Cud: novità sulla certificazione unica di quest’anno

9 Marzo 2021 | Autore:
Cud: novità sulla certificazione unica di quest’anno

Chi ha percepito gli ammortizzatori sociali dall’Inps nel 2020 riceverà quest’anno due moduli da sommare ai fini della dichiarazione dei redditi.

Il Covid lascia i suoi effetti anche sulle certificazioni uniche, quelle che ancora si conoscono come Cud, che servono ad attestare i redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente. Chi ha percepito nel 2020 gli ammortizzatori sociali dall’Inps riceverà non una ma due certificazioni: una verrà consegnata dal datore di lavoro e l’altra dall’Istituto di previdenza. Entrambe dovranno essere sommate nella dichiarazione dei redditi da presentare quest’anno.

Proprio tra una settimana (il 16 marzo) scade il termine entro il quale i sostituti di imposta (in questo caso datore di lavoro e Inps) devono fare avere ai dipendenti e, per via telematica, all’Agenzia delle Entrate la certificazione 2021 relativa ai redditi dello scorso anno.

Il doppio Cud rischia di creare qualche inghippo nel meccanismo per la compilazione della dichiarazione dei redditi. Occorre, infatti, sommare le due certificazioni per stabilire con precisione le detrazioni fiscali a cui il lavoratore ha diritto, i bonus Renzi poi trasformati in bonus lavoro ed il trattamento integrativo. Ovviamente, ogni sostituto d’imposta segnerà sul proprio Cud quanto di sua pertinenza per i periodi effettivamente retribuiti o indennizzati ed è proprio per questo che le certificazioni saranno due e non una sola cumulativa.

C’è, inoltre, un altro elemento da precisare: chi ha ricevuto dall’Inps nel 2021 le indennità che avrebbe dovuto avere nel 2020, potrà usufruire delle relative detrazioni solo il prossimo anno. E questo comporta un rischio non indifferente: che venga superato nel 2022 il limite dei 365 giorni, il che vorrebbe dire perdere le detrazioni ed il trattamento integrativo, a meno che non venga approvata ad hoc una deroga sul principio di cassa su cui si basa il sistema di tassazione.

Nella certificazione unica ci saranno due parti da compilare con particolare attenzione. La prima riguarda il bonus Renzi ed il trattamento integrativo: c’è chi sostiene che quella sezione vada compilata indipendentemente dal fatto che la clausola di salvaguardia per il riconoscimento dei bonus venga applicata o meno. E c’è chi, invece, sostiene che non c’è bisogno di compilarla in caso di imposta incapiente. Ci sarà bisogno di qualche chiarimento in merito.

La seconda questione su cui prestare attenzione è quella del reddito che in teoria il lavoratore avrebbe percepito se non ci fosse stato bisogno degli ammortizzatori sociali (campo 480). Non è un dato da sottovalutare, poiché è quello che l’Agenzia delle Entrate usa per verificare il diritto alla salvaguardia. Anche qui, non essendoci delle istruzioni precise, ci sono diverse scuole di pensiero: c’è chi si basa sulla retribuzione persa per la sospensione lavorativa e chi fa il calcolo sulla retribuzione contrattuale annua. In teoria, il dato che dovrebbe venire fuori è quello che avrebbe guadagnato il lavoratore in assenza di Covid (e, quindi, in assenza di cassa integrazione) al netto dei contributi.



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