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Quanti pazienti può avere per legge un pediatra?

15 Luglio 2021 | Autore:
Quanti pazienti può avere per legge un pediatra?

Quali sono i compiti di un pediatra e quanti bambini può assistere? Quali sono gli obblighi di orario e quando deve visitare a domicilio?

L’assistenza sanitaria in Italia fa capo a due figure importanti: il medico di base (o di famiglia) e il pediatra. In entrambi i casi, si tratta di professionisti che svolgono la propria attività non come dipendenti delle Aziende sanitarie locali (Asl) ma sulla base di una convenzione, cioè di uno specifico accordo con il Servizio sanitario nazionale (Ssn). In particolare, il pediatra è lo specialista al quale sono affidate l’attività e le cure primarie dei bambini da 0 a 14 anni.

Quanti pazienti può avere per legge un pediatra? Esiste un numero massimo previsto, anche se sono possibili deroghe in relazione a particolari situazioni locali, ad esempio nel caso in cui in una determinata zona non ci sia disponibilità di altri pediatri oppure quando in una famiglia nasce un nuovo bambino. Peraltro, le Regioni possono concedere alle Aziende sanitarie locali la facoltà di aumentare il numero massimo di pazienti che per legge può avere un pediatra.

Chi è il pediatra di libera scelta

Il pediatra di libera scelta è il medico di fiducia impegnato nella prevenzione, cura e riabilitazione dei bambini di età compresa tra 0 e 14 anni. In altre parole, rappresenta l’equivalente del medico di base in pediatria, ovvero un professionista che offre i propri servizi gratuitamente per conto del Servizio sanitario nazionale.

Il pediatra di libera scelta è obbligatorio per i bambini fino a 6 anni di età; dai 6 ai 14 anni i bambini possono essere assistiti indifferentemente da un pediatra oppure dal medico di famiglia. Al raggiungimento dei 14 anni, la revoca del pediatra è automatica, quindi, il genitore deve recarsi presso l’Asl e iscrivere il figlio presso un medico di base. Tuttavia, è possibile una proroga fino ai 16 anni per i portatori di handicap o per le persone affette da patologie croniche.

Pediatra di libera scelta: quali prestazioni sanitarie offre?

Le prestazioni sanitarie che il pediatra di prima scelta è obbligato a fornire sono:

  1. visite ambulatoriali e domiciliari a scopo diagnostico e terapeutico;
  2. prescrizioni di farmaci e diagnostiche;
  3. accesso presso gli ambienti di ricovero in fase di accettazione, di degenza o dimissione del proprio paziente;
  4. certificazioni obbligatorie ai fini dell’ammissione agli asili nido e della riammissione alla scuola materna, alla scuola dell’obbligo e alle scuole secondarie superiori o per l’astensione dal lavoro del genitore in caso di malattia del bambino;
  5. richiesta di visite specialistiche, di analisi cliniche e di diagnostica strumentale;
  6. proposte di ricovero ospedaliero e di cure termali;
  7. aggiornamento della scheda sanitaria pediatrica;
  8. prestazioni terapeutiche e diagnostiche, come medicazioni, rimozione punti e così via;
  9. certificazioni di stato di buona salute per lo svolgimento di attività sportive non agonistiche a seguito di richiesta dell’autorità scolastica competente;
  10. osservanza e rilevazioni di reazioni indesiderate post-vaccinali.

Queste prestazioni sono fornite a titolo gratuito. Vi sono, poi, altre prestazioni per le quali il pediatra di libera scelta richiede il pagamento di una quota, solitamente indicata all’interno del proprio studio.

Più precisamente, si tratta di:

  • visite occasionali, fatte a un bambino non assistito;
  • rilascio di certificazioni diverse da quelle a carico del Servizio sanitario nazionale, come ad esempio i certificati per la palestra, per la piscina oppure per le assicurazioni;
  • visite ambulatoriali e domiciliari fuori orario;
  • esami diagnostici non previsti dagli accordi nazionali.

Quanti pazienti può avere per legge un pediatra?

Ogni pediatra può avere in carico, salvo alcune eccezioni, un massimo di 800 pazienti.

L’ultimo accordo collettivo nazionale per la pediatria che regola i rapporti tra pediatra, cittadino e Stato, ha aumentato tale numero del 10%, quindi di 80 pazienti, a favore dei nuovi nati entro i 3 mesi di vita, degli extracomunitari con regolare permesso e dei fratelli di coloro che sono già seguiti dallo stesso medico.

Quali sono i giorni e gli orari di ambulatorio di un pediatra

Il pediatra di libera scelta visita in un ambulatorio privato convenzionato con l’Asl, presso il quale deve garantire la presenza per 5 giorni a settimana in orari determinati. Il sabato mattina ed il pomeriggio dei giorni prefestivi il pediatra può anche non svolgere l’attività ambulatoriale; in ogni caso, deve essere reperibile fino alle 10.

Preferibilmente, le visite ambulatoriali vanno effettuate dal lunedì al venerdì con apertura per almeno due fasce mattutine o pomeridiane alla settimana e comunque con apertura il lunedì.

L’orario varia in base al numero degli assistiti e non deve essere inferiore a:

  • 5 ore settimanali, se i pazienti arrivano ad un massimo di 250;
  • 10 ore settimanali, se il numero degli assistiti è compreso tra i 251 e i 500;
  • 15 ore settimanali, se i pazienti sono tra i 501 e gli 840.

Oltre gli 840 assistiti, le eventuali aperture degli ambulatori sono stabilite dagli accordi regionali.

L’orario di ricevimento in ambulatorio viene fissato dal pediatra anche in relazione alle necessità dei pazienti iscritti nel suo elenco al fine di fornire un’assistenza sanitaria corretta ed efficace.

Durante le ore notturne e nei giorni prefestivi e festivi, per problemi che hanno carattere d’urgenza ci si può rivolgere al medico di continuità assistenziale, dalle 20 alle 8 dei giorni feriali e dalle 10 del sabato o del prefestivo fino alle 8 del lunedì o del giorno feriale successivo.

Il pediatra di libera scelta può associarsi ad altri pediatri. In questi casi, nei giorni feriali, qualora l’ambulatorio del proprio medico sia chiuso, è possibile rivolgersi per visite ambulatoriali urgenti, al medico associato.

Il pediatra può anche scegliere di ricevere solo su appuntamento. Non può comunque rifiutarsi di visitare un paziente che si reca in studio senza appuntamento durante l’orario di ambulatorio quando la richiesta non è differibile.

Come avvengono le visite domiciliari?

Se il paziente non può recarsi in ambulatorio, il genitore può chiedere al pediatra di visitarlo a domicilio. Se la richiesta avviene entro le ore 10, la visita va effettuata nel corso della stessa giornata. Per tutte le richieste che pervengono dopo le ore 10, la visita va effettuata entro le 12 del giorno successivo.

Il sabato ed i giorni prefestivi il pediatra può effettuare le visite domiciliari richieste entro le ore 10 ed eventualmente quelle non effettuate e richieste dopo le ore 10 del giorno precedente.

Pediatra: come effettuare la scelta?

La scelta del pediatra va fatta al momento della nascita di un bambino, seguendo un iter burocratico piuttosto semplice. Basta recarsi agli uffici dell’Asl per consultare l’elenco dei pediatri che operano nel proprio Comune o nei Comuni limitrofi e che non avendo raggiunto il tetto massimo di assistiti, ne possono accogliere di nuovi.

Una volta selezionato il pediatra, non si deve fare altro che comunicarlo all’ufficio competente dell’Asl, fornendo i dati del genitore e del bambino, anche con un’autocertificazione, se l’iscrizione avviene immediatamente dopo la nascita.

L’Asl, quindi, provvede a rilasciare il codice fiscale del bambino, la tessera sanitaria e il libretto sanitario.

Come scegliere il pediatra di libera scelta temporaneo

Nel caso di trasferimento della famiglia in una città dove non si ha la residenza, è possibile richiedere un pediatra temporaneo per i propri figli. Il soggiorno deve essere comunque compreso in un arco di tempo che va da un minimo di 3 mesi a un massimo di 12 mesi. Dopo il primo anno, si può rinnovare la richiesta. In questo caso, è necessario procedere alla revoca del pediatra di libera scelta del Comune di residenza e richiedere un nuovo medico all’Asl.

La documentazione da presentare al momento della richiesta del pediatra temporaneo comprende:

  1. un documento di identità del bambino;
  2. l’eventuale tessera sanitaria;
  3. il libretto sanitario;
  4. la copia del contratto di lavoro del genitore oppure un certificato dell’ente che specifica perché il genitore deve soggiornare in quella località.


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