, n.724

Danni da cose in custodia e riparto dell’onere probatorio

Ai sensi dell’art. 2051 c.c. compete al danneggiato fornire in via prioritaria la prova del nesso di causalità tra l’evento dannoso lamentato e il bene in custodia per cui nel caso in cui questi non assolva in modo soddisfacente all’onere probatorio sullo stesso gravante, la mancanza di tale dimostrazione rende superflua ed ultronea la prova da parte del custode del caso fortuito inteso come fattore che, in base ai principi della regolarità o adeguatezza causale, esclude il nesso eziologico tra cosa e danno, ed è comprensivo anche del fatto del terzo e/o della condotta incauta dello stesso danneggiato (nella specie un condomino asseriva di essere caduto, all’una di notte, nell’androne del palazzo a causa del pavimento bagnato in quanto assoggettato agli eventi atmosferici e/o alla semplice umidità notturna mentre non era stato provato il luogo della reale caduta posto che nella scheda del 118 era scritto “strada”, nella cartella clinica “scale di casa”, nella lettera dove era stata richiesta l’apertura del sinistro “lungo la gradinata” e l’unico teste presente ai fatti riferiva che il danneggiato si trovava “davanti al portone sotto i campanelli”).

Corte appello L’Aquila, 12/05/2020, n.677

Il comportamento negligente del danneggiato esclude la responsabilità da cose in custodia

Si deve ritenere sussistente il caso fortuito integrato totalmente dalla condotta imprudente o distratta del danneggiato, caso fortuito che recide il nesso eziologico tra danno e responsabilità del custode, qualora la caduta sia avvenuta quando ancora c’era luce diurna, su un luogo pianeggiante e non inclinato, ove l’insidia è chiaramente visibile, se il danneggiato avesse camminato con la dovuta accortezza, prudenza e diligenza richiesta all’utente medio nell’uso ordinario e diretto dei beni pubblici o privati ma aperti al pubblico, per salvaguardare la propria incolumità.

Tribunale Roma sez. XIII, 15/04/2020, n.6149

Buca sul manto stradale

In tema di giudizio di pericolosità della cosa inerte (es buca del manto stradale) e della conseguente  presunzione di responsabilità del custode, la mancata diligenza del danneggiato per l’uso corretto e responsabile della cosa esclude la responsabilità del custode.

(Nel caso di specie si trattava di richiesta di risarcimento per spese mediche  a seguito di una rovinosa caduta a bordo di un velocipede che incappava in una buca ma poiché la condotta del conducente distratta e non rispettosa della distanza di sicurezza rispetto al veicolo che lo precedeva e inosservante  dell’obbligo di tenere la destra  costituiva caso fortuito era sufficiente ad esentare il Comune custode da responsabilità).

Tribunale Brindisi, 03/03/2020, n.403

Responsabilità da cose in custodia e rilevanza del comportamento del danneggiato.

In tema di responsabilità da cose in custodia, la natura colposa ed imprevedibile del comportamento del danneggiato  integra il caso fortuito richiesto dall’art. 2051 c.c. escludente la responsabilità del custode; ne deriva che non sussiste la responsabilità della struttura medica per il danno occorso a una donna che assisteva una degente ivi ricoverata, che abbia urtato il letto della stessa paziente e sia caduta riportando frattura sottocapitata del femore sinistro, non avendo ella tenuto conto dell’esistenza di sporgenze del letto (che avrebbe dovuto conoscere, poiché si occupava da giorni di assistere in ospedale la stessa paziente),  né avendo acceso una luce nella stanza; in questo scenario, il letto non rileva come causa, bensì mera occasione dell’evento.

Tribunale Milano sez. I, 25/02/2020, n.1781

Sulla configurabilità del caso fortuito per escludere la responsabilità del custode della cosa

Il caso fortuito, rappresentato dalla condotta del danneggiato, è connotato dall’esclusiva efficienza causale nella produzione dell’evento; a tal fine, la condotta del danneggiato che entri in interazione con la cosa si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull’evento dannoso, in applicazione – anche ufficiosa – dell’art. 1227 c.c., comma 1; e deve essere valutata tenendo anche conto del dovere generale di ragionevole cautela riconducibile al principio di solidarietà espresso dall’art. 2 Cost. (fattispecie relativa ad una caduta avvenuta nell’androne di un condominio a causa del pavimento bagnato).

Cassazione civile sez. VI, 18/02/2020, n.4129

Danni da cose in custodia e riparto dell’onere probatorio

In tema di responsabilità per danno cagionato da cosa in custodia, spetta al danneggiato allegare, dandone la prova, il rapporto causale tra la cosa e l’evento dannoso, mentre il custode, al fine di sottrarsi a tale responsabilità, deve provare il caso fortuito, rappresentato da un evento imprevedibile ed inevitabile, che può identificarsi anche nella stessa condotta del danneggiato. Ebbene, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata mediante l’adozione da parte dello stesso danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto e l’evento dannoso.

Nel caso di specie, i giudici hanno ritenuto che la caduta del danneggiato, provocata dalla presenza di ghiaccio sotto la coltre di neve in prossimità della porta di ingresso di un ristorante, poteva essere evitata dal medesimo soggetto tenendo un comportamento ordinariamente cauto in considerazione nel periodo invernale delle intense nevicate e delle temperature particolarmente rigide.

Corte appello L’Aquila, 15/01/2020, n.75

Danni da cose in custodia e caso fortuito esimente

La condotta della vittima del danno causato da una cosa in custodia può costituire un “caso fortuito”, ed escludere integralmente la responsabilità del custode ai sensi dell’art. 2051 c.c., quando abbia due caratteristiche: sia stata colposa, e non fosse prevedibile da parte del custode (nel caso di specie il tribunale ha riconosciuto l’esclusiva responsabilità dell’Ente comunale per non aver tempestivamente eliminato la situazione di pericolo costituita da un sampietrino basculante che, in quanto tale, era particolarmente insidioso non essendo avvistabile, pur se in corrispondenza di un avvallamento del terreno – peraltro in corrispondenza delle strisce pedonali ove i pedoni dovrebbero legittimamente confidare di poter attraversare in sicurezza – tanto da determinare la rovinosa caduta dell’attrice).

Tribunale Roma sez. XIII, 17/12/2019, n.24121

Responsabilità per danni cagionati dalle cose in custodia: riparto dell’onere probatorio

In tema di responsabilità per danni cagionati dalle cose in custodia, grava sulla parte danneggiata l’onere di fornire il solo riscontro dell’esistenza di un valido nesso causale tra la cosa e il danno, mentre il custode ha l’onere di provare che il danno non è stato causato dalla cosa, ma dal caso fortuito, che può essere costituito dall’evento imprevedibile, dal fatto del terzo, dal fatto dello stesso danneggiato. Nel caso di specie, Corte d’appello ha accolto il gravame di una anziana signora, caduta a causa di una buca sita all’interno del marciapiedi dell’ospedale, condannando l’azienda ospedaliera a risarcirle i danni subiti.

Corte appello Napoli sez. IX, 05/12/2019, n.5881

Danni da cose in custodia: la condotta incauta della vittima rientra nell’ambito del caso fortuito che, se provato, esenta il custode da responsabilità

La responsabilità per danno cagionato da cosa in custodia ha carattere oggettivo, essendo sufficiente, per la sua configurazione, la dimostrazione da parte del danneggiato del nesso di causalità tra la res in custodia e il danno. Viceversa, il custode, al fine di andare esente da responsabilità, deve fornire la prova del caso fortuito, inteso come fattore che, in base ai principi della regolarità o adeguatezza causale, esclude il nesso eziologico tra res e danno.

Nell’ambito del caso fortuito è riconducibile anche la condotta incauta della vittima, che assume rilievo ai fini del concorso di responsabilità ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c. e deve essere graduata sulla base di un accertamento in ordine alla sua effettiva incidenza causale sull’evento dannoso, che può anche essere esclusiva.

Nel caso di specie, il Tribunale ha rigettato la domanda di un motociclista che chiedeva al Comune il risarcimento dei danni subiti per una caduta provocata dal manto stradale dissestato, in quanto l’incidente sarebbe stato evitabile mediante l’adozione da parte del centauro di un comportamento di guida più diligenti.

Tribunale Milano sez. I, 13/11/2019, n.10327

Responsabilità da cose in custodia: sufficiente il nesso causale tra cosa e danno, restando irrilevante la condotta del custode

In forza dell’art. 2051 c.c. la responsabilità per i danni cagionati dalla cosa si fonda non su un comportamento del custode, bensì su una relazione di custodia tra questi e la cosa dannosa, potendo il custode liberarsi dalla responsabilità esclusivamente provando l’intervento determinante del caso fortuito, inteso come fattore estraneo alla sua sfera soggettiva idoneo ad interrompere il nesso causale tra la cosa e l’evento lesivo.

Peraltro non è richiesto per l’insorgere della responsabilità che la cosa sia suscettibile di produrre danni per la sua natura, ossia per un suo intrinseco potere, in quanto anche relativamente alle cose prive di un dinamismo autonomo, sussiste a carico del custode un dovere di controllo allorquando il fortuito o l’effetto dell’uomo possano prevedibilmente intervenire nel processo di causazione del danno. In virtù del suddetto obbligo di custodia va affermata la responsabilità a carico del Condomino per il danno causato dalla caduta dei due pini di proprietà condominiale sopra delle autovetture parcheggiate nel vicino cortile.

Tribunale Cosenza sez. II, 05/11/2019, n.2226

Danni da cose in custodia: la responsabilità del custode non può escludersi per il solo fatto che il danneggiato abbia usato la cosa volontariamente ed in modo abnorme

La responsabilità del custode di cui all’art. 2051 c.c., è di natura oggettiva e non può escludersi per il solo fatto che il danneggiato abbia usato la cosa fonte di danno volontariamente ed in modo abnorme (nella specie: un ragazzo si era introdotto, unitamente ad un amico, in uno stabile inutilizzato), quando tale uso, benché non conforme a quello ordinario, è reso possibile dalla facile accessibilità alla cosa medesima e quando l’evento lesivo (nella specie di caduta dal terrazzo posto all’altezza di 5 metri) non è stato determinato da quell’abnorme e volontario uso sic et simpliciter bensì dalla reazione scomposta e del tutto imprevedibile che i due amici hanno avuto all’arrivo della pattuglia dei carabinieri (nella specie: si sono allontanati prendendo due direzioni diverse), quindi dal caso fortuito.

Tribunale Cosenza sez. II, 10/10/2019, n.1986

Danni da cose in custodia: presupposti della responsabilità del custode e onere probatorio gravante sul danneggiato

La responsabilità ex articolo 2051 del codice civile postula la sussistenza di un rapporto di custodia della cosa e una relazione di fatto tra un soggetto e la cosa stessa, tale da consentire il potere di controllarla, di eliminare le situazioni di pericolo che siano insorte e di escludere i terzi dal contatto con la cosa. Tale norma non dispensa il danneggiato dall’onere di provare il nesso causale tra cosa in custodia e danno, ossia di dimostrare che l’evento si è prodotto come conseguenza normale della particolare condizione, potenzialmente lesiva, posseduta dalla cosa, mentre resta a carico del custode, offrire la prova contraria alla presunzione della sua responsabilità, mediante la dimostrazione positiva del caso fortuito, cioè del fatto estraneo alla sua sfera di custodia, avente impulso causale autonomo e carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità.

Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto fondata, ai sensi dell’articolo 2051 del codice civile, la responsabilità della Regione Friuli Venezia Giulia per i danni provocati alla società concessionaria esclusiva per l’esercizio dell’attività di distribuzione dell’energia elettrica nel territorio del Comune di Tarvisio, in conseguenza della caduta di alcuni alberi di alto fusto di proprietà dell’ente, che aveva causato alla società gravi danni e determinato l’interruzione del pubblico servizio.

Tribunale Trieste, 21/06/2019, n.409



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