Covid: gli interventi per salvare il lavoro

4 Marzo 2021 | Autore:
Covid: gli interventi per salvare il lavoro

Proroga del blocco dei licenziamenti e potenziamento della cassa integrazione. Gli interventi sui contratti a termine e per chi ha bambini a casa da scuola.

Almeno fino all’estate, chi lavora in un’azienda in difficoltà può stare più tranquillo: il decreto Sostegno (ex decreto Ristori, arrivato alla sua quinta edizione) blinda il posto di chi temeva di essere lasciato a casa per la crisi generata dall’emergenza Covid. I licenziamenti economici, cioè quelli per giustificato motivo oggettivo, resteranno vietati fino al 30 giugno. Contemporaneamente, e fino alla stessa data, verrà prorogata la cassa integrazione Covid almeno per l’edilizia e per l’industria. Un altro po’ di ossigeno, insomma, sperando nella ripresa.

Il Governo Draghi, dunque, dedica al lavoro una parte importante del decreto Sostegno. Oltre a prolungare le scadenze del divieto di licenziamento e della Cig Covid, dovrebbe dare la possibilità alle aziende che oggi hanno fatto ricorso alla cassa in deroga per l’emergenza e all’assegno ordinario di fruire dell’ammortizzatore Covid fino alla fine dell’anno.

La proroga al blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno dovrebbe contenere, comunque, le deroghe già in vigore. Significa che il dipendente potrà essere allontanato in caso di fallimento o di cessione dell’azienda, oppure potrà essere licenziato in seguito ad un accordo tra il datore ed il sindacato che preveda un incentivo all’esodo a cui il lavoratore aderisce. In qualsiasi caso, ci sarebbe diritto alla Naspi.

Per quanto riguarda, invece la cassa integrazione, dovrebbe essere sostituito da aprile il modello Sr41 con una diretta integrazione dei dati per l’ammortizzatore sociale nel flusso Uniemens. Secondo le stime dell’Inps, basteranno al massimo 40 giorni per risolvere la pratica contro una media attuale di 2-3 mesi.

La strategia di semplificazione e della trasparenza nella gestione della cassa integrazione prevede anche una «live chat» con l’Inps per i dipendenti che vogliono avere informazioni dirette sulla propria situazione, dati che saranno anche accessibili grazie all’evoluzione dell’applicativo Cip su cui si sta lavorando.

Resta anche in pista l’anticipo Inps del trattamento del 40% che l’Istituto può pagare direttamente al lavoratore 15 giorni dopo la data di presentazione della domanda e l’anticipo del pagamento da parte del datore di lavoro di imprese plurilocalizzate.

C’è spazio anche per i contratti a termine: con il nuovo decreto è in arrivo un’altra deroga al decreto Dignità sul tema delle causali per il rinnovo. In pratica, la normativa impedisce di confermare un tempo determinato in un altro rapporto a termine senza un motivo. Per non penalizzare chi in questo momento rischia di avere, anziché un altro contratto a scadenza, un «grazie, arrivederci», durante l’emergenza coronavirus è stato consentito il rinnovo senza causale. Ed è quello che il decreto Sostegno dovrebbe confermare ancora, anche qui almeno fino all’estate per non intralciare la contrattazione stagionale.

Altra questione spinosa: da più parti, si sta invocando la chiusura generalizzata delle scuole per evitare la diffusione delle varianti al Covid, come già successo, ad esempio, nelle zone rosse e arancioni scuro. Si pone, però, il solito problema: come fa con i bambini che devono restare a casa chi non lavora in smart working e non si può permettere una baby sitter? Dovendo escludere l’affidamento ai nonni per motivi di sicurezza, il Governo sta valutando la questione e, per ora, avrebbe deciso di rinnovare i congedi straordinari scaduti nel 2020 per chi ha figli con meno di 14 anni (come quello introdotto l’anno scorso) che seguono la didattica a distanza o che si trovano in quarantena. Il «piano B» consisterebbe nella creazione di una corsia preferenziale per accedere allo smart working, dedicata a chi ha figli minori di 16 anni in quarantena o in didattica a distanza, per il periodo di chiusura scolastica.



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