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Fondo patrimoniale e debiti lavorativi

8 Marzo 2021
Fondo patrimoniale e debiti lavorativi

Nel caso di debiti derivanti dall’attività d’impresa o professionale, non si può ritenere a priori che si tratti di bisogni della famiglia. 

Che succede se una persona contrae debiti lavorativi e, nello stesso tempo, ha un fondo patrimoniale all’interno del quale ha messo tutti i propri beni? La questione è di assoluto interesse per molti italiani, sicché sarà bene spiegare come stanno le cose e quali sono, in merito, gli ultimi orientamenti della Cassazione.

Proprio la Suprema Corte ha di recente emesso un’importante sentenza che rivoluziona i rapporti tra fondo patrimoniale e debiti lavorativi. Ma procediamo con ordine.

A che serve il fondo patrimoniale?

Poniamo il caso di una persona che, temendo i rischi economici collegati alla propria attività imprenditoriale o professionale, decida con la moglie di costituire un fondo patrimoniale all’interno del quale inserire l’unica casa di proprietà. Scopo della coppia è preservare l’immobile da eventuali pignoramenti.

Il presentimento si avvera e gli affari, per i coniugi, iniziano ad andare male. In particolare, il lavoro di uno dei due produce molti debiti, troppi per essere pagati.

Immediatamente, i creditori avviano le procedure giudiziarie per recuperare il dovuto; ma, non trovando nulla, pensano di pignorare la casa. Possono farlo nonostante questa sia stata inserita nel fondo patrimoniale?

Il fondo patrimoniale è una sorta di scudo virtuale, una protezione che una coppia sposata (o un’unione civile tra persone dello stesso sesso) può apporre su uno o più beni immobili, mobili registrati (auto, moto, ecc.) o titoli di credito. Il tutto avviene con un semplice atto del notaio: la coppia si reca dal pubblico ufficiale e, dopo aver pagato un onorario che può aggirarsi tra 900 e 1.500 euro, firma un rogito. Tutto qua: nulla di più facile. Il notaio poi trascrive il fondo patrimoniale a margine dell’atto di matrimonio della coppia. 

A partire dal giorno successivo alla trascrizione del fondo patrimoniale, tutti i beni in esso inseriti ricevono una sorta di tutela da parte dell’ordinamento. In cosa consiste questa tutela? In buona sostanza, tutti i debiti da allora in poi contratti per scopi diversi dai bisogni della famiglia non consentono ai relativi creditori di avviare il pignoramento dei beni del fondo patrimoniale. 

Tanto per fare un esempio, se l’uomo spende 30mila euro per un orologio d’oro e poi non lo paga, la gioielleria non può pignorargli la casa. Invece, se chiede un prestito di 20mila euro per acquistare l’auto necessaria agli spostamenti della famiglia e poi non versa le rate, la finanziaria può aggredire tutti i suoi beni, anche quelli inseriti nel fondo patrimoniale. 

Sintetizzando: 

  • i debiti fatti per bisogni della famiglia sono insensibili al fondo patrimoniale e, quindi, consentono il pignoramento dei beni in esso inseriti; 
  • invece gli altri debiti (ad esempio, scopi speculativi o voluttuari) non consentono il pignoramento dei beni immessi nel fondo patrimoniale.

Si comprende bene, dunque, che l’utilità del fondo patrimoniale è legata alla maggiore o minore ampiezza del concetto di «bisogni della famiglia»: difatti, tanto più esteso è il significato che si vuol dare a tale concetto, tanto minore sarà l’utilità del fondo patrimoniale in quanto facilmente aggredibile dai creditori.

Cosa sono i bisogni della famiglia?

La legge non dice cosa siano quei famosi «bisogni della famiglia» dinanzi ai quali il fondo patrimoniale è come inesistente e che pertanto consentono ai creditori il pignoramento di tutti i beni del debitore. 

Qualche esempio servirà però ad aprire gli occhi e a far comprendere come il fondo patrimoniale non sia quel toccasana che spesso si crede.

Rientrano nei bisogni della famiglia tutte le spese contratte per la casa in quanto la stessa è indispensabile per i suoi componenti. Si pensi alle spese di condominio, alla ristrutturazione, allo stesso mutuo bancario. Così, ad esempio, una persona che non paga le quote condominiali rischia il pignoramento dell’appartamento anche se immesso nel fondo patrimoniale.

Nei bisogni della famiglia ricadono poi le spese per i figli, come quelle per l’istruzione. Lo stesso dicasi per i mezzi di locomozione, come l’auto o la moto.

Anche le spese sanitarie sono bisogni indispensabili della famiglia. Così chi deve affrontare un intervento chirurgico importante e accende un prestito ma poi non versa le rate può subire il pignoramento della casa inserita nel fondo patrimoniale.

Quando il fondo patrimoniale non tutela

Per completare il discorso bisogna anche sapere che la legge, nel tentativo di contrastare i consueti furbetti, ha stabilito dei termini entro cui il fondo patrimoniale è del tutto inutile. 

Innanzitutto, si stabilisce che il fondo patrimoniale opera solo per i debiti estranei ai bisogni della famiglia contratti dopo la sua costituzione. Quindi, se una persona stipula un mutuo e il giorno dopo va dal notaio per fare il fondo patrimoniale, l’eventuale morosità collegata a tale mutuo non troverà nel fondo uno scudo proprio perché successivo alla nascita dell’obbligazione (a prescindere se la morosità si verifica in un momento successivo).

In secondo luogo, il fondo patrimoniale, nei primi cinque anni dalla sua costituzione, può essere oggetto di azione revocatoria se il debitore risulta completamente privo di altri beni oltre a quelli inseriti nel fondo stesso. Anche in tal caso è infatti evidente l’intento fraudolento perseguito da quest’ultimo.

Nel primo anno dalla sua costituzione, il fondo patrimoniale è come se non esistesse se il creditore trascrive un pignoramento immobiliare nei pubblici registri: in tal caso, questi non avrà neanche bisogno dell’azione revocatoria per pignorare i beni inseriti nel fondo.

I debiti del lavoro consentono il pignoramento del fondo patrimoniale?

A questo punto, veniamo all’aspetto più delicato della questione: quello legato ai debiti lavorativi, siano essi derivanti dall’attività imprenditoriale o professionale.

Il quesito a cui vogliamo ora rispondere è il seguente: se una persona accumula debiti nell’esercizio della propria impresa o comunque nell’ambito di qualsiasi altro lavoro rischia il pignoramento della casa che ha prima inserito nel fondo patrimoniale?

In passato, la Cassazione ha sempre dato risposta positiva, ma ora, a sorpresa, i giudici hanno sposato la soluzione opposta: le obbligazioni assunte per l’attività sono estranee ai bisogni familiari.

Le obbligazioni assunte nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale, per «nozione di comune esperienza» hanno «uno scopo normalmente estraneo ai bisogni della famiglia» e, quindi, «la finalità di sopperire ai bisogni della famiglia non può dirsi sussistente per il solo fatto che il debito sia sorto nell’esercizio dell’impresa».

Ne consegue che i beni vincolati nel fondo patrimoniale non sono pignorabili dal creditore, neanche quando il debito deriva da una fideiussione prestata in relazione a un’attività imprenditoriale. 

La Corte, dunque, contrariamente a quanto aveva fatto in passato, esclude una connessione automatica tra i debiti assunti per ragioni professionali o imprenditoriali e la soddisfazione dei bisogni della famiglia del debitore.

Nella maggior parte dei casi, il professionista o l’imprenditore, nell’esercizio della sua attività professionale o imprenditoriale, assume «debiti non già per sopperire ai bisogni della famiglia». Le obbligazioni concernenti l’esercizio dell’attività imprenditoriale o professionale «risultano al contrario avere un’inerenza diretta ed immediata con le esigenze dell’attività imprenditoriale o professionale, solo indirettamente e mediatamente potendo assolvere (anche) al soddisfacimento dei bisogni della famiglia».


note

[1] Cass. ord. n. 2904 dell’8.02.2021.

[2] Cass. sent. n. 12998/2006, 15862/2009, 15886/2014.

Autore immagine: depositphotos.com


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2 Commenti

  1. Finalmente una spiegazione chiara e completa del fondo patrimoniale. Ne ho sentito parlare tanto come se fosse la soluzione più vantaggiosa e invece ora ho capito anche qual è l’altra faccia della medaglia. Perché spesso leggiamo tante definizioni che nel concreto non sappiamo a cosa facciano riferimento e ci servono spiegazioni chiarificatrici su argomenti su cui chi non è esperto in materia non ci capisce nulla!

  2. A questo punto, si evita di spendere questa cifra dal notaio per costituire un fondo patrimoniale che comunque potrà essere intaccato da altri debiti. Quindi, meglio risparmiare e soprattutto evitare di contrarre dei debiti per poi dover mettere a rischio la propria casa

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