Mantenimento al figlio: da quando parte lo sconto per Covid

4 Marzo 2021 | Autore:
Mantenimento al figlio: da quando parte lo sconto per Covid

Documenti alla mano, se il coronavirus ha determinato un calo del reddito l’assegno viene ridotto in forma retroattiva dall’inizio della pandemia.

Chi guadagna di meno a causa dell’emergenza Covid ha diritto a versare un assegno di mantenimento ridotto al figlio minorenne. Ma non da oggi, bensì dalla mensilità di marzo 2020, cioè da quando sono state prese le prime misure per l’inizio della pandemia in Italia. Significa, in poche parole, che la riduzione applicata sul mantenimento deve essere retroattiva. Lo ha stabilito il tribunale di Prato con una sentenza appena depositata [1].

Il giudice toscano si è visto arrivare una richiesta per la rideterminazione dell’assegno di mantenimento avanzata da un padre che ha subìto gli effetti economici del coronavirus. In pratica, ha messo sul tavolo del magistrato le dichiarazioni relative ai redditi del 2014, 2016 e 2017. Dalla prima, risultava un guadagno mensile di oltre 4.000 euro. Sulle altre due, invece, la cifra si era abbassata di mille euro, cioè veniva riportato un guadagno mensile di circa 3.000 euro. Ora, l’uomo lamentava un ulteriore calo dovuto proprio al Covid, il che, secondo lui, lo rendeva meritevole di una riduzione dell’assegno.

Parallelamente, ai tempi della separazione, la donna non lavorava, mentre poi ha trovato un impiego e, quindi, adesso svolge un’attività. Vuol dire che dalla separazione ad oggi si può parlare di un miglioramento delle sue condizioni economiche.

A ciò si aggiunge che a suo tempo la casa coniugale è stata assegnata alla donna, in quanto genitore collocatario dei figli. Quanto basta per concedere al padre la riduzione dell’assegno di mantenimento calcolando lo sconto da marzo 2020, cioè dal primo mese di lockdown.

Una decisione simile – ma senza parlare di retrodatazione in quel caso – era stata presa qualche mese fa dal tribunale di Terni. Vittima della crisi, quella volta un libero professionista che doveva passare l’assegno ogni mese. Il giudice aveva ritenuto logico e verosimile che l’uomo (un consulente di piccole imprese) avesse un’attività ridotta e, quindi, un reddito inferiore rispetto al passato a causa del Covid. Risultato: il tribunale ha deciso la riduzione dell’importo del mantenimento.

Va anche detto che il coronavirus non è sempre una ragione per abbassare automaticamente l’assegno al coniuge o ai figli: occorrerà di volta in volta dimostrare con documenti alla mano che il calo del reddito c’è stato proprio per gli effetti della pandemia, cioè che sia frutto delle chiusure forzate o delle limitazioni degli orari imposte dai vari decreti del Governo e dalle ordinanze ministeriali o regionali. Altrimenti sarebbe troppo facile piangere miseria per poi, magari, concedersi dei costosi capricci oggi sì e domani pure.


note

[1] Trib. Prato sent. n. 105/2021.


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