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Bisogno fisiologico ed eccesso di velocità: la multa è contestabile?

3 Marzo 2021
Bisogno fisiologico ed eccesso di velocità: la multa è contestabile?

Si possono violare i limiti di velocità per andare d’urgenza al bagno? E che succede se la polizia ti ferma?

Quello del superamento dei limiti di velocità per scappare al bagno è un problema che conoscono in molti. Sarà capitato a tutti, specie dopo un sostanzioso pasto con gli amici, di sentire l’esigenza di correre nel bagno di casa propria per espletare i bisogni fisiologici, superando così i limiti di velocità consentiti dal codice della strada. 

Ma che succede se, proprio a causa di ciò, si viene fermati dalla polizia? In caso di eccesso di velocità per bisogno fisiologico, la multa è contestabile?

La questione, per come facilmente immaginabile, si è posta anche nelle aule giudiziarie. Il problema ha riguardato numerosi automobilisti trovati a fare pipì ai margini della strada o nelle piazzole, con accanto l’auto a motore ancora acceso. Dinanzi alla polizia che contestava loro gli «atti contrari alla pubblica decenza» – comportamento che un tempo costituiva reato e che oggi, dopo la depenalizzazione, è invece un semplice illecito amministrativo – i multati si sono giustificati dicendo che si trattava di un’urgenza. Ma la Cassazione ha detto che, a meno di non soffrire di patologie clinicamente accertabili e documentabili tramite un certificato medico, chiunque deve poter prevedere con congruo anticipo la necessità fisiologica. Il che significa che bisogna anticipare il problema prima che diventi “serio”, eventualmente sfruttando un bagno pubblico o quello di un esercizio commerciale. In buona sostanza, i giudici sembrano dare questo consiglio: «Fermati a un bar se proprio non te la vuoi fare sotto».

Quanto alla possibilità di invocare lo stato di necessità, che di norma legittima la violazione dei limiti di velocità (si pensi a chi trasporta urgentemente un malato in ospedale), non è questo il caso. E ciò innanzitutto perché lo stato di necessità presuppone un «pericolo grave per la salute propria o altrui». E di certo, il rischio peggiore che corre chi ha una esigenza fisiologica è quello di “farsela addosso”: non è certo compromessa quindi la sua salute o, peggio ancora, la sua vita. 

In secondo luogo, si può parlare di stato di necessità solo quando la situazione di pericolo non è stata determinata volontariamente dal cittadino: e in questo caso, come detto, bisogna poter anticipare l’urgenza per tempo, senza mettersi nella condizione di necessità. 

Vediamo ora cosa potrebbe succedere se, proprio durante la sfrenata corsa verso casa per defecare, si alza la paletta di un vigile chiedendo al conducente di fermarsi. Chi ha visto le pattuglie fare i controlli saprà bene con quanta flemma e imperturbabilità questi vengono svolti. A volte possono trascorrere anche dieci minuti: un tempo enorme per chi ha un’urgenza. Una volta un comico disse che la misura del tempo è soggettiva e dipende soprattutto da quale lato della porta del bagno stai. 

Cosa può fare allora il conducente che si trova a dover fare i conti con la pattuglia proprio bel bel mezzo di un’esigenza fisiologica? In questi casi può far finta di non vedere i vigili, ma rischierebbe una sanzione amministrativa. L’articolo 192 del Codice della strada stabilisce una multa da 80 a 318 euro e la decurtazione di tre punti dalla patente per chi, circolando per la strada, non si ferma all’invito dei funzionari, ufficiali ed agenti ai quali spetta l’espletamento dei servizi di polizia stradale, quando siano in uniforme o muniti dell’apposito segnale distintivo. Forse, a conti fatti, il conto della lavanderia è meno caro.

Ci si può allora fermare e pregare i vigili di raccogliere solo i dati del conducente e dell’auto, rinviando la compilazione della multa ad un momento successivo e spedendola dopo a casa del trasgressore. È un diritto del cittadino, a fronte del quale è previsto solo un aggravio pari alle spese di notifica, che si aggirano a circa 20 euro. In tali casi, quindi, gli agenti, dopo aver preso contezza della patente e del libretto del conducente, provvederanno a compilare il verbale nel proprio ufficio, in un momento successivo a quello di constatazione dell’infrazione, e a spedire la multa presso la sua residenza con una raccomandata a.r. 



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