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Quanto si può lavorare al giorno?

16 Luglio 2021 | Autore:
Quanto si può lavorare al giorno?

Orario massimo di lavoro giornaliero: riposi e pause obbligatori, lavoratori a cui non si applica la normativa generale.

Rientra nell’orario di lavoro [1] qualsiasi periodo in cui il dipendente si trova nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni, o a disposizione del datore di lavoro, ossia assoggettato al suo potere direttivo.

Ma quanto si può lavorare al giorno? Il decreto sull’orario di lavoro [2] non prevede un orario massimo giornaliero, ma questo si ricava sulla base dei riposi giornalieri obbligatori, ossia delle ore di riposo che devono essere obbligatoriamente fruite in ogni giornata, nonché delle pause minime obbligatorie.

La disciplina sull’orario di lavoro contenuta nel decreto in materia [2] si applica a tutti i settori di attività, pubblici e privati, nonché nei confronti della generalità dei lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti maggiorenni. Vi sono tuttavia alcune eccezioni e deroghe, riguardanti particolari settori di attività e profili.

Inoltre, dei limiti particolari sono disposti per il cosiddetto “tempo tuta”, la reperibilità ed il tempo viaggio. Uno specifico regime di tutela si applica poi ai minorenni.

A chi non si applica il decreto sull’orario di lavoro?

Il decreto sull’orario di lavoro e le conseguenti limitazioni non si applicano [3]:

  • alla cosiddetta gente di mare;
  • al personale di volo;
  • al personale dell’aviazione civile;
  • ai cosiddetti lavoratori mobili;
  • al personale della scuola;
  • al personale delle Forze armate e di polizia, nonché gli addetti al servizio di polizia municipale e provinciale, per le attività operative istituzionali;
  • addetti ai servizi di vigilanza privata;
  • agli addetti ai servizi di protezione civile, in presenza di particolari esigenze che riguardano il servizio svolto; sono compresi gli addetti ai servizi del corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché ai servizi nell’ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, nelle strutture destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, nelle biblioteche, nei musei e nelle aree archeologiche dello Stato.

Per quante ore si può lavorare alla settimana?

L’orario normale di lavoro è pari a 40 ore settimanali, per la generalità dei lavoratori dipendenti; l’orario settimanale può essere inferiore, in base alle disposizioni del contratto collettivo applicato. Considerando il lavoro straordinario, non è possibile lavorare, in ogni caso, oltre le 48 ore settimanali.

Il limite di 48 ore settimanali deve essere calcolato come media nell’arco di 4 mesi (di 6 o di 12 mesi, soltanto in specifiche eccezioni).

Chi può derogare all’orario massimo settimanale?

Anche se rientrano nel campo di applicazione della normativa generale in materia di orario di lavoro, non sono soggetti all’applicazione del limite di orario massimo settimanale:

  • gli addetti ai lavori agricoli e agli altri lavori per i quali ricorrono esigenze di carattere tecnico o stagionale;
  • gli addetti alle industrie di ricerca e coltivazione di idrocarburi, sia in mare che in terra, di posa di condotte ed installazioni in mare;
  • coloro che svolgono lavori discontinui, o attività di mera attesa o custodia (ad esempio, guardiani diurni e notturni, portieri, custodi, etc.);
  • i commessi viaggiatori o piazzisti;
  • il personale viaggiante dei servizi pubblici di trasporto per via terrestre;
  • i giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti;
  • il personale poligrafico;
  • il personale addetto ai servizi di informazione radio-televisiva;
  • il personale che assicura la continuità del servizio in particolari settori di attività (servizi postali, autostrade, servizi portuali e aeroportuali, aziende di produzione, trasformazione, distribuzione dell’energia, azienda di raccolta, trattamento, smaltimento dei rifiuti, etc.).

Per quante ore si può lavorare al giorno?

Ferma restando la durata massima dell’orario settimanale, il lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore, calcolate dall’ora di inizio della prestazione lavorativa.

Il periodo di riposo di 11 ore è un periodo minimo, salvi i particolari casi in cui le deroghe sono consentite, pertanto gli eventuali accordi che diminuiscono tale periodo sono nulli e vengono sostituiti di diritto dalla disposizione di legge.

Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo, salvo che per le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata, come le attività del personale addetto alle pulizie o alla ristorazione, o nell’ipotesi di regimi di reperibilità. In questi casi, è il contratto collettivo applicato a disciplinare le più opportune modalità di fruizione del riposo.

Chi può derogare all’orario massimo giornaliero?

Le disposizioni sul riposo giornaliero obbligatorio non sono applicate ad alcune categorie di lavoratori, la cui durata dell’orario, a causa delle caratteristiche dell’attività esercitata, non è misurata o predeterminata o può essere determinata dai lavoratori stessi:

  • i dirigenti, del personale direttivo delle aziende o dei dipendenti aventi potere di decisione autonomo;
  • la manodopera familiare;
  • i lavoratori nel settore liturgico delle chiese e delle comunità religiose;
  • i lavoratori a domicilio;
  • i telelavoratori.

In questi casi, devono comunque essere rispettati i principi generali sulla protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori.

Inoltre, per particolari attività (caratterizzate dalla necessità di assicurare la protezione dei beni e delle persone, caratterizzate dalla necessità di assicurare la continuità del servizio o della produzione) possono essere disposte delle deroghe da parte della contrattazione collettiva. Una specifica disciplina è prevista per i lavoratori marittimi e per gli autisti.

Pause giornaliere

In base al decreto sull’orario di lavoro, tutti i dipendenti, a prescindere dal contratto collettivo applicato, hanno diritto a una pausa lavorativa, nell’ipotesi in cui l’orario giornaliero superi le 6 ore. Nell’ipotesi in cui il contratto collettivo applicato non preveda una pausa lavorativa, in presenza di un orario superiore alle 6 ore giornaliere, spetta una pausa non inferiore a 10 minuti.

Gli addetti ai videoterminali hanno inoltre diritto a una pausa di 15 minuti ogni 2 ore di applicazione continuativa al monitor.

I lavoratori minorenni hanno diritto a una pausa giornaliera di un’ora, nell’ipotesi in cui l’orario di lavoro superi le 4 ore e mezza al giorno.


note

[1] Art. 1 Co. 2, Lett. a) D.lgs. 66/2003.

[2] D.lgs. 66/2003.

[3] Art.2 D.lgs. 66/2003, circ. min. del Lavoro.

Autore immagine: pixabay.com


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