Nasce il bonifico europeo unico SEPA. Addio RID

24 Febbraio 2014


Nasce il bonifico europeo unico SEPA. Addio RID

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Febbraio 2014



Così cambiano le procedure per il bonifico via web; sarà obbligatorio inserire il codice Iban, costo di 0,62 euro infragruppo (0,87 fuori).

Lo scorso primo febbraio è definitivamente uscito di scena il vecchio bonifico ordinario per far spazio al “bonifico europeo unico Sepa”: una modalità quest’ultima che, sino ad oggi, abbiamo conosciuto solo per le transazioni internazionali, ma che ora diverrà la regola per qualsiasi tipo di trasferimento di denaro, anche all’interno dello stesso Stato.

I clienti delle banche italiane, insieme a quelli di tutti gli altri Stati membri, hanno dunque lasciato gli strumenti di incasso e pagamento nazionali per passare a quelli della Sepa, l’area unica dei pagamenti in euro. Ciò allo scopo rendere più rapidi, efficienti e sicuri gli scambi tra privati.

Con l’ingresso del Sepa Credit Transfer viene messo in soffitta anche il vecchio Rid (Rapporto interbancario diretto), una autorizzazione con cui il debitore delegava la propria banca a versare, a cadenze fisse (per es.: ogni mese o ogni trimestre), a uno o più creditori (per es. con le domiciliazioni di utenze). Al posto del Rid compare invece il Sepa Direct Debit.

Il passaggio al nuovo sistema necessita di alcune avvertenze, in particolare per i titolari di conti bancari online.

Come per il vecchio bonifico ordinario, anche il nuovo bonifico europeo unico può essere ordinato allo sportello o, per i conti che lo prevedono, sul web (con il servizio di e-banking) o al telefono. Bisognerà, però, indicare sempre il codice Iban del beneficiario, sia che si tratti di uscite periodiche che di spese non ricorrenti.

Per le domiciliazioni Rid già attivate dai correntisti non ci sarà bisogno di fare alcunché: infatti queste ultime sono già state convertite, in automatico, con l’addebito diretto Sepa (fatta salva la possibilità del cliente di esercitare il diritto di recesso e scegliere un’altra modalità di pagamento con almeno 30 giorni di preavviso). Al contrario per i bonifici europei effettuati con l’online banking il codice Iban del beneficiario ora va inserito manualmente.

Cos’è l’Iban

Il codice Iban (International bank account number) è la stringa di cifre e lettere, attribuita a ogni rapporto bancario, che individua il titolare del contratto in modo univoco. In Italia è composto di 27 caratteri alfanumerici che indicano il Paese in cui è domiciliato il conto, la banca e la filiale dove è aperto e il numero del conto.

Tra le novità del nuovo sistema, finalizzate al contrasto del riciclaggio e alla lotta all’evasione fiscale, vi è anche l’obbligo di inserimento del debitore e del creditore effettivi.

Per ora, tuttavia, le procedure di web banking sui dati di debitore e creditore effettivi sono facoltative, ma possono diventare obbligatorie in caso si superino determinate soglie di importo (anche frazionate) o quando i versamenti riguardano determinate categorie di soggetti.

I costi

L’introduzione del bonifico europeo unico ha cambiato qualcosa quanto ai costi? In media, la risposta è negativa, ma sarà sempre opportuno verificare le condizioni applicate dal proprio istituto di credito per verificare se lo stesso abbia modificato le proprie condizioni contrattuali e se queste ultime sono state comunicate al correntista con raccomandata (leggi l’articolo: “Conto corrente: se la modifica delle condizioni non avviene con raccomandata la contestazione è facile”).

I costi dei bonifici online vanno da zero, per bonifici sia infragruppo che extragruppo, sino a un 1,5 euro per bonifici extragruppo. Assai meno di quanto costa, agli stessi clienti, rivolgersi allo sportello, dove il costo minimo di un bonifico su un conto dello stesso gruppo è di 1,1 euro ma si può arrivare anche a 6,25 euro. Attenzione però perché, per alcuni conti a pacchetto, il numero delle operazioni a costo zero o limitato può essere predefinito: superata la soglia scattano oneri maggiori.

Dunque è sempre bene scegliere il conto corrente, anche online, esaminando preventivamente più prodotti attraverso i loro fogli informativi, confrontando l’Indicatore sintetico di costo (che esprime l’onere complessivo in euro per anno), ma soprattutto verificando a quale categoria di operatività, tra le sei indicate da Banca d’Italia, si appartiene.


note

Autore immagine: 123rf.com


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