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Che significa avere una denuncia penale?

14 Luglio 2021 | Autore:
Che significa avere una denuncia penale?

Cosa comporta la segnalazione di reato fatta alle autorità competenti? Cosa succede durante le indagini preliminari? Come sapere se si è stati denunciati?

Le indagini che svolge la Procura della Repubblica a seguito di denuncia o di querela sono coperte dal segreto. Secondo la legge, gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria, le richieste del pubblico ministero di autorizzazione al compimento di atti di indagine e gli atti del giudice che provvedono su tali richieste sono coperti dal segreto non oltre la chiusura delle indagini preliminari. Ciò significa che una persona indagata potrebbe anche non avere alcuna conoscenza del proprio particolare status, cioè del fatto di essere sotto la lente degli inquirenti. In pratica, qualcuno potrebbe aver sporto una denuncia o una querela contro una persona che non sa nemmeno di essere stata segnalata alle autorità.

Che significa avere una denuncia penale? Sin da subito, possiamo dire che la persona denunciata finisce nel registro degli indagati conservato presso gli uffici della Procura della Repubblica. Di conseguenza, avere una denuncia penale vuol dire diventare formalmente una persona indagata dalle autorità, a meno che la denuncia non sia talmente infondata e assurda da essere cestinata immediatamente.

Chiedersi cosa significa avere una denuncia penale vuol dire, pertanto, chiedersi cosa significa essere indagati dalla Procura. Se l’argomento ti interessa e vuoi sapere cosa succede dopo che si è stati denunciati, prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per trovare le risposte che cerchi.

Denuncia penale: cos’è e a cosa serve?

Una denuncia penale serve per segnalare alle autorità un fatto che costituisce reato. Chiunque può sporgere denuncia, tanto la vittima quanto una persona che ha assistito al crimine.

La denuncia serve per portare a conoscenza delle autorità competenti un fatto che ha infranto una norma penale e che, pertanto, deve essere perseguito come stabilisce la legge.

Denuncia penale: come si fa?

Secondo la legge [1], ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile di ufficio può farne denuncia.

La denuncia è presentata oralmente o per iscritto, personalmente o a mezzo di un procuratore speciale, al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria; se è presentata per iscritto, è sottoscritta dal denunciante o da un suo procuratore speciale.

La legge dice dunque che la denuncia può essere sporta da chiunque abbia avuto notizia di un reato (procedibile d’ufficio); non è necessario un atto scritto, essendo sufficiente anche una denuncia orale.

Reato procedibile d’ufficio: cosa significa?

La denuncia riguarda i reati perseguibili d’ufficio. Cosa significa? Sono perseguibili (o procedibili) d’ufficio tutti i crimini per i quali l’autorità competente può procedere senza la querela della persona offesa.

In pratica, i reati perseguibili d’ufficio possono essere denunciati da chiunque (non solo dalla vittima) e consentono alle autorità di intervenire direttamente, perfino in assenza di segnalazione.

Sono invece procedibili a querela di parte quei reati (in genere, di minore gravità) per i quali occorre la querela della vittima affinché le autorità possano attivarsi.

Avere una denuncia penale: cosa significa?

Avere una denuncia penale significa essere stati denunciati per un presunto crimine che si è commesso. In pratica, chi è stato denunciato penalmente sarà soggetto a indagini da parte della Procura della Repubblica territorialmente competente.

Essere denunciati, tuttavia, non significa che si dovrà affrontare per forza un processo penale: infatti, la denuncia potrebbe essere archiviata qualora le autorità ritengano che essa sia infondata.

In sintesi: chi è denunciato penalmente assume la qualità di indagato, con la conseguenza che la polizia giudiziaria (a mezzo della quale opera la Procura) potrà svolgere gli atti d’indagine che riterrà più opportuni per far venire a galla la verità.

Essere denunciati: conseguenze

Il semplice fatto di essere denunciati non comporta, di per sé, conseguenze di rilievo, a meno che il giudice non abbia stabilito di procedere con una misura cautelare ai danni dell’indagato, privandolo così della sua libertà (ad esempio, disponendo gli arresti domiciliari oppure l’obbligo di dimora).

Tuttavia, nell’ipotesi in cui la polizia giudiziaria debba procedere con atti d’indagine particolarmente invasivi (come ad esempio l’ispezione, la perquisizione o l’interrogatorio), l’indagato dovrà necessariamente procedere alla nomina di un difensore di fiducia. In mancanza, la Procura gliene assegnerà uno d’ufficio.

Al di là di queste ipotesi (e cioè, delle misure cautelari e degli atti d’indagine invasivi), il denunciato/indagato non avrà ripercussioni di sorta sulla propria vita, nemmeno in ambito lavorativo: il fatto di essere indagati non ha di per sé conseguenze in quanto, come anticipato, le indagini potrebbero anche terminare con un nulla di fatto, cioè con l’archiviazione.

Come sapere se si ha una denuncia penale?

Quando la polizia giudiziaria deve compiere uno degli atti d’indagine per cui è necessaria l’assistenza del difensore (vedi paragrafo superiore), la Procura notifica all’indagato un formale avviso di garanzia, cioè un atto in cui sono indicati i principali diritti della persona sottoposta a indagine.

L’avviso di garanzia rappresenta, di solito, il primo atto formale con cui l’indagato apprende della denuncia penale sporta a suo carico. Negli altri casi, cioè quando non si deve procedere ad atti d’indagine per cui è necessaria la presenza dell’avvocato, l’informazione di garanzia non è necessaria. Pertanto, la persona denunciata potrebbe anche non avere alcuna contezza della propria situazione, cioè del fatto di essere indagato per un reato.

Come sapere se si è indagati in questa ipotesi? Ebbene, un modo c’è: occorre recarsi in Procura e depositare un’apposita istanza con la quale si chiede di avere conoscenza delle eventuali iscrizioni a proprio carico nel registro delle notizie di reato [2].

Chiunque può depositare un’istanza presso la Procura per sapere se ci sono notizie di reato iscritte a proprio carico. Il deposito può avvenire anche telematicamente, mediante invio di una pec.

Il documento che la Procura fornisce indica le eventuali iscrizioni a carico del richiedente; nello specifico, gli uffici della Procura rilasciano un certificato ove sono scritti:

  • il nominativo della persona denunciata o querelata;
  • il numero del procedimento;
  • il reato per cui si sta procedendo;
  • la data di commissione del crimine.

Se, invece, non risulta alcuna iscrizione nel registro degli indagati, la Procura rilascia un certificato del seguente tenore: «Non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione».

Denuncia penale: quando non si è indagati?

Abbiamo detto che avere una denuncia penale significa essere stati segnalati alle autorità per un presunto reato. La conseguenza più immediata e diretta è l’iscrizione del nominativo della persona denunciata all’interno del registro delle notizie di reato presso gli uffici della Procura. In questo momento, il soggetto denunciato diventa formalmente indagato.

Vi sono, tuttavia, ipotesi in cui la denuncia non sortisce il suo effetto più tipico, cioè quello di dare l’avvio alle indagini. Ciò accade quando la denuncia difetta di quegli elementi essenziali che la legge prescrive e che la renderebbero idonea a segnalare un crimine.

Ad esempio, assolutamente irrilevante sarebbe una denuncia anonima oppure una denuncia sporta per fatti che non costituiscono reato. Ancora, non verrebbe presa in considerazione una denuncia dal contenuto talmente generico da non poter fornire alcuna indicazione utile circa il reato commesso o il presunto autore dello stesso.


note

[1] Art. 333 cod. proc. pen.

[2] Art. 335 cod. proc. Pen.

Autore immagine: canva.com/


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