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Banche: per le contestazioni su mutui e usura sì alla Consulenza Preventiva


Banche: per le contestazioni su mutui e usura sì alla Consulenza Preventiva

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 febbraio 2014



Il tribunale di Pesaro ammette la possibilità di una consulenza tecnica preventiva prima di avviare un giudizio per tassi usurari: in questo modo potrà essere più facile conoscere in anticipo l’eventuale esito della causa, risparmiando costi e tempi.

Ecco un’importante pronuncia da conservare. Il Tribunale di Pesaro, con una recente ordinanza, ha ammesso la possibilità di una consulenza tecnica preventiva in materia di contestazioni alle banche su mutui e interessi usurari o anatocistici: questione tutt’altro che scontata in giurisprudenza (almeno allo stato attuale).

Cos’è la consulenza tecnica preventiva

Si tratta di un meccanismo (disegnato dal codice di procedura [1]) che consente alle parti di verificare in anticipo – cioè prima ancora di decidere se iniziare la causa o meno – cosa il tecnico del giudice ritiene in merito alle contestazioni insorte tra i litiganti: il che finisce, spesso, con l’anticipare l’esito del giudizio (il giudice, infatti, si basa sempre sull’esito della perizia del ctu).

C’è poi un altro vantaggio: il consulente, prima di provvedere al deposito della relazione, tenta, ove possibile, la conciliazione tra le stesse parti. Se queste ultime si mettono d’accordo, si forma un verbale di conciliazione e questo vale al pari di una sentenza: ossia può essere usato anche per fare un’esecuzione forzata se l’altra parte non adempie a quanto concordato nel verbale stesso.

L’ordinanza del tribunale di Pesaro

Come abbiamo anticipato, nel settore dei prestiti, è arrivata, dal Tribunale di Pesaro, l’ordinanza che ha ammesso la consulenza tecnica preventiva per valutare se il mutuo superi o meno il tasso soglia di usura.

Il vantaggio di questa opportunità è che essa potrebbe ridurre in maniera radicale i tempi e le spese della giustizia ordinaria anche nel settore dei prestiti che vede ormai contrapporsi, con sempre maggiore frequenza, imprese e cittadini da un lato, e banche dall’altro. Peraltro essa favorirebbe un incontro e una conciliazione tra le parti, senza dover neanche ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

Il problema è che non tutti i Tribunali la ammettono. La Ctu è stata negata da infatti dai giudici sia a Milano, sia a Bologna.

Al CTU nominato dal Tribunale di Pesaro è stato chiesto di verificare se, sommando gli interessi corrispettivi e quelli usurari del contratto di mutuo, tali interessi finivano per diventare usurari (questione di cui abbiamo già parlato nell’articolo: “Usura delle banche: i tassi di mora si sommano agli interessi corrispettivi?”).

In questi casi, i tribunali ritengono che, se viene riscontrata un’usura da parte della banca, si avrebbe che il cliente non dovrebbe più pagare alcun tipo di interesse, nemmeno quelli legali [2].

In questo caso è innovativa più che altro la forma utilizzata per muovere causa, allo scopo di trovare una conciliazione tra le parti. La consulenza tecnica preventiva infatti – come detto – è rivolta anche alla composizione della lite: il consulente, in particolare, prima di provvedere al deposito della relazione, tenta una “mediazione”. Se le parti si sono conciliate, si forma il processo verbale della conciliazione. Il giudice attribuisce con decreto efficacia di titolo esecutivo al processo verbale, ai fini dell’espropriazione e dell’esecuzione in forma specifica e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Il processo verbale è esente dall’imposta di registro.

Se la conciliazione non riesce, ciascuna parte può chiedere che la relazione del consulente sia acquisita agli atti del successivo giudizio di merito.

note

[1] Art. 696 bis cod. proc. civ.

[2] Art. 1815 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. ho un mutuo partito a tasso variabile che nel giro di neanche un anno era aumentato di quasi 200 euro,il che ci ha spaventati correndo in banca per cambiare il tasso variabile con il fisso…periodo che durò un paio di mesi dopo di che si era stabilito una rata di c.c.a.800 euro ,a fatti conclusi paghiamo tuttora una rata di 1014,17/mese,e giusto e sbagliato DIO lo sa..intanto io pago,distinti saluti.

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