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Che differenza c’è tra calunnia e diffamazione?

7 Marzo 2021
Che differenza c’è tra calunnia e diffamazione?

Quando denunciare per calunnia e quando per diffamazione: le differenze rispetto all’ingiuria. 

C’è spesso confusione tra la calunnia e la diffamazione: due reati in realtà molto diversi tra loro. Bisogna poi stare attenti a non confonderli con l’ingiuria, a lungo sanzionata anch’essa come reato ma oggi depenalizzata e divenuta semplice illecito civile.

Per non generare incertezze ed equivoci, qui di seguito spiegheremo che differenza c’è tra calunnia e diffamazione, per poi chiarire anche la distinzione rispetto all’ingiuria. Vedremo dunque quando scattano tali reati e quando è possibile denunciare. 

Prima di entrare nel vivo del discorso, possiamo già così sintetizzare la differenza tra calunnia, diffamazione e ingiuria.

La diffamazione è l’offesa all’onore e alla reputazione di un’altra persona, fatta in sua assenza, ma alla presenza di almeno due o più persone. È il classico comportamento di chi “parla male alle spalle”.

L’ingiuria invece – che abbiamo detto non essere più reato – è l’offesa fatta direttamente alla vittima, sia “a tu per tu” che in presenza di più persone. 

La calunnia è invece il comportamento di chi accusa un’altra persona, dinanzi alle autorità, di un fatto che costituisce reato, pur sapendo però che non lo ha commesso. 

Vediamo adesso nello specifico queste tre figure.

Cos’è la diffamazione

Si ha diffamazione quando una persona offende l’altrui persona in presenza di almeno due persone e in assenza della vittima. Occorre cioè che l’offeso non sia presente nel momento della condotta criminosa. 

Potrebbe scattare la diffamazione anche nel caso in cui una persona, in una chat a cui partecipano più soggetti, parli male di un’altra persona, anch’essa iscritta alla stessa chat ma in quel momento non connessa.

Come detto, è necessario che l’offesa sia percepita da almeno due persone. Non è necessario che queste siano contemporaneamente presenti nel momento in cui viene pronunciata l’offesa. Pertanto, potrebbe scattare la diffamazione se una persona, nel parlare male di un’altra, lo faccia prima con un soggetto, poi con un altro, poi con un altro ancora oppure se, nel parlare con una sola persona, già sa che questa andrà a rivelare il fatto ad altri.

Naturalmente, l’elemento essenziale del reato è l’offesa all’altrui reputazione, che deve quindi esorbitare dal diritto di critica. Tale offesa deve essere rivolta alle qualità morali, intellettuali o fisiche che concorrono a determinare il valore sociale di un individuo.

Dire che un ristoratore cucina male non è diffamazione, in quanto costituisce una critica alla sua attività, che certo può essere liberamente valutata dai consociati; dire invece che lo stesso è un imbroglione, senza peraltro giustificarne le ragioni, è senz’altro diffamazione.

Che differenza c’è tra la diffamazione e l’ingiuria?

L’ingiuria, come anticipato prima, è l’offesa all’altrui onore e decoro che avviene direttamente all’indirizzo della vittima, ossia in sua presenza, a prescindere dalla contestuale presenza di terzi soggetti.

Anche l’offesa fatta in assenza di testimoni integra l’ingiuria. 

L’ingiuria non è più un reato, ma un semplice illecito civile a fronte del quale è possibile soltanto chiedere un risarcimento del danno. La vittima quindi non può più sporgere una querela. All’esito però della causa, il giudice condanna il responsabile a una sanzione amministrativa in favore delle casse dello Stato.

Sul piano processuale, la differenza tra diffamazione e ingiuria è notevole. La prima, infatti, come tutti i reati, può essere punita anche sulla base delle semplici dichiarazioni della vittima. La seconda, invece, necessita della prova testimoniale di un terzo o di una registrazione del fatto, cosa non sempre possibile. A conti fatti, quindi, è molto più difficile punire l’ingiuria.

Cos’è la calunnia e che differenza c’è con la diffamazione?

La calunnia scatta tutte le volte in cui una persona incolpa un’altra, che sa essere innocente, di un reato. Lo deve fare però dinanzi a un giudice o a un’altra autorità che ha l’obbligo di riferirlo al giudice, come i carabinieri, la polizia o la finanza. 

Quindi, non c’è calunnia quando qualcuno afferma che un altro è un criminale ma lo fa davanti a persone comuni: in tal caso, c’è piuttosto la diffamazione. 

Né è calunnia il fatto di accusare qualcuno di un illecito civile o amministrativo, come ad esempio una violazione del Codice della strada: come detto, infatti, la calunnia scatta solo quando si accusa qualcuno di un illecito penale.

In più, non c’è calunnia se una persona agisce ritenendo, anche se erroneamente, che la vittima sia davvero colpevole. Si pensi a chi accusa un altro di un illecito penale e non ha prove oppure perché interpreta male una norma del diritto. In tale caso, infatti, non c’è alcuna malafede perché chi agisce, anche se lo fa a cuor leggero e senza alcun fondamento, non è consapevole dell’altrui innocenza. 

Un’altra differenza tra calunnia e diffamazione è che nel primo caso non è necessario usare parole offensive come invece nel secondo: basta il semplice fatto di addossare, in malafede, a un terzo la responsabilità per un reato, a prescindere dalle espressioni usate. 



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