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Permesso per gravi motivi

4 Marzo 2021
Permesso per gravi motivi

Permessi e congedi per gravi esigenze di tipo familiare: decesso o gravi infermità di parenti. Ecco come fruirne.

Tutte le volte in cui sussistono gravi esigenze familiari, la legge consente ai lavoratori subordinati di chiedere un permesso per gravi motivi. Ne hanno diritto i lavoratori a tempo indeterminato, determinato, a tempo pieno (full time) o parziale (part time). 

Come vedremo a breve, si tratta di un beneficio che può essere sfruttato in un ampio ventaglio di ipotesi. Prima però di scendere nel dettaglio e vedere quali tipi di permessi per gravi motivi prevede la legge ed in quali ipotesi, è bene tracciare le linee generali di tale beneficio.

Permesso per gravi motivi: cos’è e come funziona

Come anticipato, il lavoratore subordinato, sia esso a tempo determinato o indeterminato, full time o part-time, ha il diritto di chiedere particolari permessi a fronte di gravi esigenze di tipo familiare [1].

Tale permesso può essere sfruttato in caso di decesso o grave infermità del coniuge, di un parente entro il secondo grado oppure di altro parente facente parte della famiglia anagrafica. 

Al lavoratore è riconosciuto tale diritto indipendentemente dall’anzianità aziendale o di servizio maturata presso uno stesso datore di lavoro.

Il lavoratore che si assenta per fruire dei permessi e dei congedi indicati successivamente spetta:

  • il diritto alla conservazione del posto di lavoro,
  • il diritto al rientro e a riavere le stesse mansioni, nonché il beneficio del divieto di licenziamento motivato dalla fruizione dei congedi stessi.

Il permesso in questione può essere di due tipi:

  • permesso retribuito per gravi motivi;
  • permesso non retribuito per gravi motivi.

Li vedremo nel dettaglio qui di seguito.

Tre giorni di permesso retribuito 

La legge riconosce al lavoratore dipendente il diritto a 3 giorni annui di permessi complessivi e non moltiplicabili in caso di più eventi, per decesso o documentata grave infermità:

  • del coniuge (anche se legalmente separato);
  • di un parente entro il 2° grado (anche non convivente);
  • o di un soggetto componente la famiglia anagrafica.

Per «grave infermità» si intendono le patologie elencate all’art. 2 del D.M. 278/2000, lett. d, nn. 1-4 ossia: 

  • patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;
  • patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
  • patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;
  • patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti punti o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la potestà.

I contratti collettivi di lavoro (nazionali, territoriali o aziendali) possono prevedere condizioni di maggior favore rispetto a quelle previste dalla normativa. 

Come avere i 3 giorni di permesso retribuito per gravi motivi

La fruizione del permesso avviene secondo le seguenti modalità:

  • nei 3 giorni non sono considerati i festivi e i giorni non lavorativi;
  • i permessi sono cumulabili con quelli spettanti per assistere persone con handicap;
  • la diversa modalità di utilizzo deve essere concordata mediante una riduzione dell’orario di lavoro distribuita su un arco maggiore di 3 giorni;
  • l’utilizzo del permesso deve essere preceduto dalla comunicazione al datore di lavoro e la fruizione deve avvenire entro 7 giorni dall’evento.

Il lavoratore deve presentare all’azienda la documentazione idonea, rilasciata dal medico specialista, attestante le gravi patologie dei soggetti per i quali viene prestata assistenza. 

In alternativa alla fruizione del permesso retribuito, la lavoratrice o il lavoratore possono concordare con il datore diverse modalità di espletamento dell’attività lavorativa, per un minimo comunque equivalente ad almeno 3 giorni ma anche per periodi superiori.

Per un orario di lavoro di 8 ore giornaliere, la durata complessiva del permesso corrisponde a 24 ore, le parti possono concordare due ore di permesso giornaliero per 12 giorni lavorativi.

L’accordo è stipulato in forma scritta, sulla base della proposta del lavoratore.

Adempimenti del lavoratore 

Il dipendente che fruisce dei permessi per grave infermità deve presentare idonea documentazione del medico specialista del Ssn (o convenzionato), del medico di medicina generale, del pediatra di libera scelta o della struttura sanitaria in caso di ricovero o intervento chirurgico. 

In assenza di norme contenenti l’elenco esaustivo delle patologie da cui consegue la “grave infermità”, il lavoratore richiedente dovrà fornire una certificazione di accertamento clinico-diagnostico rilasciata dalla competente struttura medico-legale che potrà esprimere il proprio giudizio circa la natura dell’infermità, facendo riferimento alla documentazione sanitaria proveniente da strutture sanitarie pubbliche. 

La certificazione della grave infermità deve essere presentata al datore di lavoro entro 5 giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa.

Se il permesso viene richiesto per il decesso del familiare, il dipendente deve presentare la certificazione di morte o la dichiarazione sostitutiva. 

In caso di urgenza, il lavoratore può usufruire del permesso per gravi motivi già dopo la semplice comunicazione al datore di lavoro della volontà di usufruirne, unicamente nei casi di decesso o di grave infermità del coniuge o del familiare convivente, salva la successiva prova o verifica dei relativi presupposti. 

Negli altri casi, invece, il lavoratore non può assentarsi senza prima porre il datore di lavoro in condizione di controllare l’effettiva sussistenza delle giustificazioni della richiesta e di formulare la sua proposta di differimento del congedo o di fruizione parziale di esso.

Se durante il periodo di ferie interviene un grave lutto familiare, il godimento delle ferie si interrompe, e il lavoratore ha il diritto di fruire del congedo parentale per lutto.

Aspetti fiscali e contributivi del permesso retribuito 

Trattandosi di un permesso retribuito, la relativa retribuzione concorre a formare reddito imponibile ordinario e conseguentemente da assoggettare a Irpef, con diritto alle detrazioni, e relative addizionali.

La retribuzione corrisposta durante il periodo di permesso retribuito concorre a formare reddito imponibile ai fini del calcolo dei contributi e premi, salvo vengano applicati salari convenzionali ovvero siano già stati raggiunti eventuali massimali contributivi, nel rispetto dei minimali di legge.

Congedo non retribuito per gravi motivi familiari

Oltre al permesso retribuito di cui ci siamo occupati sinora, il dipendente (pubblico o privato, a tempo pieno o parziale) ha diritto a un ulteriore periodo di congedo per gravi motivi familiari [2]. 

Il congedo non retribuito è:

  • pari ad un massimo di 2 anni nella vita lavorativa;
  • fruibile anche in maniera frazionata;
  • con diritto alla conservazione del posto;
  • per gravi e documentate ragioni familiari, fra cui vanno comprese una serie di patologie che fanno sorgere automaticamente il diritto;
  • non si computa nell’anzianità di servizio né ai fini previdenziali in quanto i relativi periodi possono essere riscattati dal lavoratore.

I gravi motivi che consentono di utilizzare il congedo non retribuito sono:

  • necessità che derivano dal decesso di familiari;
  • bisogno di cura e assistenza a familiari;
  • situazioni di grave disagio personale con esclusione dei casi di malattia;
  • situazioni conseguenti al verificarsi di determinate patologie a carico dei familiari (perdita dell’autonomia personale; malattie che richiedono continui monitoraggi ed esami; malattie che richiedono la partecipazione attiva nel trattamento sanitario; patologie dell’infanzia evolutiva con necessità di programmi terapeutici).

I familiari aventi diritto all’assistenza devono essere membri della famiglia anagrafica, portatori di handicap purché parenti e affini entro il 3° grado nonché coniuge (o la persona unita civilmente), figli, genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle anche se non conviventi.

Come avere i 3 giorni di congedo non retribuito per gravi motivi

Il congedo non retribuito può essere richiesto a causa del decesso di uno dei familiari in relazione al quale il lavoratore non ha più la possibilità di utilizzare i permessi retribuiti nell’arco dello stesso anno.

In tali casi, se il periodo richiesto non è superiore a 3 giorni, il datore di lavoro deve dare il proprio assenso o rifiuto entro 24 ore e motivare l’eventuale rifiuto in virtù di eccezionali ragioni organizzative.

In mancanza di determinazioni diverse da parte del contratto collettivo, il datore di lavoro deve, entro 10 giorni dalla richiesta, concedere o meno il congedo, anche frazionato, dovendo, in caso di rifiuto, dare le motivazioni di ordine produttivo o organizzativo.

In mancanza di qual si voglia comunicazione sull’esito della richiesta del lavoratore, l’assenza del lavoratore, deve ritenersi autorizzata e giustificata [3].

Il datore di lavoro può rifiutare il congedo:

  • nei rapporti a termine in relazione alla brevità del contratto di lavoro;
  • oppure se i congedi già concessi hanno superato i tre giorni;
  • oppure quando il rapporto è stato instaurato per sostituire altro dipendente in congedo per gravi motivi familiari.

Il dipendente può chiedere il riesame della domanda nei successivi 20 giorni. 

Per fruire dei permessi per grave infermità è necessario presentare idonea documentazione del medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato o del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta o della struttura sanitaria nel caso di ricovero o intervento chirurgico. La certificazione relativa alla grave infermità deve essere presentata al datore di lavoro entro 5 giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa del lavoratore o della lavoratrice, la certificazione delle patologie deve essere presentata contestualmente alla domanda di congedo.

Quando l’evento che dà titolo al permesso o al congedo è il decesso, il dipendente deve documentare detto evento con la relativa certificazione o con dichiarazione sostitutiva.


note

[1] D.P.C.M. 278/2000.

[2] Art. 2 co.1, D.M. 278/2000, in attuazione all’art. 4, co. 2, L. 52/2000.

[3] Cass. 15973/2017


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