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Agevolazioni prima casa al coniuge separato

4 Marzo 2021 | Autore:
Agevolazioni prima casa al coniuge separato

In quali casi si può fruire dei benefici fiscali per l’acquisto dell’abitazione principale da parte di ciascuno degli ex coniugi dopo la separazione.

Quando due coniugi si separano c’è il rischio di perdere il bonus fiscale sull’acquisto della prima casa. Infatti, i coniugi possono decidere mediante gli appositi accordi di attribuire l’immobile di comproprietà ad uno solo dei due, oppure uno di loro può essere escluso dal godimento della casa familiare se essa viene assegnata all’altro dal giudice. Così si pone spesso il problema di come godere dei benefici per acquistare un altro immobile da destinare ad abitazione principale oppure di impedire la decadenza dalle agevolazioni già fruite.

Occupiamoci dunque dell’impegnativo tema delle agevolazioni prima casa al coniuge separato alla stregua delle disposizioni normative e delle pronunce giurisprudenziali: alcuni casi sono già stati chiariti ed è possibile stabilire con ragionevole certezza quando il bonus spetta o si mantiene, in altri casi invece rimangono dubbi aperti e la posizione dell’Agenzia delle Entrate si mantiene rigida.

Le agevolazioni prima casa spettano ai coniugi separati?

Per rispondere a questa domanda bisogna distinguere il caso di una coppia che ha già fruito del bonus agevolativo durante il matrimonio, e perciò aveva già acquistato in comproprietà un immobile da destinare ad abitazione principale fruendo delle imposte ridotte, da quello in cui i due coniugi ormai separati intendono richiedere l’agevolazione autonomamente, pur avendone già usufruito in precedenza.

Nel primo caso, il problema pratico è quello di impedire la decadenza dal beneficio, che si perde ove la casa venga venduta prima dei cinque anni dal suo acquisto; nel secondo caso, bisogna stabilire se il coniuge separato può fruire di nuovo – e stavolta da solo – dell’agevolazione ottenuta in precedenza, quando è stato estromesso dalla casa familiare ed ha necessità di acquistare un’abitazione per sé.

Decadenza dal bonus prima casa già fruito

La donazione, o la vendita, dell’abitazione principale prima che sia intercorso un quinquennio dalla data dell’acquisto agevolato fa perdere il diritto ai benefici fiscali: l’Agenzia delle Entrate pretenderà il pagamento delle imposte piene sul valore della compravendita (il 9% anziché il 2% dell’imposta di registro o il 10% invece del 4% di Iva) ed applicherà le sanzioni nella misura del 30% tra quanto versato in precedenza e quanto ora dovuto a titolo di imposta di registro o di Iva, a meno che si riacquisti entro un anno un altro immobile da adibire ad abitazione principale. Perciò, se il secondo acquisto avviene entro tale termine, la decadenza è impedita.

Quando il bonus prima casa non si perde

Ma adesso il nucleo familiare della coppia non c’è più e i due membri ormai divisi possono agire autonomamente nelle proprie decisioni abitative. Cosa succede? A proposito dei coniugi separati, la Corte di Cassazione [1] ha affermato che il bonus prima casa permane, e non si perde, se la cessione dell’immobile è avvenuta in esecuzione degli accordi stabiliti in sede di separazione consensuale omologata; questi patti sono considerati dai giudici meritevoli di particolare tutela perché servono a definire quali saranno per il futuro i rapporti economici tra gli ex coniugi.

Anche l’Agenzia delle Entrate ha aderito a questa tesi [2] escludendo espressamente dalla decadenza delle agevolazioni sulla prima casa la cessione dell’immobile in virtù di clausole contenute negli accordi di separazione. In questo caso, è dunque possibile, ad esempio, che il marito ceda la prima casa all’ex moglie (o anche ai figli oppure a terzi, in tal caso distribuendo il ricavato con l’ex) senza perdere le agevolazioni fiscali.

Agevolazione per acquisto di nuova prima casa

Quando il giudice assegna la casa familiare ad uno degli ex coniugi, l’altro ha diritto all’agevolazione prima casa per acquistare un nuovo immobile dove andare ad abitare? Secondo la giurisprudenza sì: una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio [3] ha ammesso al beneficio un coniuge separato che aveva perso la disponibilità dell’abitazione principale proprio perché essa era stata assegnata all’altro coniuge. Per i giudici, il provvedimento di assegnazione ha effetti sia materiali sia giuridici: «è innegabile» infatti che il separato non può più usufruire per le proprie esigenze abitative di quell’immobile che aveva acquistato insieme all’ex coniuge con le agevolazioni prima casa.

Invece – si legge in sentenza – il beneficio prima casa deve spettare «all’acquirente che sia titolare del diritto di proprietà su altra casa situata nello stesso Comune in cui si trova l’immobile che viene acquistato allorché tale casa sia oggetto di un rapporto locativo regolarmente registrato e non maliziosamente preordinato a creare lo stato di indisponibilità della stessa» (come nel caso in cui la separazione sia simulata e non veritiera).

La posizione ora espressa dai giudici laziali corrisponde a quanto aveva già affermato la Corte di Cassazione [4] secondo cui il prepossesso della casa familiare non impedisce il successivo acquisto di un altro immobile ad uso abitativo: bisogna rammentare infatti che con l’assegnazione della casa di abitazione coniugale, l’assegnatario diviene titolare di un mero diritto personale di godimento, e non di un diritto reale, sull’immobile; ma nonostante ciò il coniuge non assegnatario rispetta i requisiti per accedere alle agevolazioni prima casa, non risultando titolare di un’altra casa idonea a soddisfare le sue esigenze abitative. Ed è questo ciò che conta al di là della comproprietà ormai rimasta solo formale, mentre il diritto di abitarci è stato attribuito esclusivamente all’altro ex coniuge.

L’Agenzia delle Entrate però non ha recepito queste posizioni giurisprudenziali di apertura e tuttora ritiene non spettanti le agevolazioni prima casa; perciò, se l’ex coniuge ne fruisce, dichiarando nell’atto notarile di acquisto di essere in possesso dei requisiti, molto probabilmente l’Amministrazione finanziaria recupererà le imposte ed applicherà le sanzioni; allora, occorrerà opporsi proponendo ricorso al giudice tributario avverso l’atto impositivo entro 60 giorni dalla sua ricezione.

Leggi anche “Agenzia delle Entrate: agevolazioni prima casa per separati“.


note

[1] Cass. ord. n. 31603 del 6.12.2018.

[2] Agenzia Entrate, risoluzione n. 80/E/2019.

[3] Ctr Lazio, sent. n. 162/21.

[4] Cass. ord. n. 19989/2018.


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1 Commento

  1. E’ POSSIBILE CHIARIRE DEFINITIVAMENTE LA POSSIBILITA’ DI FRUIRE DELL’AGEVOLAZIONE FISCALE PER L’ACQUISTO DI UNA NUOVA ABITAZIONE PRINCIPALE ANCHE NEL CASO DEL CONIUGE SEPARATO CHE RIMANE COMPROPRIETARIO DELL’IMMOBILE (GIA’ PRIMA CASA) ASSEGNATO ALL’ALTRO CONIUGE A SEGUITO DI SENTENZA DEL GIUDICE?

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