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Il processo telematico partirà davvero il 30 giugno? Rispondi al sondaggio

24 febbraio 2014


Il processo telematico partirà davvero il 30 giugno? Rispondi al sondaggio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 febbraio 2014



L’avvocato Simone Aliprandi, già nostro autore e consulente da diverso tempo, nei giorni scorsi ha lanciato sul proprio blog un sondaggio sull’ormai imminente passaggio definitivo al processo civile telematico. Un passaggio che, sulla carta, dovrebbe avvenire il 30 giugno prossimo, ma che comunque deve fare i conti con numerosi rallentamenti sulla tabella di marcia.

Da quella data, in teoria, i depositi degli atti processuali per procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione innanzi al tribunale, dei ricorsi per decreto ingiuntivo, lo scambio di memorie tra avvocati, i depositi di atti nelle procedure esecutive e fallimentari dovranno essere effettuati in modalità unicamente telematica. Sono molte però le sedi giudiziarie che, ad oggi, risultano non abilitate in tal senso; basti vedere l’apposita sezione del sito del Ministero della Giustizia in cui compare un elenco abbastanza aggiornato.

I più ottimisti dicono che questi quattro mesi residui saranno sufficienti per raggiungere l’obbiettivo fissato dal legislatore. Al contrario, gli scettici pensano che una proroga sia inevitabile.

E voi? Qual è la vostra opinione? Esprimete un parere rispondendo al sondaggio: si tratta di un’unica domanda, per la quale saranno sufficienti pochi secondi. Aliprandi raccoglierà le risposte fino al 10 marzo (ovviamente in forma anonima) e fornirà a LLpT un resoconto commentato dei dati.

Ecco il link per rispondere:

https://docs.google.com/forms/d/1Qsw9hJDVFrMOYtruhL3kjcrR0JEU0a7MQWyvxCqV3F4/viewform

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2 Commenti

  1. Dubiterei sul rispetto della data di entrata in vigore della legge sul PCT, tanto più ove si consideri che molte cancellerie non sono adeguatamente attrezzate.
    L’invio telematico dell’intero fascicolo di parte comporta poi la necessità di disporre di adeguati “strumenti” informatici e di una connessione veloce, altrimenti si rischia di rimanere incollati al computer per ore prima di completare il caricamento e l’invio di tutto.
    Ma siamo sicuri che questo sia il momento giusto per dare il via al PCT, tenuto conto del difficile momento di congiuntura economica, che vede moltissimi avvocati in difficoltà persino nel pagamento dei contributi minimi alla Cassa Avvocati?

  2. Il Processo Telematico sicuramente comporta molte problematiche a livello tecnico-informatico. E’ necessario però che si parta e che non ci siano ulteriori rinvii. Solo partendo si può costruire una strada che ci porti ad un Processo Telematico perfettamente funzionante. Già in periodo di “doppio binario” si sono verificati errori, dubbi ed incertezze soprattutto dal lato della Cancelleria. Analizzando e risolvendo giorno dopo giorno queste problematiche, col buon senso e la tolleranza di tutte le parti sicuramente nel corso dei prossimi mesi potremmo assistere ad un definitivo assestamento e passare quindi alla seconda fase che riguarderà tutti gli atti introduttivi e anche la tanto “sognata” richiesta copie telematica.

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