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Nuove regole di successione: pari eredità coi figli naturali nati fuori il matrimonio

24 febbraio 2014


Nuove regole di successione: pari eredità coi figli naturali nati fuori il matrimonio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 febbraio 2014



I figli nati fuori il matrimonio hanno ormai acquisito gli stessi diritti successori rispetto ai figli nati nel matrimonio con l’abrogazione della commutazione e della rappresentazione.

Con la riforma del diritto di famiglia [1] è stata precisato il concetto di “parentela”. Infatti, se in precedenza la parentela era il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, dall’anno scorso vi rientrano anche i casi in cui il figlio sia nato al di fuori del matrimonio (e non solo, dunque, all’interno di esso) nonché i casi in cui il figlio sia adottivo. Il vincolo di parentela non sorge solo nei casi di adozione di persone maggiori di età.

La modifica ha influito anche sugli aspetti ereditari per tenere conto dell’equiparazione tra figli nati nel matrimonio e figli nati fuori (un tempo si chiamavano “figli naturali”).

Inoltre, cadono i limiti alla successione per rappresentazione.

Addio all’estromissione

La novità più rilevante è senz’altro quella relativa al cosiddetto «diritto di commutazione», che era probabilmente la principale discriminazione nel trattamento successorio tra figli legittimi e figli naturali. Infatti, in precedenza, i figli legittimi potevano “soddisfare in denaro o in beni immobili ereditari la porzione spettante ai figli naturali che non vi si oppongano”. In pratica, i figli nati nel matrimonio potevano estromettere dalla divisione dei beni dell’eredità i figli naturali solo soddisfacendo questi ultimi con una somma in denaro.

Ebbene, la norma in questione è stata definitivamente abrogata [2], in quanto, scomparendo la categoria dei figli naturali ed essendo questi equiparati in tutto e per tutto ai figli legittimi, anche il diritto di commutazione deve cessare di esistere nel nostro ordinamento. In altri termini, i figli nati al di fuori del matrimonio del genitore defunto non sono più liquidabili da quelli nati nel matrimonio: tutti partecipano ora inderogabilmente alla comunione ereditaria, senza che quelli nati al di fuori del matrimonio possano subire l’opzione di estromissione dalla comunione precedentemente attribuita a quelli nati nel matrimonio.

Tra fratelli

Un’altra conseguenza della riforma è in tema di successione tra fratelli, nel caso in cui uno di essi sia nato nel matrimonio del genitore defunto e l’altro sia invece nato al di fuori del matrimonio del defunto stesso. Si pensi, per esempio, al caso di due fratelli, uno naturale e l’altro legittimo: se muore l’uno dei due, l’altro gli succede? Dato che la filiazione naturale è equiparata alla filiazione legittima, da ora se muore una persona che non lascia figli, i suoi fratelli dovrebbero diventare suoi eredi, e questo sia che siano figli nati nel matrimonio del loro genitore, sia che siano figli nati al di fuori di tale matrimonio.

In altri termini, quelli che anteriormente erano “fratelli naturali” e che ereditavano prima dello Stato e solo dopo i parenti di sesto grado, ora invece ottengono una consistente “promozione”, venendo a essere eredi al grado dei collaterali “legittimi”, e quindi al secondo grado.

Di conseguenza, ora la presenza di fratelli naturali comprime le quote concorrenti dell’eventuale coniuge superstite, degli eventuali ascendenti e di eventuali altri fratelli del defunto ed esclude la chiamata all’eredità di parenti di grado ulteriore rispetto al grado dei fratelli del defunto.

Addio rappresentazione

La riforma ha effetti anche sulla successione per “rappresentazione”. Si tratta di uno degli istituti che il codice civile prevede nel caso che il “primo chiamato” (e cioè il soggetto cui è diretta la delazione dell’eredità per disposizione testamentaria o per legge) non possa (perché, per esempio, è morto prima dell’apertura della successione) o non voglia accettare la chiamata a suo favore (perché magari vi ha rinunciato): in tal caso, in presenza di determinati presupposti, si ha il subentro di un soggetto (rappresentante) al posto e nel grado del proprio ascendente (rappresentato) nella chiamata alla successione a titolo di erede o di legato del defunto.

La successione per rappresentazione opera sia in linea retta, a favore dei discendenti dei figli, sia in linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto.

Ad esempio, consideriamo il caso di un uomo che ha due figli, uno dei quali (ad esempio il maggiore) ha, a sua volta, due figli. Alla morte dell’uomo, se il figlio maggiore è già morto, subentreranno i due nipoti. Riguardo alla ripartizione dell’asse ereditario, il figlio minore avrà diritto alla metà, mentre ai rappresentanti del figlio maggiore spetterà un quarto ciascuno, ossia la medesima quota del figlio maggiore divisa in due.

Con la riforma, vengono ora modificate le persone coinvolte nella rappresentazione. Oggi la rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli, anche adottivi, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto. I discendenti possono succedere per rappresentazione anche se hanno rinunziato all’eredità della persona in luogo della quale subentrano, o sono incapaci o indegni di succedere rispetto a questa. Pertanto, sono idonei a succedere al defunto per rappresentazione: nella linea retta del defunto, tutti i discendenti dei suoi figli, senza distinzioni; nella linea collaterale del defunto, i discendenti dei suoi fratelli.

Quanto alla rappresentazione in linea retta, con la totale equiparazione tra figli nati fuori dal matrimonio e nati da genitori sposati, la rappresentazione opera a prescindere dal fatto che il chiamato sia un figlio “naturale” o “legittimo” del defunto (e anche a prescindere dal fatto che i discendenti del rappresentato siano suoi figli “legittimi” o “naturali”).

Quanto alla rappresentazione in linea collaterale, dato che dalla vecchia normativa non discendevano vincoli di parentela tra fratelli naturali, era difficile immaginare la rappresentazione, ad esempio, a favore dei discendenti di un uomo, fratello naturale del defunto, se fosse a sua volta già morto o avesse rinunciato all’eredità. Con la riforma non vi sono più limiti al subentro per rappresentazione dei nipoti allo “zio naturale”. La rappresentazione ha luogo in favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto, senza distinzione in ordine al fatto che si tratti di fratelli o sorelle nati dagli stessi genitori o che hanno un solo genitore in comune e, in quest’ultimo caso, indipendentemente dal fatto che abbiano in comune il padre o la madre.

Invece, la rappresentazione non ha luogo se il primo chiamato sia un nipote nato dal figlio o dal fratello del defunto. Ad esempio, se il defunto ha istituito eredi i suoi due nipoti, figli di suo fratello, i quali rinunziano all’eredità, non opererà la rappresentazione in favore dei loro figli.

note

[1] L .219/2012, in vigore dal 1° gennaio 2013 che ha riscritto l’articolo 74 cod. civ.

[2] Ad opera del D.lgs. n. 154/2013, in vigore da venerdì 7 febbraio 2014.

Autore immagine: 123rf.com

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3 Commenti

  1. E’ giusto che io, figlio illegittimo di madre poi sposata con il mio patrigno (entrambi deceduti) da cui ha avuto altri due figli abbia la proprietà di una casa pari a 4/18 mentre i miei due fratellastri il 7/18?

  2. E’ giusto che io, figlio illegittimo di madre poi sposata con il mio patrigno (entrambi deceduti) da cui ha avuto altri due figli abbia la proprietà di una casa pari a 4/18 mentre i miei due fratellastri il 7/18 ognuno?

  3. buon giorno
    mio nonno e mia nonna hanno avuto 4 figli ( tra cui mia madre)
    poi mia nonna e’ morta e mio nonno si e’ risposato ed ha concepito con la seconda moglie altri tre figli
    mia madre muore e quindi io ele altre due mie sorelle diventiamo le eredi di mia madre
    mio nonno muore

    l ‘eredita’ e’ una casa dove poi visse la seconda moglie di mio nonno

    domanda: alla morte di mio nonno, la casa chi l’ha ereditata? pe r intero la mia nonnastra oppure una percentuale a lei e una percentuale i figli tra legittimi e illegittimi?

    la mia nonnastra muore a sua volta

    chi eredita e in che percentuale ?

    riepilogo : 7 figli di cui i primi 4( tra cui mia madre) della prima moglie di mio nonno, e i secondi 3 della seconda moglie

    grazie

    Alessandra

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