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Il futuro dello smartphone: addio touch screen, ora c’è l’eye tracking

23 Febbraio 2014


Il futuro dello smartphone: addio touch screen, ora c’è l’eye tracking

> Tech Pubblicato il 23 Febbraio 2014



La possibilità di navigare a mani libere sullo schermo e di conoscere dove si posa l’occhio dell’utente, oltre ad aprire nuovi orizzonti per l’utilizzo dei cellulari, consentirà indagini di mercato precisissime e a costi zero.

Non sono passati neanche 10 anni dall’ingresso della tecnologia touch screen – portata su larga scala, in Italia, dal primo iPhone importato – e che ancora oggi ci consente di navigare sui nostri smartphone e tablet grazie agli schermi tattili, che già arriva il sostituto: tra non molto, infatti, i nostri telefonini saranno comandabili semplicemente con uno sguardo. Si chiama “eye tracking” (in italiano “oculometria”) ed è nata nei laboratori di ricerca medica (per permettere ai disabili di interagire con il computer mediante lo sguardo) e in quelli militari (dove è usata dai piloti dei caccia).

L’obiettivo è semplice: rendere ancora più comodo e immediato navigare una pagina web o scrivere mail e Sms usando lo sguardo anziché i polpastrelli. E così, a breve, i nostri cellulari saranno capaci di identificare la faccia e gli occhi dell’utente tramite la fotocamera, e di far muovere una pagina web semplicemente inclinando la testa in alto e in basso, o di mettere in pausa un video distogliendo lo sguardo.

La tecnologia è in fase di studio ed espansione. Secondo indiscrezioni, già il nuovo Galaxy S5 dovrebbe sbloccarsi riconoscendo l’iride del proprietario. La “grammatica dello sguardo” conosce già i primi risultati a tutti… visibili: ad esempio l’irlandese Fixational si è inventata una app con cui è sufficiente fare l’occhiolino per scattare una foto.

Apple ha già depositato vari brevetti per l’eye tracking che dovrebbero essere attuati sui prossimi modelli di iPhone e iPad, mentre voci insistenti dicono che anche Amazon entrerà entro il 2014 nell’arena degli smartphone, con un low-cost in grado di tracciare il movimento oculare per creare il “falso 3D“: è l’illusione della profondità di campo creata mediante la prospettiva, muovendo gli oggetti sullo schermo in accordo col movimento dei nostri occhi.

Il motivo di tutto questo fermento sta, però, molto probabilmente, in un altro aspetto: la pubblicità. Infatti, l’eye tracking darà una grande spinta alla pubblicità e agli acquisti su mobile. Infatti, grazie a questa nuova tecnologia, si potrà sapere quali punti di una pagina web guarda l’utente e per quanto tempo si sofferma su una pubblicità. Insomma, sarà più facile conoscere i gusti del consumatore. Il che vuol dire ricerche di mercato a costo zero, geolocalizzate e profilate non solo su campioni demografici ma anche singoli individui.

Non a caso Google ha brevettato il “pay-per-gaze“, un sistema per i suoi occhiali a realtà aumentata, applicabile però anche agli smartphone, in cui gli investitori pagano in base a quanto a lungo viene guardata la loro pubblicità. Per esempio: se, leggendo un articolo di musica, guardassi la foto di Adele per più di due secondi, potrebbe apparire sul display un pop-up che ti propone di acquistare il suo ultimo disco.


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