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Infortunio in cantiere edile non segnalato: chi paga i danni?

5 Marzo 2021 | Autore:
Infortunio in cantiere edile non segnalato: chi paga i danni?

La mancata esposizione dell’apposito cartello fa sorgere la responsabilità risarcitoria in capo all’impresa esecutrice dei lavori.

Stai percorrendo una strada cittadina e sei alle prese con la solita gimcana tra buche, impalcature e lavori in corso. Ad un tratto, metti il piede su una base di malta senza accorgerti che è ancora fresca e cedevole e ci cadi dentro. Camminavi con attenzione, ma il colore del cemento era molto simile a quello dell’asfalto solido e soprattutto l’infortunio è accaduto in un cantiere edile non segnalato: chi paga i danni?

L’episodio che ti abbiamo descritto è realmente accaduto a Roma e una donna ha riportato serie lesioni per quella caduta nella malta fresca, riportando anche un’invalidità permanente. Il tribunale ha condannato al risarcimento dei danni la ditta che stava eseguendo i lavori e non il condominio che li aveva ordinati. Vediamo perché.

Le segnalazioni di cantiere

Ogni cantiere di lavori edili deve essere segnalato apponendo lo specifico cartello, che deve essere ben visibile e rimanere esposto durante tutta la fase di esecuzione degli interventi, compresi i periodi di sospensione, fino alla loro completa ultimazione. Il cartello di cantiere quindi dovrà essere collocato prima di iniziare gli interventi e soltanto a lavori conclusi potrà essere tolto.

Il cartello esposto deve contenere, a norma di legge [1], tra l’altro, la tipologia delle opere da realizzare, gli estremi del titolo abilitativo o del permesso di costruire rilasciato dal Comune, i nomi dei progettisti, del direttore dei lavori, la denominazione dell’impresa esecutrice e delle eventuali ditte subappaltatrici; per i lavori pubblici sono previsti ulteriori elementi, come l’indicazione del responsabile del procedimento, la base d’asta e l’importo degli oneri di sicurezza.

Mancata esposizione del cartello di cantiere

La mancata esposizione del cartello di cantiere è sanzionata dal Testo Unico sull’Edilizia [2] con l’ammenda fino a 10.329 euro ed è previsto anche l’arresto fino a due anni se i lavori vengono eseguiti senza permesso di costruire o di Scia, la segnalazione certificata di inizio attività [3]. I responsabili della violazione sono, a seconda del titolo abilitativo necessario per l’esecuzione degli interventi, il titolare del permesso di costruire, il committente e il direttore dei lavori, anche in solido tra loro [4].

Ma queste sono sanzioni penali previste a carico del trasgressore e non riguardano ancora il risarcimento dei danni. Ora, mentre è pacifico che la responsabilità per l’infortunio di un lavoratore in cantiere è attribuibile al datore di lavoro, in quanto egli è titolare di una posizione di garanzia e responsabile del rispetto della normativa antinfortunistica – con possibilità di estenderla al coordinatore per la sicurezza previsto dalla legge [5] ed anche al preposto a quel cantiere, come ha affermato la Cassazione [6] – e comunque opera in favore dei dipendenti la tutela assicurativa Inail, quando l’infortunio accade a terzi estranei all’organizzazione del cantiere, come un semplice passante, si tratta di vedere chi paga i danni.

Risarcimento danni per infortunio in cantiere non segnalato

In base ai principi generali sulla responsabilità civile extracontrattuale [7], il passante che si infortuna in un cantiere non segnalato ha diritto al risarcimento dei danni dal committente delle opere, che in concreto potrà essere il proprietario dell’immobile, privato o pubblico, oggetto degli interventi edilizi o il condominio che ha disposto i lavori; ma la responsabilità del fatto illecito derivante dalla mancata esposizione del cartello di cantiere si estende anche alla ditta incaricata.

Nella vicenda decisa dal tribunale di Roma con sentenza [8], l’impresa esecutrice dei lavori che le erano stati appaltati dal condominio è stata condannata al risarcimento dei danni poiché la presenza della malta fresca sul terreno non era stata segnalata dagli operai.

Il tribunale ha affermato che in questo caso il condominio riveste solo la qualità di «custode della cosa» [9] ma il responsabile dell’incidente accaduto deve essere individuato nella ditta cui era stata affidata l’esecuzione degli interventi disposti dai comproprietari. I giudici hanno esaminato le foto prodotte dalla danneggiata deducendo che era «evidente che la colorazione della malta nel punto in cui sarebbe caduta la parte attrice ha un colore diverso dal resto dell’asfalto ma non era certamente facile comprendere che fosse ancora fresca»: dunque, nessuna responsabilità poteva essere attribuita alla donna a titolo di concorso di colpa derivante dalla sua negligenza o disattenzione nel camminare.

Quanto al nesso di causa-effetto tra la mancata segnalazione della malta fresca e la caduta (il danno risarcibile deve essere sempre conseguenza del fatto illecito), il Collegio ha rilevato come «non c’è dubbio che tale evento sia stato determinato dalla presenza di malta fresca non segnalata che non è possibile individuare a occhio nudo occorrendo toccare il materiale per rendersi conto se abbia raggiunto la consistenza utile al passaggio». Ed allora, succede che «in mancanza di qualsiasi segnale di attenzione anche il più avveduto dei passanti non può immaginare che un tratto di strada sia costituito da malta non ancora asciutta e tale dettaglio non è certamente visibile a occhio nudo né altrimenti evitabile».

Leggi anche l’articolo “Caduta su marciapiede sconnesso: risarcimento“.


note

[1] Art. 90 D.Lgs. n. 81/2008.

[2] Art. 44 D.P.R. n.380/2001.

[3] Art. 23 D.P.R. n.380/2001.

[4] Art. 29, comma 1, D.P.R. n.380/2001.

[5] Art.92 del D. Lgs.9/4/2008 n.81

[6] Cass. sent. n. 22606/2017 e sent. n. 24136/2016.

[7] Art. 2043 e ss. Cod. civ.

[8] Trib. Roma, sent. n. 427/21 del 11.01.2021.

[9] Art. 2051 Cod. civ.


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