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Pignoramento mobiliare: contro l’ufficiale giudiziario cambiare residenza non serve

20 Febbraio 2014


Pignoramento mobiliare: contro l’ufficiale giudiziario cambiare residenza non serve

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Febbraio 2014



Mi è stato notificato un atto di precetto per duemila euro e credo che prima o poi verrà l’ufficiale giudiziario per fare un pignoramento mobiliare: per evitarlo ho spostato la residenza in un posto diverso dove non ci sono beni di valore. È sufficiente per evitare il pignoramento?

L’ufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo e del precetto, può ricercare le cose da pignorare non solo presso la residenza, ma anche presso il domicilio, la dimora del debitore o in ogni altro luogo nel quale il debitore dimori con carattere di abitualità e di tendenziale stabilità, anche se vi vive solo perché ospitato da parte del proprietario dell’immobile [1]. Dunque, l’ufficiale si reca nei luoghi che gli sono indicati dal creditore o presso cui sono stati notificati i precedenti atti del procedimento.

L’ufficiale giudiziario può recarsi anche in altri luoghi appartenenti al debitore (quali, ad esempio, il negozio, l’ufficio, l’officina) che gli indica il creditore, purché il debitore in essi esplichi comunque la propria attività [2].

L’ufficiale giudiziario, in sede di pignoramento, svolge un’attività semplicemente esecutiva; non può quindi effettuare alcuna valutazione giuridica dei titoli di appartenenza dei beni da sottoporre al pignoramento [3]. Egli, addirittura, può cercare i beni anche sulla persona del debitore, osservando le opportune cautele per rispettarne il decoro.

Ad esempio: il pignoramento è considerato effettuato nella casa del debitore se eseguito nella casa dei suoi genitori con i quali egli abitualmente vive [4]. Lo stesso vale se effettuato presso la casa del coniuge del debitore. Ne consegue che è onere del genitore o del coniuge provare la sua proprietà dei beni pignorati attraverso un procedimento di opposizione (cosiddetta “opposizione del terzo”).

Qualora il creditore ritenga che i beni del debitore si trovino in altri posti ancora, può chiedere al Presidente del Tribunale di essere autorizzato a pignorare cose determinate che si trovino in luoghi non appartenenti al debitore, ma delle quali egli può direttamente disporre e per i quali si presume la proprietà in capo al debitore stesso. Si pensi, per esempio, a un’auto custodita in un garage privato o a un autocarro parcheggiato all’interno della rimessa di un’altra impresa.

In ogni caso, l’ufficiale giudiziario può sottoporre a pignoramento le cose del debitore che il terzo possessore consente di esibirgli. In tal caso non è necessaria alcuna autorizzazione [5].

note

[1] Trib. Roma, sent. del 24.02.2009.

[2] Trib. Roma, sent. del 24.02.2009, Trib. Lucca, sent. del 29.01.1995.

[3] Cass. sent. n. 23625 del 20.12.2012.

[4] Cass. sent n. 10287 del 4.05.2006.

[5] Cass. sent. n. 8172 del 23.05.2003.

Autore immagine: 123rf.com

 


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