Garanzia sugli acquisti: quali diritti?

10 Luglio 2021 | Autore:
Garanzia sugli acquisti: quali diritti?

Che succede se viene riscontrato un difetto su un prodotto appena comprato? Bisogna spendere qualcosa? C’è sempre il diritto alla sostituzione?

Quando vai a comprare un prodotto, spesso ti viene detto che è in garanzia e ti si dice di conservare lo scontrino nel caso in cui dovesse sorgere qualche problema. Altre volte, il venditore dà per stabilito che tu sia al corrente del fatto di poter far riparare o sostituire gratuitamente ciò che hai comprato se il prodotto presenta dei difetti di fabbricazione. In nessuna di queste circostanze, però, si entra nei dettagli della garanzia sugli acquisti: quali diritti ha il compratore? Deve limitarsi a ciò che dice il libretto allegato al bene acquistato oppure c’è una legge che dice al consumatore come deve comportarsi indipendentemente dal fatto che abbia portato a casa una lavatrice, un cellulare, un televisore o chissà che altro ancora?

In Italia, esiste una normativa in merito contenuta nel Codice del consumo che stabilisce i diritti del compratore per quanto riguarda la garanzia sugli acquisti. Si va dalla possibilità di scegliere tra la riparazione o la sostituzione del prodotto ai tempi entro i quali il problema riscontrato deve essere sistemato. Vediamo.

Garanzia: quanto dura?

La garanzia sugli acquisti viene applicata quando viene trovato su un prodotto un difetto non provocato da un suo uso improprio da parte del consumatore. Ad esempio, quando l’oggetto viene colpito o fatto cadere per una distrazione, quando non si seguono in maniera attenta le istruzioni per il montaggio o per la messa in funzione, ecc. Il difetto, dunque, deve essere di fabbricazione.

Può succedere, però, che questa imperfezione non venga riscontrata subito ma dopo qualche tempo, non abbastanza lungo, però, da far pensare che sia stata provocata dall’usura. Difficile pensare, ad esempio, che la scheda elettronica di una lavatrice, dopo un anno e mezzo, cominci a dare dei seri problemi di funzionamento solo perché l’elettrodomestico viene usato spesso.

Proprio per questo motivo, la garanzia su un prodotto ha una durata che consente di avere un certo margine temporale per capire non solo se il prodotto rispetta le sue caratteristiche al momento del primo utilizzo ma anche se le mantiene a breve o medio termine. La durata della garanzia è di 2 anni a partire dalla data di acquisto o di consegna del bene.

Attenzione, però: questo significa che il difetto – semmai esiste – deve essere riscontrato entro 24 mesi. Ma il consumatore ha più tempo per agire: può farsi valere nei confronti del venditore entro 26 mesi dalla data in cui il prodotto gli è stato consegnato.

Il perché è semplice da capire: che succederebbe se il difetto si presentasse il giorno in cui scadono i 2 anni di garanzia? Il consumatore non avrebbe materialmente il tempo di muoversi per rivendicare i suoi diritti se il luogo in cui ha fatto l’acquisto non è vicino a casa sua. Ecco perché ha altri due mesi di tempo per denunciare il difetto di conformità. Dopodiché, però, basta: trascorsi quegli ulteriori due mesi, se il difetto non è stato segnalato, il consumatore si tiene il prodotto.

Garanzia: il valore dello scontrino

Al momento dell’acquisto, il valore dello scontrino fiscale (o del documento commerciale, come ora viene chiamato) non è soltanto quello di dimostrare che il prodotto da portare a casa non è stato comprato in nero, che il commerciante ci paga le tasse sulla vendita e che l’acquirente ha pagato l’Iva. Lo scontrino deve essere conservato perché serve come «garanzia» sull’acquisto, cioè va mostrato all’esercente nel momento in cui si va a denunciare un difetto di conformità del bene.

Che succede, però, se si perde lo scontrino perché, nel frattempo, è passato del tempo dall’acquisto e non lo si riesce a trovare? Forse, sarebbe stato meglio pinzarlo al libretto di istruzioni o alla confezione, oppure metterlo in un’apposita cartelletta dove si tengono i documenti di pagamento degli acquisti. Ad ogni modo, se dovesse capitare, si potrebbe presentare la fattura o altri documenti con cui si possa dimostrare l’acquisto: l’estratto conto della carta di credito, il tagliando dell’assegno, la confezione del prodotto se riporta il nome del rivenditore, ecc.

Garanzia: l’onere della prova del difetto

Il consumatore non deve provare alcunché nel caso in cui il difetto si manifesti entro sei mesi dalla data dell’acquisto o dell’erogazione del servizio: la garanzia interviene in automatico perché tale imperfezione viene ritenuta esistente all’origine.

Se il problema sorge, però, dopo i primi sei mesi ed entro i due anni coperti dalla garanzia, il commerciante potrebbe pretendere degli elementi in grado di provare che il prodotto era difettoso già alla consegna. Naturalmente, per citare uno degli esempi di prima, se una scheda di un elettrodomestico segnala dei guasti dopo otto o nove mesi dall’acquisto, il negoziante non avrà difficoltà a capire che c’è un difetto di fabbricazione. Ma se si tratta di un’ammaccatura, di graffi o di qualche problema che potrebbe derivare dal cattivo utilizzo del bene, la cosa sarebbe più complicata.

Garanzia: come si applica?

Va detto, innanzitutto, che, in caso di difetto riscontrato su un prodotto, il consumatore deve far valere i propri diritti solo nei confronti del venditore e non del fabbricante (a meno che siano la stessa persona). Occorre presentarsi in negozio con il bene difettoso e il documento che provi l’acquisto oppure inviare la denuncia via fax o via raccomandata a/r entro due mesi dalla scoperta del difetto.

Il consumatore ha il diritto di chiedere al venditore di riparare il prodotto oppure di sostituirlo gratuitamente, a meno che la soluzione richiesta sia materialmente impossibile o eccessivamente costosa. Per esempio, se ci fosse la possibilità di sistemarlo agevolmente, chiedere la sostituzione sarebbe tanto inutile quanto oneroso. In altre occasioni, invece, come un difetto complicato da risolvere su un computer o su un cellulare, si fa prima a consegnarne uno nuovo all’acquirente che a metterci le mani.

Le riparazioni devono essere effettuate entro un lasso di tempo congruo, tenendo conto della funzione del prodotto e dell’utilizzo che il cliente ne deve fare. Se le cose vanno troppo per le lunghe, è possibile inviare per iscritto un sollecito al venditore intimandolo a concludere il lavoro di riparazione entro un certo termine o di provvedere alla sostituzione del bene.


note

[1] Artt. 128 e ss. Dlgs. n. 206/2005.


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