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Tfr: come si calcola?

11 Luglio 2021
Tfr: come si calcola?

I lavoratori subordinati hanno diritto a ricevere, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, una somma di denaro accantonata nel corso degli anni dal datore di lavoro.

Si sta avvicinando la tanto attesa data della pensione. Con la cessazione del rapporto di lavoro, l’azienda ti liquiderà il Trattamento di fine rapporto (Tfr) accumulato nei lunghi anni di servizio. Ti chiedi come viene calcolato questo emolumento e se ci sono dei meccanismi di rivalutazione per preservarne il potere di acquisto.

Il Tfr è uno degli istituti del diritto del lavoro a cui i lavoratori italiani sono maggiormente legati. Si tratta di una retribuzione differita che viene accantonata durante il rapporto di lavoro ed erogata una tantum alla fine del rapporto. Ma quali voci retributive rientrano nella base di calcolo del Tfr? Come si calcola il Tfr? La legge individua con esattezza il metodo di calcolo della liquidazione. Occorre, però, tenere presente che anche i contratti collettivi possono decidere di includere o escludere alcune voci retributive dalla base di calcolo del Tfr.

Tfr: cos’è?

Il trattamento di fine rapporto, meglio noto con l’acronimo Tfr, è una retribuzione differita, ossia, una parte del salario spettante al lavoratore che non viene liquidata mese per mese nella busta paga ma viene accantonata dal datore di lavoro ed erogata, tutta in un’unica soluzione, in caso di cessazione del rapporto di lavoro. I lavoratori italiani hanno mostrato di essere molto legati a questo istituto tanto che la proposta sperimentale di erogare il Tfr in busta paga si è rivelata un clamoroso flop poiché pochissimi dipendenti hanno aderito.

Tfr: come si calcola?

La quota annuale di retribuzione che deve essere accantonata dal datore di lavoro a titolo di Tfr è stabilita direttamente dalla legge [1], in base alla quale, il Tfr si calcola sommando per ogni anno di servizio un importo pari alla retribuzione dovuta per l’anno di riferimento divisa per 13,5. Tale quota viene proporzionalmente ridotta in caso di frazioni di anno, e si computano come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Tfr accantonato: si rivaluta?

Soprattutto in caso di rapporti di lavoro di lunga durata, si pone l’esigenza di prevedere dei meccanismi di rivalutazione della somma accantonata a titolo di Tfr che, in caso contrario, perderebbe completamente il proprio potere di acquisto. A tal fine, la legge prevede che il Tfr accantonato, con esclusione della quota annuale, viene incrementato al 31 dicembre di ogni anno, su base composta, applicando un tasso costituito:

  1. dall’1,5 % in misura fissa;
  2. dal 75 % dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, indicato dall’Istat, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente.

Tfr: la base di calcolo

Ma quali sono le voci retributive che devono essere incluse nella base di calcolo della quota annuale di Tfr? La legge prevede che la base di calcolo del Tfr comprende tutte le somme, ivi incluso l’equivalente delle prestazioni erogate in natura, che vengono corrisposte dal datore di lavoro al dipendente in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e fatta eccezione di quanto viene corrisposto a titolo di rimborso spese.

La norma, tuttavia, fa salve diverse previsioni dei contratti collettivi. Ne consegue che i Ccnl, anche di livello aziendale, potrebbero prevedere che determinate somme erogate ai lavoratori non debbano essere tenute in considerazione nel calcolo del Tfr.

Tfr: quando spetta?

Il lavoratore ha diritto al pagamento del Tfr in ogni ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro. Ne consegue che questo emolumento spetta al dipendente a prescindere dal motivo che ha determinato la fine del rapporto di lavoro (licenziamento, dimissioni, risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, spirare del termine apposto al contratto, decesso del dipendente).

Per quanto concerne le tempistiche di pagamento, in alcuni casi, il Ccnl di settore prevede entro quanti giorni dalla fine del rapporto l’azienda debba erogare la liquidazione, tenendo conto che il datore di lavoro, prima di liquidare il Tfr, deve effettuare il conteggio della quota maturata e della relativa tassazione Irpef che deve essere trattenuta sull’importo lordo in qualità di sostituto d’imposta.


note

[1] Art. 2120 co. 1 cod. civ.


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