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Transazione e novazione: Cassazione e ultime sentenze

7 Marzo 2021
Transazione e novazione: Cassazione e ultime sentenze

Saldo e stralcio, piano di pagamento e transazione novativa: che succede in caso di inadempimento. 

Transazione novativa: elementi caratterizzanti

La transazione novativa si riconosce sia dall’animus novandi che dall’elemento oggettivo costituito dall’incompatibilità del nuovo assetto di interessi risultanti dalla transazione con quello preesistente, determinando l’estinzione del precedente rapporto a cui si sostituisce integralmente.

(Nel caso di specie, a seguito di decreto ingiuntivo veniva conclusa una transazione conservativa e non novativa con la conseguenza che al verificarsi della condizione negativa  si verificava la reviviscenza della situazione originaria).

Tribunale Roma sez. IV, 22/10/2020, n.14621

Perché sussista una transazione novativa è necessario non solo che l’accordo raggiunto dalle parti disciplini oggettivamente per intero il nuovo rapporto negoziale, ma anche, sul piano soggettivo, la sussistenza di una specifica volontà di far sorgere un diverso rapporto obbligatorio in sostituzione di quello precedente così estinto, sicché di tale contratto sono elementi essenziali l’aliquid novi, inteso come mutamento sostanziale dell’oggetto della prestazione ovvero del titolo del rapporto, al pari dell’animus novandi consistente nell’inequivoca, comune intenzione di entrambe le parti di estinguere l’originaria obbligazione, sostituendola con una nuova.

Cassazione civile sez. III, 26/05/2020, n.9690

In relazione alla transazione novativa, occorre che l’accordo raggiunto dalle parti disciplini per intero il nuovo rapporto negoziale, ricorrendo altrimenti una novazione conservativa, perché la novazione oggettiva si configura come un contratto estintivo e costitutivo di obbligazioni, caratterizzato dalla volontà di far sorgere un diverso rapporto obbligatorio in sostituzione di quello precedente, con nuove ed autonome situazioni giuridiche.

Di tale contratto sono elementi essenziali, oltre ai soggetti e alla causa, l’animus novandi, consistente nell’inequivoca, comune intenzione di entrambe le parti di estinguere l’originaria obbligazione, sostituendola con una nuova, e l’aliquid novi, inteso come mutamento sostanziale dell’oggetto della prestazione o del titolo del rapporto.

Tribunale Benevento sez. II, 19/05/2020, n.745

L’efficacia novativa della transazione presuppone una situazione di oggettiva incompatibilità tra il rapporto preesistente e quello originato dall’accordo transattivo, in virtù della quale le obbligazioni reciprocamente assunte dalle parti debbano ritenersi sostanzialmente diverse da quelle preesistenti, sicché le parti, nella composizione del rapporto litigioso, danno vita alla costituzione di un nuovo rapporto, fonte di nuove e autonome situazioni, destinate a sostituirsi a quelle preesistenti.

Cassazione civile sez. III, 20/04/2020, n.7963

In materia di transazione novativa, è necessario che l’accordo raggiunto dalle parti disciplini per intero il nuovo rapporto negoziale, ricorrendo altrimenti una novazione conservativa, perché la novazione oggettiva si configura come un contratto estintivo e costitutivo di obbligazioni, caratterizzato dalla volontà di far sorgere un diverso rapporto obbligatorio in sostituzione di quello precedente, con nuove ed autonome situazioni giuridiche. Di tale contratto sono elementi essenziali, oltre ai soggetti e alla causa, l'”animus novandi”, consistente nella inequivoca, comune intenzione di entrambe le parti di estinguere l’originaria obbligazione, sostituendola con una nuova, e l'”aliquid novi”, inteso come mutamento sostanziale dell’oggetto della prestazione o del titolo del rapporto.

Cassazione civile sez. I, 13/03/2019, n.7194

La transazione novativa va distinta da quella semplice: nella prima si verifica l’estinzione del rapporto preesistente e la sostituzione di esso con altro oggettivamente diverso per contenuto e fonte costitutiva; nella seconda rimangono fermi il precedente rapporto e la relativa fonte, ma si introducono mutamenti dell’ assetto sostanziale dei diritti e degli obblighi che sul piano processuale si configurano come fatti modificativi, impeditivi o estintivi del diritto azionato. L’una e l’ altra forma di transazione eliminano la posizione di contrasto fra le parti e fanno venire meno l’interesse delle stesse ad una pronuncia sulla domanda come proposta o come evolutasi in corso di causa, correlativamente determinando l’inutilità della pronuncia medesima.

Tribunale Massa, 30/11/2018, n.835

Gli atti oggetto della transazione, formati mediante scambio di corrispondenza, sono soggetti a registrazione solo in caso d’uso e il caso d’uso si realizza ogni qualvolta l’atto venga depositato per essere acquisito agli atti presso cancellerie giudiziarie o presso amministrazioni dello Stato, mentre non si verifica allorquando il deposito avviene ai fini dell’adempimento di un’obbligazione delle amministrazioni statali.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XVII, 11/10/2018, n.4264

Titolo nullo: distinzione tra transazione novativa e conservativa

La distinzione tra transazione “novativa” e “conservativa” assume rilievo dirimente ai fini dell’applicazione dell’art. 1972 c.c.: la transazione novativa che interviene su un titolo nullo è sanzionata con la nullità (comma 1) soltanto se relativa a un contratto illecito (per illiceità della causa o del motivo comune a entrambe le parti) ed è invece annullabile negli altri casi, ma il vizio del negozio può essere fatto valere soltanto dalla parte che ha ignorato la causa di invalidità (comma 2); la transazione conservativa, riguardante l’esecuzione o gli effetti di un negozio nullo, è sempre affetta da nullità, ancorché le parti ne abbiano trattato, perché essa regola il rapporto congiuntamente al titolo contrattuale invalido e non in sostituzione di questo.

Corte appello Genova sez. III, 21/10/2020, n.978

Che succede se le parti non hanno dichiarato di attribuire alla transazione efficacia novativa?

L’efficacia novativa della transazione presuppone una situazione di oggettiva incompatibilità tra il rapporto preesistente e quello originato dall’accordo transattivo, in virtù della quale le obbligazioni reciprocamente assunte dalle parti devono ritenersi oggettivamente diverse da quelle preesistenti, con la conseguenza che, al di fuori dell’ipotesi in cui sussista un’espressa manifestazione di volontà delle parti in tal senso, il giudice di merito deve accertare se le parti, nel comporre l’originario rapporto litigioso, abbiano inteso o meno addivenire alla conclusione di un nuovo rapporto, costitutivo di autonome obbligazioni.

Cassazione civile sez. VI, 06/10/2020, n.21371

L’efficacia novativa della transazione presuppone un’oggettiva incompatibilità tra il rapporto preesistente e quello originato dall’accordo transattivo

La novazione deve essere connotata non solo dall’animus novandi, inteso come manifestazione inequivoca dell’intento novativo, ma anche dalla causa novandi, intesa come interesse comune delle parti all’effetto novativo, e dall’aliquid novi, inteso come sostituzione all’obbligazione originaria, di una nuova obbligazione diversa nel titolo o nell’oggetto. Di conseguenza va negato che l’atto con il quale le parti abbiano convenuto semplicemente di modificare il quantum di una precedente obbligazione, differendone la scadenza per il suo adempimento, costituisca in sé novazione e comporti l’estinzione dell’obbligazione originaria.

Corte appello Brescia sez. lav., 02/09/2020, n.10

Transazione novativa e clausola risolutiva espressa

Ove in una transazione avente carattere novativo sia pattuita la clausola risolutiva espressa per il caso di inadempimento, il verificarsi della condizione risolutiva determina la completa reviviscenza del rapporto originario antecedente alla risolta transazione.

Tribunale Roma sez. lav., 15/06/2020, n.3293

Distinzione tra transazione novativa e conservativa 

La distinzione tra transazione “novativa” e “conservativa” assume rilievo dirimente ai fini dell’applicazione dell’art. 1972 c.c.: la transazione novativa che interviene su un titolo nullo è sanzionata con la nullità (comma 1) soltanto se relativa a un contratto illecito (per illiceità della causa o del motivo comune a entrambe le parti) ed è invece annullabile negli altri casi, ma il vizio del negozio può essere fatto valere soltanto dalla parte che ha ignorato la causa di invalidità (comma 2); la transazione conservativa, riguardante l’esecuzione o gli effetti di un negozio nullo, è sempre affetta da nullità, ancorché le parti ne abbiano trattato, perché essa regola il rapporto congiuntamente al titolo contrattuale invalido e non in sostituzione di questo.

(Nella specie, la S.C. – nel correggere la motivazione della sentenza impugnata, che aveva erroneamente qualificato come conservativo l’accordo transattivo delle parti contenente la risoluzione consensuale dei contratti di franchising e la disciplina di nuove obbligazioni – ha statuito che la dedotta nullità dei contratti di affiliazione societaria per inosservanza della normativa interna e comunitaria non poteva dar luogo ad annullamento della transazione novativa ex art. 1972, comma 2, c.c., trattandosi di pretesa invalidità del titolo non ignota alle società affiliate).

Cassazione civile sez. III, 20/04/2020, n.7963

In materia di successione -in particolare relativamente al contratto di divisione- generalmente nella transazione intervenuta in corso di causa la giurisprudenza individua un fatto idoneo a determinare la cessazione della materia del contendere In particolare si distingue la transazione novativa da quella semplice.

Nella prima si verifica l’estinzione del rapporto preesistente e la sostituzione di esso con altro oggettivamente diverso per contenuto e fonte costitutiva; nella seconda rimangono fermi il precedente rapporto e la relativa fonte, ma si introducono mutamenti dell’assetto sostanziale dei diritti e degli obblighi che sul piano processuale si configurano come fatti modificativi, impeditivi o estintivi del diritto azionato. L’una e l’altra forma di transazione normalmente eliminano la posizione di contrasto fra le parti e fanno venire meno l’interesse delle stesse ad una pronuncia sulla domanda come proposta o come evolutasi in corso di causa, correlativamente determinando l’inutilità della pronuncia medesima.

Tribunale Trani, 03/09/2018, n.1715

Risoluzione transazione a esecuzione differita per eccessiva onerosità sopravvenuta

La transazione ad esecuzione differita è suscettibile di risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta, in base al principio generale emergente dall’art. 1467 c.c., in quanto l’irresolubilità della transazione novativa stabilita in via eccezionale dall’art. 1976 c.c. è limitata alla risoluzione per inadempimento, e l’irrescindibilità della transazione per causa di lesione, sancita dall’art. 1970 c.c., esaurisce la sua “ratio” sul piano del sinallagma genetico.

Cassazione civile sez. II, 20/02/2020, n.4451

L’efficacia novativa della transazione presuppone una situazione di oggettiva incompatibilità tra il rapporto preesistente e quello originato dall’accordo transattivo, in virtù della quale le obbligazioni reciprocamente assunte dalle parti devono ritenersi oggettivamente diverse da quelle preesistenti, con la conseguenza che, al di fuori dell’ipotesi in cui sussista un’espressa manifestazione di volontà delle parti in tal senso, il giudice di merito deve accertare se le parti, nel comporre l’originario rapporto litigioso, abbiano inteso o meno addivenire alla conclusione di un nuovo rapporto, costitutivo di autonome obbligazioni.

Tribunale Salerno sez. II, 09/12/2019, n.3898

La transazione novativa non fa cessare la materia del contendere 

La transazione novativa stipulata tra le parti in causa e avente ad oggetto il rapporto obbligatorio dedotto in giudizio non determina la cessazione della materia del contendere qualora contenga l’espressa pattuizione del diritto delle parti alla risoluzione per inadempimento della transazione medesima, giacché questa pattuizione, secondo l’inciso finale dell’art. 1976 c.c., impedisce l’estinzione immediata del rapporto originario e lo tiene in stato di quiescenza sino all’effettivo adempimento della transazione novativa; solo l’adempimento della transazione determina l’effettiva estinzione del rapporto originario, mentre la risoluzione della stessa per inadempimento comporta la reviviscenza del medesimo rapporto.

Cassazione civile sez. II, 09/12/2019, n.32109

In presenza di una transazione novativa il giudice non può far da essa discendere la declaratoria di cessazione della materia del contendere sul rapporto originario ove le parti, a norma dell’inciso finale dell’art. 1976 c.c., abbiano espressamente previsto il diritto alla risoluzione per il caso di inadempimento, atteso che il verificarsi della condizione risolutiva determina la reviviscenza del rapporto originario antecedente alla risolta transazione, ad onta del carattere novativo della stessa.

Cassazione civile sez. II, 09/12/2019, n.32109



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