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Allo stalker spetta la sospensione condizionale della pena?

9 Marzo 2021 | Autore:
Allo stalker spetta la sospensione condizionale della pena?

Le condizioni per fruire del beneficio: sono obbligatori i percorsi di recupero del condannato, anche nel caso di pena patteggiata.

Tutti sappiamo che ottenere la condizionale significa non andare in carcere; ma questo mal si concilia con la protezione delle vittime dei reati di stalking, che sono state ossessionate dal loro persecutore e corrono il rischio di vederlo scorrazzare di nuovo intorno a loro anche quando è già stato colpito da una sentenza di condanna per questo grave reato.

Così è giusto chiedersi se allo stalker spetta la sospensione condizionale della pena. Concederla o meno rientra nell’ambito dei poteri discrezionali del giudice; ma per il reato di stalking, come anche per quelli di violenza sessuale e di maltrattamenti in famiglia, ci sono precise condizioni affinché l’imputato possa ottenerla. In questo modo, si è voluto evitare qualsiasi lassismo nella concessione pressoché automatica di un beneficio di legge che potrebbe compromettere la libertà di movimento della vittima e la sua stessa integrità psicofisica.

La sospensione condizionale della pena

Il Codice penale [1] definisce la sospensione condizionale della pena come una causa di estinzione del reato. In realtà, la sospensione riguarda il momento dell’esecuzione della pena, non quello della sua irrogazione. La condizionale viene concessa dopo che la pena è stata quantificata e irrogata nella sentenza di condanna e, dunque, previo accertamento della responsabilità dell’autore per il delitto commesso. Ma il termine per eseguire quella pena, e dunque per scontare la condanna, viene differito.

Sospensione condizionale: le condizioni per ottenerla

La sospensione condizionale spetta solo se la pena irrogata non supera i due anni di reclusione. In questa soglia, si computa anche la pena pecuniaria, che viene ragguagliata calcolando 250 euro come corrispondenti a un giorno di pena detentiva. Il limite è elevato a due anni e sei mesi se si tratta di persona minore dei 21 anni o maggiore dei 70 anni di età, a meno che non sia già stato condannato a pena detentiva e non risulti delinquente abituale, professionale o per tendenza.

Il beneficio non è automatico: il giudice «può» (e, dunque, non deve in qualsiasi caso) riconoscerlo solo se ritiene che l’imputato condannato ne sia meritevole, per il tipo di reato commesso e il suo comportamento anche successivo, come nei casi di dimostrato ravvedimento o risarcimento dei danni provocati dalla sua azione delittuosa. Si deve compiere una valutazione prognostica, sulla probabilità che il colpevole si asterrà, in futuro, dal commettere altri reati. Nella pratica, la concessione della sospensione condizionale è molto frequente nei confronti dei soggetti fino a quel momento incensurati.

Sospensione condizionale: gli effetti

Con la concessione della condizionale, la pena rimane sospesa e, dunque, non viene eseguita. C’è un periodo di osservazione di cinque anni se la condanna è stata emanata per un delitto e di due anni se deriva da una contravvenzione. Se durante questo arco di tempo il condannato non commette un altro reato della medesima indole, la pena viene cancellata (tecnicamente è dichiarata estinta), altrimenti il beneficio viene revocato e, dunque, si dovrà scontare.

Sospensione condizionale per i reati di stalking

Nel caso di condanna per il reato di stalking, c’è un’ulteriore condizione rispetto a quelle generali che abbiamo esaminato: la sospensione condizionale, quando il giudice la ritiene concedibile, deve essere subordinata per legge [2] alla «partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di soggetti condannati per i medesimi reati». Il giudice, nella sentenza, stabilisce anche un termine entro il quale tali obblighi devono essere adempiuti.

Così, in concreto, la sentenza disporrà che il condannato per stalking, per fruire della condizionale, dovrà sottoporsi al percorso di recupero prestabilito presso i soggetti autorizzati; di norma, si tratta di strutture specializzate nell’aiuto psicologico e il giudice indicherà precisamente qual è quella scelta. Solo in caso di effettiva frequenza e di esito positivo del percorso di recupero, attestato dagli specialisti responsabili, il condannato per stalking potrà ottenere la sospensione condizionale della pena.

Siccome la pena prevista per il reato di stalking [3] va da un minimo di un anno e sei mesi di reclusione ad un massimo di sei anni – ma la pena è aumentata se gli atti persecutori sono compiuti in danno del coniuge, di persona legata da relazione affettiva, di minorenne, di donna in stato di gravidanza o di disabile – non sono infrequenti i casi di pene irrogate che rientrano nei limiti previsti per concedere la sospensione condizionale; ma, come abbiamo visto, il giudice in sentenza dovrà sempre disporre uno specifico percorso di recupero del condannato.

Condizionale per stalking in caso di patteggiamento

In una nuova pronuncia, la Corte di Cassazione [4] ha stabilito che questo metodo va seguito anche nei casi di patteggiamento cioè di pena concordata su richiesta delle parti: l’imputato e il pubblico ministero. Infatti, la sentenza di applicazione della pena è «equiparata», per espressa disposizione di legge [5], ad una pronuncia di condanna, con la conseguenza che la sospensione condizionale deve essere sempre subordinata alla partecipazione del condannato ai percorsi di recupero previsti. Quindi, la Suprema Corte ha annullato, come richiesto dal Procuratore Generale, la sentenza emessa da un tribunale che aveva concesso la condizionale in sede di patteggiamento senza prevedere a carico del condannato tale obbligo. Leggi anche “Quanto si rischia per stalking“.


note

[1] Art. 163 Cod. pen.

[2] Art. 165 Cod. pen.

[3] Art. 612 bis Cod. pen.

[4] Cass. sent. n. 9329/21 del 08.03.2021.

[5] Art. 445, comma 1 bis, Cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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