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Le misure cautelari nel processo penale

16 Luglio 2021
Le misure cautelari nel processo penale

Cosa sono le misure cautelari, quali sono e qual è la loro finalità.

Un tuo amico è stato da poco lasciato dalla sua ragazza, ma non si arrende alla fine della relazione. Inizia a seguirla, a chiamarla ripetutamente al cellulare, ad inviarle continuamente messaggi. Dopo qualche tempo, gli viene notificato un provvedimento con il quale il giudice gli impone il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima del reato. Al tuo amico è stata cioè applicata una misura cautelare: ma di cosa si tratta? E a cosa servono le misure cautelari nel processo penale?

Andiamo a vedere nei paragrafi che seguono cosa sono le misure cautelari e qual è la loro funzione nel processo.

Misure cautelari: cosa sono?

Le misure cautelari sono provvedimenti di natura provvisoria ed immediatamente esecutivi che vengono adottati dall’autorità giudiziaria al fine di garantire l’effettivo svolgimento del processo penale, nonché la decisione finale, che potrebbero essere compromessi dalle lungaggini procedurali. Si tratta, in sostanza, di provvedimenti adottati allo scopo di evitare che il reo possa sottrarsi alla giustizia oppure commettere altri fatti criminosi nel tempo necessario per svolgere le indagini ed il processo.

Ma quando si applicano? Il nostro legislatore ha stabilito che per poter applicare un provvedimento cautelare è necessario che ricorrano determinati presupposti individuati dal Codice di procedura penale, ossia la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza [1] a carico del reo e le cosiddette esigenze cautelari [2].

Le esigenze cautelari sono:

  • il pericolo di inquinamento delle prove;
  • il pericolo di fuga dell’imputato;
  • il pericolo che il reo commetta gravi delitti con l’uso di armi o altri mezzi di violenza personale o contro l’ordine costituzionale o delitti di criminalità organizzata.

Nei prossimi paragrafi, analizzeremo le misure cautelari previste dal legislatore.

Misure cautelari personali e reali

Le misure cautelari si distinguono in :

  • misure cautelari personali, che incidono sulla libertà personale dell’indagato (definite coercitive) o sulla libertà di svolgere la propria attività lavorativa o professionale (dette anche interdittive);
  • misure cautelari reali: sottopongono a un vincolo determinati beni dell’indagato sottraendoli alla sua disponibilità.

Le misure cautelari personali: quali sono?

Come abbiamo accennato nel paragrafo precedente, le misure cautelari personali possono essere coercitive, quando incidono direttamente sulla libertà personale dell’indagato privandolo della stessa o limitandola, o interdittive, quando gli impediscono di svolgere una determinata attività.

Le misure cautelari coercitive sono:

  • il divieto di espatrio: un provvedimento con cui viene ordinato all’imputato di non uscire dal territorio nazionale senza l’autorizzazione del giudice [3];
  • l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: all’imputato viene ordinato di presentarsi presso un ufficio di polizia giudiziaria, in giorni ed ore stabiliti [4];
  • l’allontanamento dalla casa familiare: un provvedimento particolarmente utilizzato nelle ipotesi di reati commessi tra le mura domestiche (maltrattamenti in famiglia); tale misura consiste nell’ordine impartito all’imputato di abbandonare la casa familiare immediatamente e di non ritornarvi senza autorizzazione del giudice [5];
  • il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa: l’imputato non potrà recarsi presso i luoghi frequentati dalla vittima del reato o dovrà tenersi ad una certa distanza da essi; il giudice potrebbe inoltre prescrivere di non avvicinarsi neppure ai luoghi frequentati dai prossimi congiunti della vittima, o da soggetti con essa conviventi o ad essa legati da una relazione affettiva [6];
  • il divieto o l’obbligo di dimora: si tratta di un provvedimento con cui viene ordinato all’imputato, nel caso di divieto di dimora, di non dimorare in un determinato luogo e di non accedervi senza l’autorizzazione del giudice procedente, nel caso di obbligo di dimora, di non allontanarsi dal territorio del comune di dimora abituale [7];
  • gli arresti domiciliari: è una misura con la quale viene ordinato all’imputato di non allontanarsi dalla sua abitazione, da altro luogo di privata dimora, da un luogo pubblico di cura o di assistenza o da una casa famiglia protetta. Se lo reputa necessario, il giudice può anche imporre all’imputato il divieto di comunicare con persone diverse da quelle che abitano con lui [8];
  • la custodia cautelare in carcere: si tratta della misura cautelare personale più grave, che priva del tutto il soggetto della libertà e che viene adottata nel caso in cui nessun’altra misura fra quelle previste dal legislatore ed elencate sino ad ora sia in grado di soddisfare le esigenze cautelari; il giudice, in tal caso, adotta un provvedimento con cui ordina agli agenti e ufficiali di polizia di condurre immediatamente l’imputato in carcere, dove deve rimanere a disposizione dell’autorità giudiziaria [9].
  • la custodia cautelare in luogo di cura: tale misura viene applicata nei casi in cui il soggetto che deve essere sottoposto a custodia cautelare si trovi in uno stato di infermità; in tal caso, il giudice ordinerà che il reo venga trasferito in una struttura del servizio psichiatrico ospedaliero anziché in carcere e adotterà i provvedimenti necessari a impedirne la fuga [10].

Le misure interdittive previste dal Codice di procedura penale sono:

  • la sospensione dall’esercizio della potestà dei genitori: una misura che priva temporaneamente, in tutto o parzialmente, il reo dei poteri connessi alla responsabilità genitoriale [11];
  • la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio: un provvedimento che impedisce al soggetto di svolgere un’attività pubblica (si pensi alla sospensione di un insegnante accusato di maltrattamenti ai danni dei suoi alunni) [12];
  • il divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali: è una misura che impedisce al soggetto di svolgere una determinata attività privata [13].

Le misure cautelari reali

Il legislatore ha previsto anche le misure cautelari reali, ossia provvedimenti che incidono sui beni del soggetto, sottraendoli alla sua disponibilità.

Il Codice di procedura penale disciplina:

  • il sequestro conservativo: si tratta di una misura che ha lo scopo di sottrarre all’imputato la disponibilità di beni mobili o immobili per garantire il pagamento della pena pecuniaria, delle spese del procedimento oppure del risarcimento dovuto alla vittima del reato [14];
  • il sequestro preventivo: un provvedimento che viene emesso al fine di impedire che la libera disponibilità di un determinato bene possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato oppure agevolare la commissione di altre condotte criminose [15].

note

[1] Art. 273 cod. proc. pen.

[2] Art. 274 cod. proc. pen.

[3] Art. 281 cod. proc. pen.

[4] Art. 282 cod. proc. pen.

[5] Art. 282 bis cod. proc. pen.

[6] Art. 282 ter cod. proc. pen.

[7] Art. 283 cod. proc. pen.

[8] Art. 284 cod. proc. pen.

[9] Art. 285 cod. proc. pen.

[10] Art. 286 cod. proc. pen.

[11] Art. 288 cod. proc. pen.

[12] Art. 289 cod. proc. pen.

[13] Art. 290 cod. proc. pen.

[14] Art. 316 cod. proc. pen.

[15] Art. 321 cod. proc. pen.


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