Cashback: le rassicurazioni del Governo

3 Marzo 2021
Cashback: le rassicurazioni del Governo

La viceministra dell’Economia Laura Castelli nega che si stia lavorando nella direzione di una cancellazione della misura.

Le voci di uno stop al Cashback si rincorrono da giorni, con enorme preoccupazione degli utenti che, fin qui, hanno fatto una fatica non indifferente. Partecipare al Cashback di Stato, in effetti, non è stata proprio una passeggiata di salute. Semmai più una corsa a ostacoli, soprattutto per chi non ha grande dimestichezza con gli strumenti digitali, ma anche per chi ne è pratico.

L’app Io non è stata propriamente all’altezza delle aspettative, basti pensare al crash dei primi giorni, alle iniziali difficoltà di funzionamento, ad alcune procedure lente e farraginose. Per registrarsi all’app bisognava essere titolari di uno Spid o in possesso di una Carta d’identità elettronica (Cie): strumenti di cui molti cittadini non disponevano, quindi hanno dovuto attrezzarsi.

E poi i circuiti non abilitati, le problematiche con bancomat e contactless, il ritardo con cui certe transazioni vengono computate tra quelle valide ai fini del rimborso, la ritrosia degli esercenti che, specie per i piccoli importi, non sono felici dei pagamenti in moneta elettronica.

Insomma: bisogna armarsi di santa pazienza per aderire al piano Italia Cashless. E adesso viene fuori che potrebbe saltare? Per la viceministra dell’Economia Laura Castelli l’allarme è infondato. «Nessuno ne parla», ha dichiarato Castelli a Radio 24, anche se la voce gira eccome (per approfondire leggi qui: Cashback a rischio: cosa potrebbe cambiare).

Quel che risulta, soprattutto, è la contrarietà alla misura di certi settori del centrodestra, come Lega e Forza Italia, che la considerano troppo dispendiosa. Castelli però si sente di rassicurare.

«Le risorse che l’agevolazione assorbe sono molte – ammette la viceministra – ma questa non è solo una misura di lotta all’evasione fiscale, ma un provvedimento per cambiare il modo dei cittadini di utilizzare il denaro. Credo che una maggioranza così ampia ci permetterà di fare un ragionamento che non sarà solo sull’uso alternativo di questi 4 miliardi, ma anche su come procedere verso una strada dalla quale non si può tornare indietro, quella dell’incentivazione all’uso della moneta elettronica».

Continua, invece, il monitoraggio sui cosiddetti micro-pagamenti, cioè le transazioni spezzettate effettuate da molti utenti. Con un doppio fine.

Il primo è scalare la classifica per ottenere il Supercashback, cioè il premio di 1.500 euro ai centomila italiani che, in sei mesi, totalizzano i più alti numeri di pagamenti in moneta elettronica.

Il secondo è massimizzare il più possibile il numero di transazioni, perché il regolamento del Cashback dice che, per avere il rimborso del 10% su ogni spesa (per un massimo di 15 euro, anche se l’importo dell’acquisto supera i 150 euro) bisogna eseguire un minimo di 50 transazioni in un semestre. Che non sono proprio poche.

Segnalazioni sono arrivate soprattutto dai benzinai: c’è chi, anziché fare un pieno di carburante, «spezzetta» l’importo in somme più piccole, il che non è propriamente conveniente per gli esercenti, per via delle commissioni. Si è parlato a questo proposito di «furbetti», ma impropriamente, non essendo queste «manovre» vietate dal regolamento del Cashback, diversamente da altre che appaiono come delle tattiche belle e buone per ottenere illegittimamente l’agevolazione (per approfondire leggi qui: Cashback: come avere il rimborso gratis).

«È in atto una costante attività di monitoraggio da parte di Pago PA, la società che gestisce l’app Io, al fine di individuare e verificare le operazioni anomale – ha spiegato, in commissione Finanze, la sottosegretaria Maria Cecilia Guerra -, in modo che queste ultime, in quanto tali, possano essere passibili di esclusione dal programma. Sono all’esame diverse soluzioni».

Una è quella di sospendere fino alla fine del 2021 il Supercashback. L’altra quella di escludere dal programma i micro-pagamenti inferiori a un euro. Si pensa anche a porre un limite al numero di transazioni eseguibili nello stesso esercizio commerciale e nella stessa giornata, così da evitare il frazionamento dei pagamenti (per approfondire leggi qui: Cashback: a rischio il superpremio da 1.500 euro).



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