Diritto e Fisco | Articoli

Rateizzazione debiti Agenzia delle Entrate

14 Luglio 2021 | Autore: Antonella Matarazzo
Rateizzazione debiti Agenzia delle Entrate

La possibilità di pagare i propri debiti nei confronti dell’Ente attraverso una rateizzazione che segue dei criteri ben precisi.

Se nel dubbio di avere debiti con l’Agenzia delle Entrate hai richiesto gli estratti di ruolo scoprendo di avere numerose pendenze tributarie oppure ti è stata notificata una cartella esattoriale di rilevante importo e non sai come procedere al pagamento in breve termine, non andare nel panico. Non sei certamente il primo né sarai l’ultimo a dover affrontare questo problema. Per andare incontro alle esigenze effettive e alle difficoltà economiche dei contribuenti è prevista la rateizzazione dei debiti con l’Agenzia delle Entrate.

Attraverso le linee guida presenti sul sito Internet dell’Ente in questione, puoi richiedere una suddivisione del totale dell’importo dovuto in più rate. Nell’articolo che segue ti spiegheremo con quali modalità richiedere la rateizzazione, quante tipologie di rateizzazione sono previste e come provvedere ai versamenti.

Come richiedere la rateizzazione dei debiti con l’Agenzia delle Entrate

In linea generale, ciascun contribuente viene a conoscenza del proprio carico debitorio nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, attraverso la richiesta degli estratti di ruolo (documenti scritti che contengono tutti i dettagli di ogni singolo debito) o nel momento in cui gli viene notificata una cartella esattoriale.

Ogni cartella contiene, oltre alla descrizione degli addebiti (indicano la provenienza dell’importo dovuto), anche le indicazioni sulle modalità di pagamento e l’invito a pagare entro 60 giorni dalla notifica, pena l’avvio di azioni esecutive (quali pignoramento o ipoteca).

Per evitare o interrompere le azioni esecutive e onorare i tuoi debiti con l’Agenzia delle Entrate, puoi presentare una richiesta di rateizzazione del totale dell’importo dovuto:

  • direttamente, tramite lo sportello dell’ufficio dell’ente territorialmente competente;
  • in forma telematica, mediante l’invio di una pec ad uno degli indirizzi specificati sul sito internet dell’ente;
  • sul portale on line, attraverso il relativo servizio disponibile nell’area riservata.

Nella richiesta di rateizzazione, occorre specificare le proprie generalità, gli importi che s’intendono corrispondere e allegare i propri documenti di riconoscimento.

Fin dal momento di presentazione della tua richiesta di rateizzazione dei debiti all’Agenzia delle Entrate, non puoi essere considerato inadempiente nei confronti dell’ente e non possono essere attivate a tuo danno le procedure di riscossione previste.

In caso di accoglimento della richiesta summenzionata, sono da considerarsi estinte le eventuali procedure esecutive avviate in precedenza, ma solo laddove l’incanto non abbia avuto esito positivo o non sia stata presentata istanza di assegnazione, ovvero il terzo non abbia reso dichiarazione positiva o non sia stato emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

La concessione della rateizzazione, in alcuni casi, si presenta come un vero e proprio diritto del contribuente. Sul punto la Suprema Corte di Cassazione ha affermato che “La rateizzazione non può essere negata per debiti con le amministrazioni statali e gli enti di previdenza (per esempio, con l’Agenzia delle Entrate, Inps, ecc.), le agenzie istituite dallo Stato, Prefettura e le autorità amministrative indipendenti.

Per i debiti diversi, l’ente creditore può vietare all’Agente per la riscossione di concedere dilazioni e riservare a sé questa possibilità. È il caso dei debiti con i Comuni e le Regioni e, quindi, delle cartelle per il bollo auto, Tari, Tasi, Imu, le contravvenzioni al codice della strada. In tal caso, il contribuente deve rivolgersi direttamente al Comune o alla Regione al fine di richiedere la rateazione” [1].

Quante tipologie di rateizzazione sono previste?

La rateizzazione può essere richiesta sia dai semplici cittadini che dalle imprese individuali, aziende, società o professionisti. Sono previste due diverse tipologie di piano di rateizzazione: ordinario o straordinario.

Il piano di rateizzazione ordinario è attualmente previsto per debiti fino a 100.000 euro. La relativa richiesta può essere presentata direttamente on-line oppure tramite gli specifici indirizzi pec riportati nel modello di rateizzazione, senza aggiungere alcuna documentazione, salvo che si tratti di azienda, ditta o società in fase di liquidazione (vedremo successivamente cosa richiede l’ente).

Contestualmente alla richiesta di rateizzazione, va dichiarata la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. Il piano ordinario consente di dilazionare il debito fino ad un massimo di 72 rate mensili che possono essere costanti (sempre lo stesso importo) oppure crescenti (l’importo indicato nella rata aumenta di mese in mese).

Il piano di rateizzazione straordinario è previsto per debiti debiti superiori a 100.000. La relativa richiesta di rateizzazione può essere presentata tramite gli specifici indirizzi pec riportati nel modello di rateizzazione e allegando la certificazione relativa all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del nucleo familiare dal quale può evincersi la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica.

Il piano straordinario consente di dilazionare il debito fino ad un massimo di 120 rate mensili di importo costante secondo le specifiche riportate nel decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze [2].

In caso di aziende o società in liquidazione, va esibita anche una relazione sottoscritta da un professionista in cui vengono indicati, oltre ai motivi che determinano l’impossibilità di far fronte al pagamento del debito, i beni presenti nell’attivo patrimoniale idonei ad assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori o, in alternativa, la disponibilità da parte di terzi a fare da garanti del pagamento delle rate tramite una fideiussione bancaria o la concessione di ipoteca di primo grado su beni di valore superiore all’ammontare del debito residuo maggiorato degli interessi di dilazione. In tale ipotesi, però, il garante dovrà sottoscrivere per accettazione il provvedimento di rateizzazione concesso.

Se la rateizzazione diventa insostenibile per il sopraggiungere di circostanze particolari, il contribuente potrà ottenere una ulteriore dilazione, ma dovrà allegare alla nuova richiesta di rateizzazione, la dichiarazione di trovarsi in grave difficoltà economica per ragioni a lui non imputabili (ad esempio, il mancato rinnovo del contratto di lavoro).

Per ciascuna richiesta è previsto un apposito modulo reso disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa s’intende per condizione di obiettiva difficoltà?

A prescindere dalla tipologia di piano di rateizzazione dei debiti prescelto (ordinario o straordinario), la legge prevede che, per poter beneficiare delle agevolazioni concesse, il contribuente, persona fisica o società o ditta, versi in uno stato di temporanea situazione di obiettiva di difficoltà economica [3]. 

Sono ricomprese nella definizione di situazione di obiettiva difficoltà economica tutte quelle condizioni, in cui versa il contribuente e che di fatto impediscono il corretto e tempestivo versamento di quanto dovuto.

Vi possiamo far rientrare: la temporanea carenza di liquidità monetaria; l’improvvisa perdita o riduzione del lavoro a causa di eventi imprevisti o imprevedibili (ad esempio, malattia propria o dei propri familiari); il momentaneo stato di crisi dell’azienda dovuto a crisi del settore o minore richiesta di mercato del bene o servizio offerto; la scadenza contemporanea di altre pendenze tributarie.

In tutte queste situazioni, l’effettiva difficoltà del contribuente di adempiere al pagamento di quanto dovuto all’Agenzia delle Entrate, giustifica la concessione della rateizzazione dei suoi debiti nei confronti dell’Ente. Va comunque precisato che la concessione della dilazione non è automatica, in quanto, a seguito di autocertificazione del contribuente circa la propria situazione di obiettiva difficoltà economica, l’Agenzia delle Entrate decide se negarla o confermarla prendendo in esame due parametri fondamentali:

  • l’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del nucleo familiare del debitore;
  • l’entità del debito, calcolata considerando le somme iscritte a ruolo residuale.

Come effettuare il pagamento delle rate?

Una volta ottenuta la rateizzazione dei debiti con l’Agenzia delle Entrate, come si effettua il pagamento delle singole rate? Da contribuente puoi richiedere i bollettini o moduli di pagamento delle rate accedendo, senza necessità di Pin o password, all’area del portale dell’ente denominata “Rateizzazione – Richiedi i moduli di pagamento“.

Effettuato l’accesso, dovrai inserire i tuoi dati anagrafici, ivi compreso il codice fiscale, oltre alla data e al numero di protocollo del provvedimento con cui ti è stata accolta la rateizzazione e indicare anche il tuo indirizzo e-mail. Terminata la richiesta online, riceverai i bollettini direttamente nella tua e-mail personale.

Cosa accade a chi non paga?

Occorre evidenziare che se il contribuente non provvede regolarmente al pagamento delle rate, decade dal beneficio richiesto.

In verità, nel corso degli ultimi anni, il legislatore è intervenuto con diversi provvedimenti normativi volti a regolamentare anche quelle richieste di rateizzazione derivanti da ritardato o mancato pagamento delle rate alle scadenze previste, conosciuti come rottamazione, rottamazione bis, definizione agevolata.

Più nel dettaglio, va precisato che, mentre la previgente normativa prevedeva la decadenza dal beneficio della rateizzazione in caso di mancato pagamento da parte del contribuente di 5 rate anche non consecutive, oggi, la decadenza di cui sopra opera a seguito dell’omesso versamento di 10 rate.  Laddove richiesto, comunque, il contribuente può chiedere di ripresentare la domanda per essere ammesso al beneficio della dilazione.

Viceversa, se il contribuente rimane inerme a seguito del mancato pagamento del numero di rate in precedenza indicato e quindi della decadenza dal beneficio, riprendono a decorrere i termini di prescrizione prima sospesi e decade il divieto di iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche o di avviare nuove procedure esecutive per il recupero forzoso dei propri crediti.



Di Antonella Matarazzo

note

[1] Corte Cass., sez. civ. sez.5, sent. n.440/2018.

[2] Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6.11.2013.

[3] Art. 19 D.P.R. n.602/1973.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube