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Soldi a minorenne: quando è reato di prostituzione minorile?

9 Marzo 2021 | Autore:
Soldi a minorenne: quando è reato di prostituzione minorile?

Induzione alla prostituzione e adescamento: quando è reato offrire una somma di denaro a un minore di diciotto anni?

In Italia la prostituzione non costituisce reato; da tanto deriva che non commette alcun crimine né chi offre del denaro per ottenere una prestazione sessuale né chi concede la prestazione stessa. La prostituzione è però legale solo a due condizioni: che non vi sia violenza o minaccia, cioè costrizione alcuna; che la persona che si prostituisce non sia minorenne. La prostituzione minorile costituisce infatti reato, anche qualora il minorenne dovesse essere pienamente consapevole del proprio gesto. Per legge, è reato anche l’induzione alla prostituzione, cioè la condotta di chi istiga un minore a vendere il proprio corpo. Non sempre, però, offrire del denaro a un minorenne costituisce reato. Con questo articolo vedremo quando offrire soldi a un minorenne è reato di prostituzione minorile.

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, proporre del denaro a un minorenne con la scusa di un presunto “servizio fotografico” non costituisce reato di induzione alla prostituzione ma al massimo quello di adescamento di minorenni, che però può essere punito solo se commesso nei riguardi di persona che non abbia ancora compiuto i sedici anni. Se l’argomento t’interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando si integra il reato di prostituzione minorile e quando, invece, quello di adescamento.

Prostituzione minorile: cos’è?

Il reato di prostituzione minorile è severamente punito dalla legge. Ciò non significa che a essere punito è il minore che si prostituisce, bensì tutti coloro che traggono profitto tale situazione.

In sostanza, il minorenne che decide di vendere il proprio corpo in cambio di soldi non commette reato; al contrario, si macchiano di un grave delitto tutti quelli che, in qualche modo, hanno un vantaggio da questa condotta.

Prostituzione minorile: quando è reato?

Per la legge [1], è punito non solo chi paga un minorenne per avere un rapporto sessuale, ma anche colui che recluta o induce alla prostituzione una persona di età inferiore ai diciotto anni, nonché chi favorisce, sfrutta, gestisce, organizza, controlla o trae profitto dalla prostituzione di un minorenne.

Insomma: chiunque ha a che fare con la prostituzione minorile commette reato, anche senza avere un rapporto sessuale con la vittima.

Si pensi al genitore che spinge la figlia a prostituirsi per portare a casa del denaro: in questo caso scatterebbe comunque il reato di prostituzione minorile in quanto il reo induce il minore a vendersi.

Offrire soldi: quando non è prostituzione minorile?

Vi sono delle ipotesi in cui offrire denaro a un minore non costituisce il reato di prostituzione minorile ma, al più, quello di adescamento. La differenza è che quest’ultimo reato può essere commesso solo nei riguardi di chi non abbia ancora compiuto sedici anni.

Secondo la Corte di Cassazione [2], offrire un’ingente somma di danaro a un minore per avere un incontro non costituisce di per sé il reato di tentata prostituzione minorile ma, al massimo, quello di adescamento di minorenne, reato che però viene meno se la vittima ha già compiuto i sedici anni.

Nella fattispecie, un uomo offriva tremila euro a una diciassettenne affinché si incontrassero per un presunto servizio fotografico dietro al quale, in realtà, si sarebbe celato un incontro sessuale.

Secondo la difesa dell’imputato, però, proporre una somma di danaro per ottenere la disponibilità della vittima avrebbe dovuto configurare non il reato di prostituzione minorile quanto quello di adescamento di minori finalizzato al compimento del delitto di tentata prostituzione minorile, qualora, accettando l’incontro per il servizio fotografico, l’uomo avesse poi svelato che la sua vera intenzione era quella di corrispondere la somma per ottenere una prestazione sessuale.

Il punto è che il reato di adescamento di minorenni si può configurare solo se la vittima non ha ancora compiuto sedici anni. Nel caso di specie, avendo la ragazza diciassette anni, si sarebbe dovuto escludere sia il reato di prostituzione minorile che quello di adescamento.

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, dando così ragione alla difesa. Secondo i Supremi giudici, l’offerta di denaro era stata ricollegata alla realizzazione di un servizio fotografico e non già ad ottenere una prestazione sessuale. Ciò significa che non si può parlare di tentata induzione alla prostituzione, anche se era evidente che l’imputato, allettando la minorenne con la promessa di danaro per un servizio fotografico, voleva solo creare l’occasione per stare da solo con la vittima e tentare un approccio di natura sessuale.

Questa condotta, per la Cassazione, non integra il reato di tentata prostituzione minorile ma quello di adescamento di minorenne al fine di ottenere un rapporto sessuale. Anche questa condotta è illecita, solamente che il delitto di adescamento scatta solo se la vittima non ha ancora compiuto i sedici anni.

Nel caso di specie, avendo la ragazza diciassette anni, per la Cassazione la promessa di denaro non integra né il reato di prostituzione minorile né quello di adescamento di minorenne.

Reati di adescamento di minorenne: cos’è?

Il reato di adescamento di minorenne [3] scatta quando una persona, allo scopo di compiere (tra le altre cose) atti sessuali (anche a pagamento), circuisce un minore di anni sedici.

Per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione.

Per la precisione, l’adescamento di minorenni presuppone che le lusinghe nei confronti della persona minore di sedici anni siano dirette a commettere uno dei seguenti reati: riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pedopornografico (anche virtuale), iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenni o violenza sessuale di gruppo.


note

[1] Art. 600-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 9080 del 5 marzo 2021.

[3] Art. 609-undecies cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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