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Covid: il Comitato scientifico chiede il lockdown totale

6 Marzo 2021 | Autore:
Covid: il Comitato scientifico chiede il lockdown totale

Gli esperti non hanno dubbi: serve la chiusura totale, anche delle scuole. Unica alternativa: misure estreme superata una certa soglia.

Il Comitato tecnico scientifico torna a chiedere la soluzione più estrema per frenare la pandemia di Covid in Italia. Secondo gli scienziati, l’attuale situazione non lascia molte scelte: bisogna attuare subito il lockdown duro in tutto il Paese, come a marzo dello scorso anno. Altrimenti i contagi – complici le varianti – rischiano di sfuggire di mano. Un’alternativa ci sarebbe, ma resta pur sempre una seconda scelta: quella di far scattare la zona rossa automatica nel preciso momento in cui viene superata la soglia dei 250 contagi per 100mila abitanti.

Il Cts lo ha suggerito al Governo di fronte ai numeri sempre più preoccupanti non solo sui nuovi dati positivi ma anche – forse soprattutto – sulla sofferenza nei reparti ospedalieri, specialmente in quelli di terapia intensiva. Proprio la soglia dei 250 casi su 100mila abitanti è contemplata nel primo Dpcm firmato da Mario Draghi entrato in vigore oggi. Tuttavia, si tratta di un limite indicativo, nel senso che, superata quella cifra, sono i governatori a stabilire quando e dove blindare determinati territori o l’intera regione.

Quello che, invece, il Comitato tecnico scientifico chiede è che venga superato questo passaggio, cioè che si bypassi il potere dei presidenti regionali e che, raggiunto quel limite, la zona rossa scatti in automatico. È l’unico compromesso accettabile, dicono gli esperti. Ma meglio sarebbe – precisano – chiudere tutto al più presto per un certo periodo di tempo.

In altre parole, Il Cts non trova opportuno che sia di volta in volta il ministero della Salute piuttosto che i singoli governatori a decidere dei cambi di colore, com’è successo in questi giorni in Lombardia. Qui, a metà settimana, il presidente Attilio Fontana aveva firmato un’ordinanza per far passare la regione dal 4 marzo fino al 14 da arancione ad arancione scuro. Provvedimenti simili sono stati adottati altrove. Dopodiché, è sempre il ministro della Salute, Roberto Speranza, a firmare alle porte di ogni week end la sua di ordinanza con la distribuzione delle varie fasce di colore.

Lo stesso succede a livello territoriale con province e Comuni dove la situazione negli ospedali, l’andamento dei contagi e l’indice di trasmissibilità consigliano delle misure più rigide. Succede, così, che all’interno della stessa regione o provincia, si trovano delle restrizioni diverse.

Quello che ora il Comitato tecnico scientifico chiede è una totale omogeneità in tutto il Paese. Soprattutto dopo aver visto il dato di ieri sull’indice Rt nazionale, che dopo sette settimane ha superato di nuovo quota 1. Gli scienziati consigliano vivamente al Governo anche di tenere tutte le scuole chiuse perché è lì dove le varianti stanno colpendo senza pietà nelle ultime settimane. E non si tratta, dicono, solo di proteggere i bambini o i ragazzi, i docenti o gli ausiliari: il problema è che gli studenti ed il personale scolastico rischiano di portare ogni giorno a casa l’ospite più sgradito.



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