Diritto e Fisco | Articoli

Naspi: come funziona il pagamento?

12 Luglio 2021
Naspi: come funziona il pagamento?

L’indennità di disoccupazione mensile viene erogata dall’Inps all’avente diritto con le modalità indicate nella domanda telematica.

Hai ricevuto una lettera con cui il datore di lavoro ti comunica il tuo licenziamento con effetto immediato. Ti sei rivolto ad un sindacato e ti è stato detto che puoi richiedere la Naspi poiché si tratta di un’ipotesi di perdita involontaria del lavoro. Vuoi sapere in che modo avviene il pagamento di questa prestazione da parte dell’Inps.

La Naspi, ossia lo strumento di tutela contro la disoccupazione involontaria attualmente in vigore, è un assegno mensile che viene erogato dall’Inps a coloro che perdono involontariamente l’impiego. Chi deve fare la domanda di Naspi si pone molti quesiti: a chi spetta? Come funziona il pagamento? Sotto quest’ultimo profilo, occorre evidenziare che è il richiedente a dover specificare qual è la modalità di erogazione della prestazione prescelta. Non tutti i percettori di Naspi, infatti, hanno un conto corrente postale o bancario e sono previsti anche metodi di accredito alternativi.

Naspi: cos’è e quando viene erogata?

Naspi sta per Nuova assicurazione sociale per l’impiego. Si tratta della prestazione economica che sostiene il reddito di coloro che perdono il lavoro contro la propria volontà. Si applica a tutti gli eventi di disoccupazione involontaria avvenuti a partire dal 1° maggio 2015, data in cui la Naspi ha preso il posto delle precedenti prestazioni di disoccupazione [1].

La Naspi viene erogata solo a coloro che possiedono tutti i requisiti previsti dalla legge per l’accesso alla prestazione. Tali requisiti riguardano:

  1. la tipologia di rapporto di lavoro che è cessato;
  2. la situazione contributiva del richiedente;
  3. le giornate di effettivo lavoro cumulate;
  4. la causale che ha determinato la cessazione del rapporto di lavoro.

Naspi: i requisiti

Entrando nel dettaglio dei requisiti per l’accesso alla Naspi, occorre premettere che questa prestazione spetta solo ai lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato e non spetta, dunque, ai lavoratori autonomi o parasubordinati.

Inoltre, la perdita del lavoro deve essere involontaria e sono, dunque, esclusi dalla Naspi i lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro per effetto delle dimissioni o della risoluzione consensuale del rapporto.

Con riferimento al requisito contributivo, per ottenere la Naspi devono risultare versate, nei 4 anni precedenti la fine del rapporto di lavoro, almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione involontaria presso l’Inps.

Infine, con riferimento al requisito lavorativo, il richiedente deve aver lavorato per almeno 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Naspi: la domanda

La Naspi viene erogata solo su richiesta dell’avente diritto da inoltrare all’Inps attraverso tre canali alternativi:

  • via web, tramite il sito Inps;
  • tramite telefono, contattando il contact center Inps;
  • tramite l’intermediazione degli enti di patronato.

Nella domanda di Naspi il beneficiario deve anche indicare le modalità di pagamento dell’assegno mensile.

Naspi: come funziona il pagamento?

La maggior parte dei percettori di Naspi richiede all’Inps il pagamento della prestazione tramite accredito sul proprio conto corrente bancario o postale. In passato, tale modalità di pagamento richiedeva l’invio, da parte del beneficiario, all’Inps di un apposito modello per la validazione del conto corrente da parte della banca. L’Inps ha reso noto [2] che, a partire dal 10 aprile 2020, non sono più previste la compilazione e la trasmissione del modello SR163 che serviva a verificare la corrispondenza fra il soggetto intestatario del conto corrente e il titolare della Naspi.

Chi non dispone di un conto corrente può optare per il pagamento della Naspi tramite bonifico domiciliato. Con questa modalità, l’Inps effettua il pagamento della Naspi presso una banca o presso la Posta e il beneficiario della prestazione può recarsi presso l’istituto di credito e, dopo aver dato evidenza dei propri dati personali, ottenere l’erogazione del quantum che gli spetta.

Per quanto concerne le tempistiche di pagamento della Naspi, la prestazione viene generalmente pagata il 10 del mese, salvo ritardi. Il percettore della prestazione può verificare se il pagamento è avvenuto accedendo al proprio fascicolo previdenziale del contribuente tramite il sito web dell’Istituto.


note

[1] Art. 1 D. Lgs. n. 22 del 4.03.2015.

[2] Inps, Circolare n. 48/2020.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube