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Cosa fa reddito e cosa no

16 Luglio 2021
Cosa fa reddito e cosa no

I contribuenti devono pagare l’imposta sul reddito delle persone fisiche su tutte le somme che ricevono e che hanno natura reddituale.

Hai presentato la dichiarazione dei redditi e ti sei reso conto che, ogni anno, paghi molti soldi allo Stato a titolo di imposta sul reddito delle persone fisiche. Vorresti ridurre il carico fiscale che grava sui tuoi redditi e, per questo, vuoi sapere esattamente su quali entrate si paga l’Irpef e quali sono, invece, esenti da tassazione.

La principale fonte di gettito per lo Stato è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Per questo ogni contribuente deve sapere cosa fa reddito e cosa no al fine di favorire le entrate che non sono assoggettate a tassazione e ridurre, dunque, il proprio carico fiscale. A tal fine, ogni cittadino può utilizzare vari escamotages e, in particolare, massimizzare i vantaggi che derivano dalle deduzioni e dalle detrazioni fiscali.

Irpef: cos’è?

L’Irpef, acronimo di imposta sul reddito delle persone fisiche, è una tassa progressiva per scaglioni che deve essere pagata da tutti i contribuenti che percepiscono dei redditi da lavoro o assimilati e da capitale (locazioni, interessi sul risparmio, etc.).

Essendo questa imposta ispirata al principio di progressività dell’imposizione fiscale [1], il prelievo fiscale Irpef si inasprisce con l’aumentare del reddito percepito dal contribuente, sulla base dei seguenti scaglioni allo stato vigenti.

Scaglioni Irpef 2021Aliquota Irpef 2021Imposta dovuta
fino a 15.000 euro23%23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro27%3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro38%6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro41%17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro43%25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

Cosa fa reddito?

Il contribuente deve pagare l’Irpef su tutti i redditi percepiti nel periodo di imposta, coincidente con l’anno solare. Quando si parla di reddito ci si riferisce all’utile proveniente, in un dato periodo di tempo, da un’attività o da un impiego di capitale. Fanno, dunque, reddito le seguenti entrate realizzate nel periodo di imposta:

  • reddito da lavoro dipendente o assimilato (es. pensione);
  • reddito da lavoro autonomo;
  • reddito fondiario (es. da locazione di immobili);
  • reddito da capitale (es. interessi maturati sul risparmio).

Salvo diverse e specifiche previsioni di legge, tutti i redditi percepiti nell’anno fiscale concorrono a costituire la base imponibile su cui devono essere applicate le aliquote Irpef, determinate in base agli scaglioni.

Cosa non fa reddito?

Per alleggerire il proprio carico fiscale, ossia l’Irpef che deve essere pagata allo Stato, il contribuente deve favorire le entrate che non costituiscono reddito e che sono, dunque, escluse dalla base di calcolo dell’Irpef. In particolare, a titolo meramente esemplificativo, non costituiscono reddito ai fini Irpef:

  • la cosiddetta no tax area, ossia, i redditi fino ad 8.174,00 euro;
  • i compensi erogati nell’esercizio di attività sportive dilettantistiche e i compensi erogati ai collaboratori coordinati e continuativi di carattere amministrativo di natura non professionale per prestazioni rese in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche per un importo massimo di 10.000 euro annui;
  • l’indennità di trasferta Italia fino ad un massimo di euro 46,48 euro giornaliere;
  • l’indennità di trasferta estero fino ad un massimo di 77,47 euro giornaliere;
  • i valori erogati al lavoratore sotto forma di welfare aziendale fino ad un massimo di 258,23 euro annui.

Deduzioni e detrazioni fiscali: cosa sono?

Contribuiscono ad alleggerire la pressione fiscale sul contribuente anche le detrazioni e deduzioni fiscali. Queste ultime, in particolare, consentono al cittadino di sottrarre dalla base imponibile su cui viene calcolata l’Irpef, in tutto o in parte, le spese sostenute per una serie di finalità enucleate dalla legge (ad es. spese per il pagamento dei contributi previdenziali, erogazioni liberali a Onlus, spese per la previdenza integrativa etc.).

Le detrazioni fiscali, invece, incidono direttamente sulla somma dovuta a titolo di Irpef e consentono, dunque, di sottrarre dalla tassa dovuta le spese sostenute per una serie di finalità (es. spese mediche, acquisto di farmaci, spese per la formazione dei figli, etc.).

Il contribuente dovrebbe, quindi, indirizzare la propria spesa verso oneri detraibili o deducibili al fine di ridurre la tassazione sul proprio reddito.



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