Diritto e Fisco | Articoli

Bonus prima casa: spetta a chi abita all’estero?

4 Marzo 2021 | Autore:
Bonus prima casa: spetta a chi abita all’estero?

Chi risiede in un altro Stato deve documentare all’Agenzia delle Entrate la propria situazione abitativa per provare che l’immobile è la sua dimora abituale.

Le agevolazioni per l’acquisto dell’abitazione principale sono molto appetibili perché comportano un notevole risparmio di imposte; per fruirne, non conta la nazionalità del soggetto che le richiede: dunque, anche uno straniero che compra la sua prima casa in Italia avrà diritto ai benefici. Le cose invece si complicano quando un contribuente italiano che è residente all’estero vorrebbe comprare un immobile da destinare a sua abitazione principale nel nostro Paese oppure vendere quello che già ha e riacquistarne uno nello Stato estero dove risiede. In questi casi, il bonus prima casa spetta a chi abita all’estero? L’Agenzia delle Entrate ha fornito una risposta sostanzialmente positiva, ma richiede il rispetto di alcune condizioni, altrimenti l’agevolazione non viene concessa e se già è stata fruita sarà revocata.

Agevolazioni per acquisto prima casa

Il bonus prima casa consente un risparmio delle imposte da pagare all’atto dell’acquisto (l’imposta di registro scende dal 9% al 2% e l’Iva dal 10% al 4%). Le agevolazioni spettano in generale a tutti coloro che acquistano un’abitazione, non di lusso, situata nel Comune ove risiedono o nel quale si impegnano a fissare la propria residenza entro i 18 mesi successivi alla data del rogito. Inoltre, non bisogna essere proprietari di un altro immobile ad uso abitativo situato nel medesimo Comune e di altre abitazioni, situate in qualsiasi parte d’Italia, acquistate con le agevolazioni prima casa.

Bonus prima casa per i residenti all’estero

Anche il cittadino italiano che risiede in uno Stato estero ha diritto a questi benefici purché rispetti i requisiti generali che abbiamo descritto – dovrà sempre trattarsi di acquisto come “prima casa” sul territorio nazionale – con l’unica differenza che non è necessario il suo trasferimento di residenza entro 18 mesi dall’acquisto nel Comune ove è ubicato l’immobile che fruisce del bonus [1]: potrà così continuare a vivere e abitare all’estero.

La qualità di italiano residente all’estero può essere validamente documentata con un certificato di iscrizione all’Aire (Anagrafe italiana dei residenti all’estero) che nei casi consentiti può essere sostituito da un’autocertificazione consistente in una dichiarazione da rendere nell’atto di acquisto dell’immobile agevolato [2].

La decadenza dalle agevolazioni prima casa

Se si vende o si dona l’immobile che ha beneficiato del bonus prima casa prima che siano trascorsi cinque anni dal momento dell’acquisto, si incorre nella decadenza dalle agevolazioni fruite e bisogna pagare la differenza delle imposte in precedenza risparmiate più una sanzione del 30% (leggi “Agevolazioni prima casa: quando arriva l’accertamento?“). La decadenza è però impedita ed evitata dall‘acquisto di un altro immobile da adibire ad abitazione principale, purché ciò avvenga entro un anno dall’avvenuta vendita dell’immobile precedente.

Come gli emigrati possono mantenere il bonus 

Questa norma ha validità generale: perciò, il cittadino italiano emigrato all’estero potrà anche cedere l’immobile che aveva acquistato con le agevolazioni senza perderle, purché entro un anno dalla vendita o donazione acquisti un nuovo immobile da destinare a propria abitazione principale. Ma proprio qui c’è un importante vantaggio per gli italiani residenti all’estero: questo successivo riacquisto si considera valido anche se il nuovo immobile si trova in territorio straniero.

L’Agenzia delle Entrate, rispondendo all’interpello di un contribuente [3] ha infatti chiarito che in tali casi non si verifica la decadenza dai benefici fiscali già fruiti, purché l’interessato documenti che la nuova abitazione comprata all’estero è la sua dimora abituale.

Come provare che si abita all’estero

Il contribuente, per evitare che nei suoi confronti venga emesso un avviso di liquidazione per il recupero dell’imposta, dovrà inviare (anche via Pec o con lettera raccomandata A/R) la documentazione comprovante il suo diritto a non decadere dall’agevolazione al competente ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Tra questi elementi idonei a provare che si abita all’estero e che l’immobile riacquistato coincide con la propria dimora abituale, oltre alla copia del rogito notarile di acquisto dell’abitazione sita all’estero, rientrano anche le fatture di fornitura di luce, acqua o gas intestate al contribuente e riferite a quell’immobile. Tutti questi documenti dovranno essere muniti della dichiarazione di legalizzazione per la validità internazionale chiamata ‘apostille[4] e vanno tradotti in lingua italiana.

A quel punto i funzionari, se non si accontentano dei dati forniti dal contribuente, potranno avvalersi, per accertare meglio la situazione ed evitare elusioni al pagamento delle imposte, degli strumenti di cooperazione amministrativa dello Stato estero ove è ubicato l’immobile, come ad esempio la Convenzione di Strasburgo sulla reciproca assistenza fiscale [5].

Leggi anche “Come dimostrare di essere residenti all’estero ed evitare di pagare le tasse in Italia“.


note

[1] Art. 1, comma 1, della Tariffa allegata al D.P.R. n.131/1986 parte prima, nota II bis, lett. b) e c), e Circolare Agenzia Entrate n.38/E del 12.08.2005.

[2] Art. 46 D.P.R. n.445/2000.

[3] Agenzia Entrate, risposta n. 126/21 del 24.02.2021.

[4] Conv. Strasburgo – OCSE del 25.01.1988, ratificata in Italia con Legge n.19/2005 e modificata con Legge n.193/2011.

[5] Art. 122 Cod. proc. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube