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Tfr per matrimonio: come funziona?

13 Luglio 2021
Tfr per matrimonio: come funziona?

Il lavoratore che ha maturato determinati requisiti di anzianità può chiedere un’anticipazione del trattamento di fine rapporto.

Hai deciso, dopo molti anni di fidanzamento, di sposarti con la tua fidanzata. Il matrimonio è, tuttavia, anche un costo e, visto che non hai altri risparmi, vorresti utilizzare una parte del trattamento di fine rapporto accantonato. Ti chiedi se ciò sia possibile.

Il Tfr ha una funzione di tutela del reddito del dipendente in caso di perdita del lavoro. Per questo le ipotesi che consentono al dipendente di ottenere un’anticipazione della liquidazione sono tassativamente indicate dalla legge.

Ma è possibile chiedere il Tfr per matrimonio? Come funziona? Come vedremo, la legge non prevede questa possibilità. Ciò non toglie, tuttavia, che possa essere raggiunto un accordo con il datore di lavoro che consente al dipendente di coronare comunque questo obiettivo.

Tfr: cosa si intende?

Tfr è l’acronimo di trattamento di fine rapporto [1], ossia, una retribuzione differita che viene accantonata dal datore di lavoro per ogni anno di servizio del dipendente e liquidata in un’unica soluzione nel momento in cui il rapporto di lavoro cessa.

Il dipendente può controllare, mese per mese, a quanto ammonta il fondo Tfr accantonato consultando la busta paga. Di solito, infatti, il cedolino contiene un apposito box in basso a sinistra che indica l’accantonamento mensile, annuo e totale del Tfr.

Tfr: la base di calcolo

Il trattamento di fine rapporto si calcola sommando, per ogni anno di lavoro del dipendente, un importo pari al 6,91% della retribuzione annua erogata al lavoratore.

Ma quali sono i valori economici compresi nella retribuzione annua? Nella base di calcolo del Tfr devono essere considerati tutti gli emolumenti erogati, a titolo non occasionale, al lavoratore in dipendenza del rapporto di lavoro, con la sola esclusione dei rimborsi delle spese vive.

La legge prevede, inoltre, un meccanismo di rivalutazione del Tfr che, ad eccezione della quota maturata nell’anno, deve essere incrementato al 31 dicembre di ogni anno applicando un tasso costituito da:

  • l’1,5% in misura fissa;
  • il 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati registrato dall’Istat rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente.

Tfr: chi può chiedere l’anticipazione?

In linea generale, il Tfr viene pagato solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro e il lavoratore non può richiederlo in costanza di rapporto. Tuttavia, coloro che hanno maturato almeno 8 anni di ininterrotta anzianità presso il medesimo datore di lavoro possono richiedere un’anticipazione del trattamento di fine rapporto accantonato, una sola volta per tutto il rapporto.

Oltre al requisito di anzianità del richiedente la legge fissa anche un tetto massimo aziendale di richieste accoglibili: le domande di anticipo Tfr possono, infatti, essere accolte entro il limite massimo del 10% degli aventi titolo e, in ogni caso, del 4% del numero totale dei dipendenti in forza.

Inoltre, la somma erogabile a titolo di anticipazione non può eccedere il 70% del Tfr cui il lavoratore avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della domanda.

Anticipo Tfr per matrimonio: è possibile?

L’anticipazione del Tfr non può essere richiesta per sostenere qualsiasi spesa ma è necessario che la domanda sia motivata da una delle ragioni giustificative previste dalla legge, ossia:

  • spese mediche e sanitarie;
  • acquisito della prima casa, sia per sé che per i figli, provato dall’atto notarile;
  • spese relative alla fruizione di periodi di congedo.

La legge, dunque, non consente al lavoratore di chiedere l’anticipo della liquidazione per sostenere le spese connesse al matrimonio. Ciò non significa, però, che ciò sia del tutto impossibile. I contratti collettivi, sia nazionali che aziendali, possono infatti prevedere una disciplina dell’anticipo del Tfr maggiormente favorevole per il lavoratore, introducendo, ad esempio, ulteriori causali che autorizzano la richiesta del lavoratore (tra cui il matrimonio).

Inoltre, datore di lavoro e dipendente possono sempre accordarsi direttamente per garantire al lavoratore l’anticipo del Tfr anche se non sussistono le condizioni previste dalla legge trattandosi, comunque, di un trattamento di miglior favore per il dipendente.


note

[1] Art. 2120 cod. civ.


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