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Cosa vuol dire essere querelati?

12 Luglio 2021 | Autore:
Cosa vuol dire essere querelati?

Denuncia alle autorità: cosa comporta la segnalazione alla Procura della Repubblica? Come sapere se si è stati querelati? Quando non è valida la querela?

Quando si è vittima di un reato occorre sporgere querela presso le forze dell’ordine affinché intervengano per assicurare alla giustizia il colpevole. Secondo la legge, la querela può essere sporta solamente entro determinati limiti di tempo, scaduti i quali non si potrà fare più nulla: la querela rappresenta infatti una condizione di procedibilità dell’azione penale, senza la quale le autorità non possono perseguire l’autore del crimine. Dall’altro lato, la persona querelata potrebbe non avere affatto conoscenza della segnalazione fatta a suo carico. Con questo articolo vedremo cosa vuol dire essere querelati e cosa comporta questo particolare status.

Sin da subito, si può dire che la persona querelata è, di norma, sottoposta alle indagini della Procura della Repubblica territorialmente competente. È bene usare la forma dubitativa perché la querela potrebbe anche essere ignorata del tutto dalle autorità; ciò accade quando essa è ad esempio priva di sottoscrizione (querela anonima) oppure è stata sporta da un soggetto non legittimato. Insomma, tutte le volte in cui la querela manca dei suoi requisiti essenziali le autorità non potranno fare altro che ignorarla. Dicevamo delle indagini preliminari e che essere querelati significa essere sotto indagine. Se ciò è vero, vuol dire che chiedersi cosa vuol dire essere querelati significa domandarsi cosa vuol dire essere indagati. Proprio su questi aspetti ci concentreremo. Se l’argomento ti incuriosisce, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa fare se si è stati denunciati o querelati.

Querela: cos’è?

Secondo la legge, la querela è una condizione di procedibilità [1]. Cosa significa? Vuol dire che, in assenza di essa, le autorità competenti non potranno procedere in ordine a quello specifico reato.

Querela: chi può sporgerla?

Come detto nel precedente paragrafo, la querela rappresenta una vera e propria autorizzazione, un permesso che deve essere dato necessariamente dalla persona offesa, cioè dalla vittima del reato. Nessun altro è titolare del diritto di sporgere querela, fatta eccezione per alcune ipotesi:

  • per i minori di quattordici anni e per gli interdetti a causa di un’infermità di mente, il diritto di querela è esercitato dal genitore o dal tutore;
  • i minori che hanno compiuto i quattordici anni e gli inabilitati possono esercitare il diritto di querela e possono altresì, in loro vece, esercitarlo il genitore ovvero il tutore o il curatore, nonostante la contraria dichiarazione di volontà del minore o dell’inabilitato [2].
  • se la persona offesa è minore degli anni quattordici o inferma di mente, e non v’è chi ne abbia la rappresentanza, ovvero chi l’esercita si trovi con la persona medesima in conflitto di interessi, il diritto di querela è esercitato da un curatore speciale [3].

Querela: entro quanto tempo sporgerla?

La querela deve essere normalmente sporta entro tre mesi dal momento in cui si è avuta conoscenza del crimine. Trascorso invano questo termine, l’autorità non potrà più procedere contro il responsabile.

Il termine è più lungo per alcuni reati: ad esempio, per lo stalking e il revenge porn il termine per presentare querela è di sei mesi, mentre per la violenza sessuale è di dodici mesi.

Essere querelati: cosa significa?

La persona querelata è colei che è stata denunciata alle autorità competenti per un reato procedibile a querela di parte.

Di norma, sono procedibili a querela di parte solamente i reati meno gravi (lesioni lievi, percosse, furto semplice, ecc.). Tuttavia, ci sono anche molti crimini gravi per i quali la legge stabilisce la procedibilità a querela: si pensi solamente alla violenza sessuale o allo stalking.

La querela comporta l’iscrizione del nominativo del querelato all’interno del registro degli indagati della Procura della Repubblica. Per tale ragione, essere querelati significa essere indagati per un crimine.

Quando si diventa indagati di un reato?

L’indagato è colui che è formalmente sospettato di aver commesso un reato.

Come anticipato, la qualità di indagato si assume nel momento in cui il proprio nominativo viene iscritto all’interno del registro delle notizie di reato conservato in ogni Procura della Repubblica.

È questo il momento a partire dal quale la persona oggetto di investigazioni assume la qualità di indagato.

Per la precisione, secondo la legge, il pubblico ministero iscrive immediatamente, nell’apposito registro custodito presso l’ufficio, ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa nonché, contestualmente o dal momento in cui risulta, il nome della persona alla quale il reato stesso è attribuito.

La querela comporta per l’appunto l’iscrizione del nominativo del querelato all’interno del registro conservato presso gli uffici della Procura della Repubblica.

Avviso di garanzia: cos’è?

A seguito della denuncia e della conseguente iscrizione nel registro degli indagati, il querelato potrebbe vedersi recapitato a casa il famoso avviso di garanzia.

L’avviso di garanzia (o meglio, l’informazione di garanzia) è quel documento con cui si comunica all’indagato che si stanno compiendo delle investigazioni sul suo conto. Si tratta normalmente del primo atto che l’indagato riceve dopo la sua iscrizione all’interno del registro delle notizie di reato. Pertanto, l’avviso di garanzia è la comunicazione con cui l’indagato viene formalmente a conoscenza della sua qualità.

L’avviso di garanzia ha una funzione di tutela: l’indagato viene informato del fatto che sussiste un procedimento penale che lo vede direttamente coinvolto. L’avviso viene notificato nel momento in cui le autorità devono compiere un atto di indagine per il quale occorre la presenza necessaria del difensore di fiducia (un interrogatorio, ad esempio).

Questo significa che, se le indagini non necessitano dello svolgimento di un’attività che coinvolga direttamente l’indagato, questi potrebbe venire a conoscenza del procedimento al suo termine, mediante notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.

Come sapere se si è stati querelati?

Qualora l’avviso di garanzia non è notificato perché non c’è necessità di compiere alcun atto d’indagine che richiede l’assistenza del difensore, la persona denunciata o querelata può chiedere direttamente alla Procura della Repubblica di sapere se ci sono delle indagini in corso.

Chiunque può depositare un’istanza presso la Procura della Repubblica territorialmente competente per sapere se ci sono notizie di reato iscritte a proprio carico [4]. Il deposito può avvenire anche telematicamente, mediante l’invio di una pec.

Il documento restituito dalla Procura indicherà le eventuali iscrizioni a carico del richiedente; nello specifico, gli uffici della Procura rilasciano un certificato ove ci sono scritti:

  • il nominativo della persona denunciata o querelata;
  • il numero del procedimento;
  • il reato per cui si sta procedendo;
  • la data di commissione del crimine.

Il certificato non indicherà l’eventuale denunciante/querelante. Al contrario, se non risulta alcuna iscrizione nel registro degli indagati, la Procura rilascia un certificato del seguente tenore: «Non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione».

Occorre precisare che, se sussistono specifiche esigenze attinenti all’attività di indagine, il pubblico ministero, nel decidere sulla richiesta avanzata da colui che teme di essere stato denunciato o querelato, può disporre, con decreto motivato, il segreto sulle iscrizioni per un periodo non superiore a tre mesi e non rinnovabile.

Querela: quando non si è indagati?

Come detto in apertura, non sempre la querela comporta l’iscrizione del nominativo della persona querelata all’interno del registro delle notizie di reato della Procura. In questi casi, dunque, querelato non significa indagato.

Ciò accade quando la querela difetta di quegli elementi indispensabili affinché possa essere ritenuta valida. Ad esempio, una querela viene subito archiviata se:

  • è anonima;
  • è presentata fuori termine;
  • è presentata da soggetto non legittimato, ad esempio da persona che non è vittima del reato;
  • è talmente generica da non permettere l’identificazione dell’autore del reato o del fatto denunciato;
  • è sporta per un fatto che non costituisce reato (ad esempio, per un illecito civile).

In tutti questi casi, essere querelati non significherà essere indagati, in quanto la Procura rigetterà subito una querela del genere.


note

[1] Art. 336 cod. proc. pen.

[2] Art. 120 cod. pen.

[3] Art. 121 cod. pen.

[4] Art. 335 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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