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Calcolo pensione lavoro notturno

16 Luglio 2021 | Autore:
Calcolo pensione lavoro notturno

Dipendenti che lavorano di notte: diritto alla pensione, come calcolare requisiti, fasce orarie notturne, importo del trattamento pensionistico.

Gli addetti al lavoro notturno possono ottenere, oltre alle pensioni ordinarie spettanti alla generalità dei lavoratori iscritti all’Inps, anche alcuni trattamenti pensionistici con requisiti più elastici. Come funziona il calcolo pensione lavoro notturno?

Coloro che hanno svolto turni di notte possono innanzitutto ottenere la pensione di anzianità agevolata, che è liquidata dall’Inps con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età più 35 anni di contributi (con una quota, sommatoria di età ed anni contribuzione, pari o superiore a 97,6), a seguito di apposita certificazione di svolgimento del lavoro notturno.

I requisiti aumentano per coloro che hanno svolto turni di notte tra le 72 e le 77 notti all’anno e per coloro che hanno svolto turni di notte tra le 64 e le 71 notti all’anno.

I lavoratori notturni possono anche ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, se precoci, ossia se possiedono almeno 12 mesi di contributi accreditati prima del compimento del 19° anno di età.

Per quanto riguarda la determinazione dell’importo della pensione, in entrambi i casi (pensione di anzianità e pensione anticipata precoci) si ha diritto al calcolo ordinario del trattamento, con sistema misto. Ma procediamo con ordine.

Come si calcolano i requisiti per la pensione lavoro notturno?

Hanno diritto alla pensione di anzianità per lo svolgimento di lavoro notturno coloro che soddisfano i seguenti requisiti:

  • hanno svolto lavoro notturno per un numero pari o superiore a 78 notti all’anno;
  • hanno svolto lavoro notturno tra le 72 e le 77 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti per la pensione di anzianità sono aumentati di 1 anno);
  • hanno svolto lavoro notturno tra le 64 e le 71 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti della pensione di anzianità sono aumentati di 2 anni).

La pensione agevolata per lavoratori notturni spetta:

  • se l’attività notturna è stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • se l’attività notturna è stata svolta per almeno metà della vita lavorativa.

Il lavoratore, in ogni caso, deve aver prestato servizio per almeno 6 ore in ciascuna notte; in caso contrario, il lavoro notturno viene valorizzato se si raggiungono almeno 3 ore di attività notturna svolte per l’intero anno, nell’intervallo ricompreso tra la mezzanotte e le cinque del mattino.

Quali sono le fasce orarie per il lavoro notturno?

La legge sulla pensione di anzianità per gli addetti al lavoro notturno [1], nell’individuare le fasce orarie notturne, rinvia alle disposizioni del decreto sull’orario di lavoro [2].

Secondo il decreto, il periodo notturno consiste nell’arco di tempo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.

Il decreto sull’orario di lavoro considera poi lavoratore notturno chi:

  • durante il periodo notturno svolge almeno 3 ore del suo tempo di lavoro giornaliero impiegato in modo abituale e continuativo (lavoratore notturno orizzontale);
  • durante il periodo notturno svolge almeno una parte del suo orario di lavoro, secondo le norme definite dal contratto collettivo applicato.

In assenza di contratto collettivo, il decreto sull’orario di lavoro considera lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga per almeno 3 ore lavoro notturno per un minimo di 80 giorni lavorativi all’anno (lavoratore notturno verticale). Questo limite minimo è riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale.

L’Ispettorato nazionale del lavoro, con una recente nota [3], ha chiarito che deve essere considerato lavoratore notturno chi:

  • è tenuto per contratto e stabilmente a svolgere 3 ore del suo tempo di lavoro giornaliero nell’arco temporale comprendente l’intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino;
  • svolge, nel periodo notturno, la parte di orario di lavoro individuato dalle disposizioni del contratto collettivo applicato; in pratica, il contratto collettivo stabilisce sia l’individuazione del numero delle ore giornaliere di lavoro da effettuarsi durante il periodo notturno (eventualmente inferiore o superiore alle 3 ore stabilite dalla legge), sia il numero delle giornate necessarie per rientrare nella categoria di “lavoratore notturno”;
  • chi svolge almeno 3 ore del suo tempo di lavoro giornaliero durante il periodo notturno per almeno 80 giorni lavorativi all’anno, in assenza di disciplina collettiva.

Se il contratto applicato non specifica il numero di ore rilevanti per qualificare il lavoratore come “notturno”, si applica dunque la disciplina normativa, che richiede lo svolgimento dell’attività per almeno 3 ore nel periodo notturno e per almeno 80 giorni l’anno.

Per quanto riguarda il diritto alla pensione di anzianità agevolata, tuttavia, pur facendosi riferimento alle stesse fasce orarie, i requisiti risultano differenti. È infatti richiesto lo svolgimento del lavoro notturno:

  • per almeno 6 ore a notte per 64, 72 o 78 notti l’anno;
  • per almeno 3 ore a notte per tutto l’anno.

Quali sono i requisiti per la pensione lavoro notturno?

Chi ha lavorato per almeno 78 notti l’anno deve possedere, per accedere alla pensione di anzianità agevolata, i seguenti requisiti, che sono gli stessi validi per tutti gli addetti ai lavori usuranti sino al 31 dicembre 2026 (non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita):

  • quota, cioè somma del requisito di età e del requisito di contribuzione, pari a 97,6, con un minimo di:
    • 61 anni e 7 mesi d’età;
    • 35 anni di contributi.

I requisiti sono innalzati di un anno (quota 98,6 e 62 anni e 7 mesi di età) per chi possiede contribuzione mista da lavoro dipendente ed autonomo.

Chi ha lavorato tra 72 e 77 notti l’anno deve possedere, invece, i seguenti requisiti:

  • quota 98,6, con un minimo di:
    • 62 anni e 7 mesi d’età;
    • 35 anni di contributi.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, la quota è innalzata a 99,6, con un minimo di 63 anni e 7 mesi di età.

Chi ha lavorato tra 64 e 71 notti l’anno deve possedere i seguenti requisiti:

  • quota 99,6, con un minimo di:
    • 63 anni e 7 mesi d’età;
    • 35 anni di contributi.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, la quota è innalzata a 100,6, con un minimo di 64 anni e 7 mesi di età.

Quando decorre la pensione di anzianità per lavoro notturno?

La decorrenza della pensione agevolata di anzianità per lavoro notturno può non risultare immediata, alla maturazione dei requisiti: è propedeutica all’accoglimento della domanda di pensione la certificazione dei requisiti da parte dell’Inps

Per ottenere la certificazione dei requisiti per il diritto alla pensione di anzianità agevolata, gli addetti al lavoro notturno devono inviare un’apposita richiesta entro il 1° maggio dell’anno che precede la loro maturazione.

Alla richiesta devono allegare, oltre al contratto di lavoro individuale, la busta paga con indicazione delle maggiorazioni per lavoro notturno: i documenti servono per dimostrare che il lavoratore sia stato adibito al lavoro notturno per almeno metà della vita lavorativa o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio di lavoro.

Quali sono i requisiti per la pensione lavoratori notturni precoci?

Gli addetti al lavoro notturno, in possesso dei requisiti esposti, possono ottenere per di più la pensione anticipata con soli 41 anni di contributi, anche in regime di cumulo (cioè sommando gratuitamente gli accrediti presenti presso gestioni diverse), qualora:

  • siano lavoratori precoci, ossia risultino loro accreditati almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento del diciannovesimo anno di età;
  • risultino in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995.

Quando decorre la pensione lavoratori notturni precoci?

Il trattamento decorre dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti; è inoltre necessario presentare richiesta di certificazione del diritto a pensione all’Inps. Le domande devono essere inviate entro il 1° marzo di ogni anno, oppure tardivamente entro il 30 novembre (in questo caso, le istanze sono accolte solo se ci sono risorse residue). Per saperne di più, leggi: Pensione anticipata precoci.

Come si calcola la pensione per lavoro notturno?

Avvalersi della pensione di anzianità agevolata o della pensione anticipata precoci non determina penalizzazioni nel calcolo della pensione.

Ricordiamo che i sistemi di calcolo della pensione, per la generalità dei lavoratori iscritti all’Inps, sono tre:

  • il calcolo retributivo, che si basa sui redditi più alti, o migliori (a seconda della gestione previdenziale di appartenenza);
  • il calcolo contributivo, che si basa sui contributi accreditati e sull’età pensionabile,
  • ed il calcolo misto, che comprende entrambi i sistemi.

Chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 ha diritto al calcolo retributivo sino al 2011, poi al calcolo contributivo.

Chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 ha diritto al calcolo retributivo sino al 1995, poi al calcolo contributivo: può però optare per il calcolo integralmente contributivo, avvalendosi di particolari facoltà o regimi, come l’opzione contributiva, il computo, la totalizzazione o l’opzione donna.

Chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995 ha diritto al solo calcolo contributivo.


note

[1] Art.1 D.lgs. 67/2011

[2] Art.1, Co.2, lett. g) D.lgs. 66/2003.

[3] Inl nota 1050/2020.


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