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Che differenza c’è tra calunnia e diffamazione?

19 Luglio 2022 | Autore:
Che differenza c’è tra calunnia e diffamazione?

Offesa alla reputazione di una persona: quando denunciare per calunnia e quando per diffamazione? Quando invece scatta l’ingiuria? 

C’è spesso confusione tra la calunnia e la diffamazione: due reati in realtà molto diversi tra loro. Bisogna poi stare attenti a non confonderli con l’ingiuria, a lungo sanzionata anch’essa come reato ma oggi trasformata in semplice illecito civile. Per non generare incertezze ed equivoci, di seguito spiegheremo che differenza c’è tra calunnia e diffamazione, per poi chiarire anche la distinzione rispetto all’ingiuria. Vedremo dunque quando scattano tali reati e quando è possibile denunciare. 

Prima di entrare nel vivo del discorso, possiamo già così sintetizzare la differenza tra calunnia, diffamazione e ingiuria:

  • la diffamazione è l’offesa alla reputazione di un’altra persona, fatta in sua assenza, ma alla presenza di almeno due persone. È il classico comportamento di chi “parla male alle spalle”;
  • l’ingiuria (che abbiamo detto non essere più reato) è invece l’offesa fatta direttamente alla vittima, sia “a tu per tu” che in presenza di più persone;
  • la calunnia è invece il comportamento di chi accusa un’altra persona, dinanzi alle autorità, di un fatto che costituisce reato, pur sapendo però che non lo ha commesso. 

Cos’è la diffamazione?

Come anticipato, si ha diffamazione quando una persona offende l’altrui reputazione in presenza di almeno due persone e in assenza della vittima [1]. Occorre cioè che l’offeso non sia presente nel momento della condotta criminosa. 

Potrebbe scattare la diffamazione anche nel caso in cui una persona, in una chat a cui partecipano più soggetti, parli male di un’altra persona, anch’essa iscritta alla stessa chat ma in quel momento non connessa [2].

Come detto, è necessario che l’offesa sia percepita da almeno due persone. Non è necessario che queste siano contemporaneamente presenti nel momento in cui viene pronunciata l’offesa.

Pertanto, potrebbe scattare la diffamazione se una persona, nel parlare male di un’altra, lo faccia prima con un soggetto, poi con un altro, poi con un altro ancora oppure se, nel parlare con una sola persona, già sa che questa andrà a rivelare il fatto ad altri.

Naturalmente, l’elemento essenziale del reato è l’offesa all’altrui reputazione, cioè alla considerazione che le persone hanno della vittima.

L’offesa non deve necessariamente consistere in una menzogna, potendo anche essere un fatto che corrisponde al vero. Ad esempio, se in una chat di condominio ci si riferisce al figlio di uno degli inquilini dandogli del “drogato”, si tratterà di diffamazione anche se la vittima è effettivamente tossicodipendente.

Non c’è diffamazione, invece, se si esercita il proprio diritto di critica.

Dire che un ristoratore cucina male non è diffamazione, in quanto costituisce una critica alla sua attività, che certo può essere liberamente valutata dai consociati; dire invece che lo stesso è un imbroglione, senza peraltro giustificarne le ragioni, è senz’altro diffamazione.

Cos’è l’ingiuria?

L’ingiuria, come anticipato prima, è l’offesa all’altrui onore e decoro che avviene direttamente all’indirizzo della vittima, ossia in sua presenza, a prescindere dal fatto che assistano anche altri soggetti [3].

L’ingiuria non è più un reato, ma un semplice illecito civile a fronte del quale è possibile soltanto chiedere un risarcimento del danno. La vittima quindi non può sporgere una querela.

All’esito della causa, il giudice condanna il responsabile non solo a pagare i danni alla vittima, ma anche a pagare una sanzione pecuniaria in favore delle casse dello Stato.

Diffamazione e ingiuria: qual è la differenza?

La differenza tra diffamazione e ingiuria è quindi chiara:

  • la diffamazione offende la reputazione della vittima, cioè la considerazione che altre persone hanno di lei; pertanto, richiede che le espressioni offensive siano fatte in presenza di altri soggetti;
  • l’ingiuria, al contrario, offende l’onore della vittima, cioè la considerazione che la stessa ha di sé. Pertanto, occorre che l’ingiuria sia fatta in presenza della vittima e che sia rivolta contro di lui. Come detto, poi, l’ingiuria non costituisce (più) reato.

Cos’è la calunnia?

La calunnia scatta tutte le volte in cui una persona incolpa un’altra, che sa essere innocente, di un reato. Lo deve fare però dinanzi a un giudice o a un’altra autorità che ha l’obbligo di riferirlo al giudice, come i carabinieri, la polizia o la finanza [4]. 

Quindi, non c’è calunnia quando qualcuno afferma che un altro è un criminale ma lo fa davanti a persone comuni: in tal caso, c’è piuttosto la diffamazione. 

Né è calunnia il fatto di accusare qualcuno di un illecito civile o amministrativo, come ad esempio una violazione del Codice della strada: come detto, infatti, la calunnia scatta solo quando si accusa qualcuno di un illecito penale.

In più, non c’è calunnia se una persona agisce ritenendo erroneamente che la vittima sia davvero colpevole. Si pensi a chi crede di aver visto Tizio introdursi in casa del vicino e lo denunci, quando in realtà si trattava di Caio, persona somigliante.

In tale caso non c’è alcuna malafede perché chi agisce, anche se lo fa a cuor leggero e senza alcun fondamento, non è consapevole dell’altrui innocenza. 

Calunnia e diffamazione: qual è la differenza?

La differenza tra calunnia e diffamazione è chiara:

  • la calunnia è una falsa accusa fatta davanti alle autorità. In pratica, la calunnia scatta quando si sporge denuncia contro una persona che si sa essere innocente;
  • la diffamazione, invece, consiste nell’offendere la reputazione altrui parlando con altre persone. L’offesa non deve necessariamente consistere in una menzogna e, soprattutto, non occorre alcuna denuncia o querela.

Ma non è finita qui: da un punto di vista processuale, mentre la diffamazione è un reato procedibile a querela di parte (con la conseguenza che la vittima ha solo tre mesi di tempo per sporgere denuncia), la calunnia è un reato procedibile d’ufficio che, pertanto, può essere segnalato da chiunque.


note

[1] Art. 595 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 7904/2019.

[3] Art. 594 cod. pen.

[4] Art. 368 cod. pen.

Autore immagine: depositphotos.com


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