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Covid: quando e perché un lockdown nazionale

8 Marzo 2021 | Autore:
Covid: quando e perché un lockdown nazionale

Oggi si decide sulla possibile chiusura generale per qualche settimana allo scopo di velocizzare la campagna di vaccinazione.

La parola che finora nessuno voleva pronunciare al Governo ora è sulla bocca di tutti: lockdown. Per tutti e per un periodo di tempo limitato. Una sorta di «chiusura a scopo»: zona rossa generale per vaccinare l’intero Paese nel modo più veloce possibile. Altrimenti non se ne esce.

Questo è il concetto alla base del vertice straordinario di oggi sulle prossime urgenti misure da prendere contro il coronavirus. Una riunione a quattro tra i ministri della Salute e degli Affari regionali. Roberto Speranza e Maria Stella Gelmini, il commissario per l’emergenza Giuseppe Figliuolo ed il capo del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo. A vertice concluso, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, si consulterà con i rappresentanti della maggioranza e si prenderà una decisione.

Tre, almeno, i dati di fatto da cui si parte: il primo, la terza ondata del coronavirus è in corso e le varianti Covid (oltre a qualche assembramento nelle città) non fanno che complicare le cose. Il secondo, le misure contenute nel Dpcm entrato in vigore sabato non saranno sufficienti. Infine, la necessità di dare un’accelerata alla campagna vaccinale.

Questi tre elementi messi insieme portano ad una sola ipotesi, che non è più un tabù e che prende sempre più piede: il lockdown nazionale, la replica della primavera di un anno fa. Già sabato scorso il Comitato tecnico scientifico lo ha proposto come unica soluzione per contenere il galoppare dei contagi, lasciando come unica alternativa possibile la chiusura automatica dei territori in cui si arrivi ai 250 nuovi casi ogni 100mila abitanti.

L’idea che oggi verrà discussa è quella di chiudere tutto per somministrare il più velocemente possibile i 26 milioni di dosi di vaccino che devono arrivare da qui a fine aprile. Si potrebbe salvare qualche Regione con i requisiti necessari per restare in zona bianca, fascia che, per ora, appartiene solo alla Sardegna.

Non ci sarebbe alcun dubbio a Palazzo Chigi sull’arrivo delle nuove dosi del siero anti-Covid, a differenza di quello che è successo finora: circa 9 milioni saranno in Italia entro la fine di questo mese e, dal 1° aprile, 17 milioni e mezzo ogni mese fino ad arrivare a quasi 52 milioni e mezzo di dosi. In sostanza, ne arriveranno di fiale fino alla fine di giugno. Per quella data, dice Speranza, si spera di aver vaccinato metà della popolazione. Ma le previsioni potrebbero essere più ottimistiche con l’approvazione del vaccino AstraZeneca per gli over 65 ed il possibile arrivo – non immediato, però – del vaccino Sputnik, sul quale il ministro della Salute dice di non avere pregiudizi.

Tutto questo sarà possibile solo se ci sarà del personale a disposizione per seguire una determinata tabella di marcia. Ad un ritmo plausibile di una somministrazione ogni 5 minuti, ciascun vaccinatore può arrivare a 100 dosi al giorno. Ma ci vorrà un certo meccanismo ben organizzato che potrebbe richiedere di tingere tutta l’Italia di rosso. Tre settimane di lockdown per lavorare in modo più snello, avere più vaccinatori a disposizione ed evitare il caos delle assenze da uffici pubblici o da servizi essenziali a causa degli effetti collaterali del vaccino. Meglio la «sosta a scopo», il «pit stop» dal quale ripartire dopo con prospettive molto più incoraggianti. Questa è l’idea del Governo.



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5 Commenti

  1. Ecco, questa decisione a mio parere è saggia perché almeno si evita la diffusione delle varianti che già stanno dilagando nella Penisola. Ma a questa conclusione non potevano arrivarci prima? Si sarebbero evitati tanti casi… Sembra che le idee giuste non vengano mai adottate nei tempi giusti

  2. Era da tempo che ormai circolava la notizia di un lockdown totale in tutta Italia. Niente di nuovo. Ci stavamo solo chiedendo quando ci avrebbero chiusi di nuovo. Nell’aria si respirava da giorni una decisione in tal senso. Insomma, sotto Pasqua sicuramente saremo chiusi in casa

  3. Ecco, come dare un’ulteriore coltellata ai commercianti nel periodo a cavallo tra San Giuseppe e Pasqua. L’economia ne risentirà. In questi giorni la gente aveva iniziato a fare più compere non solo grazie agli sconti stagionali. La gente acquista anche la merce fuori dai saldi… Sugli abiti c’è sicuramente un’impennata in calo visto che dove volete che si sfruttino nuovi outfit. Ormai, tute, vestaglie, plaid e pigiami sono tra gli acquisti più gettonati! Che tristezza

  4. Ci aspettiamo un’altra Pasqua in solitudine, ma se il fine sarà raggiunto, allora saranno sacrifici validi. Stringiamo ancora i denti. Magari, se la campagna di vaccinazione andrà a buon fine, allora ne usciremo tutti meglio… Mi spaventa il fatto che l’immunità offerta dal vaccino non ha una durata e “scadenza” precise. Ci auguriamo però che se tutti saranno vaccinati, o almeno le categorie più a rischio e più esposte, allora si arriverà anche ad una sorta di immunità di gregge per chi non è vaccinato e così si potrà evitare l’ulteriore diffusione del virus che ha bisogno di un “ospite” per continuare a favorire la trasmissione del contagio

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