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Come faccio a sapere se la mia denuncia è stata archiviata?

17 Luglio 2021 | Autore:
Come faccio a sapere se la mia denuncia è stata archiviata?

Richiesta di comunicazione delle iscrizioni nel registro delle notizie di reato e opposizione all’archiviazione: come avere notizia del rigetto della querela?

Se hai assistito a un reato oppure ne sei stato vittima, è tuo diritto sporgere denuncia presso le autorità competenti affinché si attivino per perseguire penalmente il crimine commesso. La denuncia serve infatti a segnalare un fatto che presenta i connotati del reato. Il problema è che non sempre l’evento che viene denunciato rappresenta un crimine a tutti gli effetti. Ad esempio, se sei stato pesantemente insultato e decidi di sporgere denuncia per ingiuria, senz’altro la tua segnalazione verrà archiviata perché l’ingiuria non costituisce più reato. A questo punto, potrebbe sorgerti spontanea una domanda: come faccio a sapere se la mia denuncia è stata archiviata?

Attraverso un’apposita procedura, la legge consente di sapere a che punto è la propria denuncia. Ma non solo: è possibile chiedere espressamente alla Procura della Repubblica di essere informati nell’ipotesi in cui la propria segnalazione dovesse essere archiviata, in modo tale da poter proporre opposizione e chiedere la prosecuzione delle indagini. Insomma, se vuoi sapere se la tua denuncia è stata archiviata, ci sono due strade: fare richiesta delle iscrizioni presenti nel registro della Procura oppure chiedere di essere avvertito sin da subito in caso di archiviazione, così da poterti eventualmente opporre. Se l’argomento t’interessa e vuoi approfondire la questione, prosegui nella lettura.

Denuncia: dove si presenta?

Prima di spiegare come sapere se una denuncia è stata archiviata, spieghiamo brevemente in quali sedi è possibile sporgere una segnalazione di reato.

Secondo la legge [1], la denuncia è presentata oralmente o per iscritto, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria, ovvero a un agente consolare all’estero.

In pratica, puoi sporgere una denuncia/querela non solo recandoti direttamente in Procura, ma anche presso qualsiasi presidio di polizia giudiziaria: polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, ecc.

La legge prevede perfino che, nei Comuni ove non abbia sede un ufficio della polizia di Stato ovvero un comando dell’arma dei carabinieri o della guardia di finanza, la denuncia può essere sporta direttamente al sindaco.

Denuncia: cosa succede dopo?

Dopo aver sporto denuncia, il nominativo della persona segnalata viene iscritto direttamente all’interno del registro delle notizie di reato che si trova presso ogni Procura della Repubblica. È questo il momento a partire dal quale cominciano formalmente le indagini preliminari.

In pratica, l’effetto principale della denuncia è quello di far assumere la veste di indagato alla persona denunciata. Tale qualità si assume nell’istante in cui il nome del denunciato è iscritto nel registro della Procura.

Archiviazione: cos’è?

L’archiviazione viene disposta dal pubblico ministero ogni volta che la notizia di reato contenuta nella denuncia/querela, a seguito delle indagini svolte, si riveli infondata o non perseguibile penalmente.

Più nel dettaglio, l’archiviazione rappresenta la possibile fine delle indagini preliminari ogni volta che:

  • dalle investigazioni sia emersa l’innocenza dell’indagato;
  • dalle indagini non siano emersi elementi concreti di colpevolezza, ma solamente deboli indizi che non reggerebbero l’urto di un processo nel contraddittorio delle parti;
  • l’autore del reato sia rimasto ignoto;
  • il termine massimo per lo svolgimento delle indagini è terminato senza risultati soddisfacenti oppure senza che il presunto autore sia stato identificato.

Come sapere se una denuncia è stata archiviata?

Come anticipato in apertura, esistono principalmente due modi per sapere se una denuncia è stata archiviata:

  • presentando alla Procura una formale richiesta di comunicazione delle iscrizioni contenute nel registro delle notizie di reato;
  • chiedendo, direttamente all’interno della denuncia o con atto successivo, di voler essere informati in caso di archiviazione, al fine di proporre opposizione.

Analizziamo entrambe le ipotesi.

La richiesta di comunicazione delle iscrizioni

Il primo modo per sapere se la denuncia è stata archiviata è quello di fare richiesta direttamente alla Procura della Repubblica che segue le indagini [2].

Per fare ciò, occorre presentare una formale istanza in cui chi ha sporto denuncia chiede informazioni sul procedimento. Si tratta della ben nota istanza ai sensi dell’art. 335 c.p.p.

La persona abilitata ad avanzare questa richiesta è, come detto, il denunciante o, in sua vece, l’avvocato munito di procura speciale. Affinché la ricerca nel registro della Procura vada a buon fine, occorre indicare le generalità complete del denunciante e la data in cui ha sporto la segnalazione. In genere, la richiesta può essere avanzata anche a mezzo pec.

Il documento che la Procura fornisce in risposta alla richiesta indica:

  • il nominativo della persona denunciata o querelata;
  • il numero del procedimento;
  • il reato per cui si sta procedendo;
  • la data di commissione del crimine.

In pratica, ci si può rivolgere alla Procura competente tramite questa richiesta per avere conoscenza della pendenza o meno del procedimento penale nonché di ogni altro dato utile (numero del procedimento, nome del pubblico ministero e reato contestato).

Nel caso in cui dal registro delle notizie di reato non dovesse comparire nulla, allora vorrà dire che la denuncia è stata archiviata.

La richiesta di comunicazione dell’archiviazione

Se dalla richiesta di comunicazione delle iscrizioni nel registro delle notizie di reato non emerge nulla, allora vuol dire che nessun procedimento penale è pendente e che, pertanto, la denuncia è stata archiviata.

Per evitare questa circostanza, cioè che la notizia di reato venga archiviata senza poter far nulla per impedirlo, occorre comunicare tempestivamente alla Procura la propria volontà di essere informati nel caso di archiviazione al fine di proporre opposizione. Tale intenzione può essere esternata direttamente nella denuncia, nel momento in cui viene sporta, oppure successivamente, in corso di indagini, ma comunque sempre prima che l’archiviazione sia già avvenuta.

Così facendo, nel caso in cui il pm si determini per l’archiviazione della denuncia, si potrà proporre opposizione nel termine di venti giorni. Con l’opposizione alla richiesta di archiviazione la persona offesa dal reato chiede la prosecuzione delle indagini preliminari indicando, a pena di inammissibilità, l’oggetto dell’investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova.

In altre parole, per poter proporre opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero c’è bisogno che la persona offesa, direttamente nella denuncia/querela oppure in un successivo atto, abbia espressamente chiesto di essere informata nel caso in cui il p.m. si orientasse per l’archiviazione. Solo in questo caso il magistrato del pubblico ministero è tenuto ad avvertire la vittima di aver chiesto l’archiviazione al giudice; in caso contrario, non si ha diritto a questa comunicazione.

Archiviazione: quand’è che viene sempre comunicata?

Fa eccezione a quanto detto sinora, e pertanto la vittima ha sempre diritto alla notifica dell’archiviazione anche senza averne fatto richiesta, quando si procede per i delitti commessi con violenza alla persona e per il reato di furto con strappo o furto in abitazione: in queste ipotesi, l’avviso della richiesta di archiviazione è sempre notificato alla persona offesa ed il termine per presentare opposizione è elevato a trenta giorni.

Se vuoi approfondire questo specifico argomento, ti consiglio la lettura dell’articolo Opposizione alla richiesta di archiviazione.


note

[1] Art. 333 cod. proc. pen.

[2] Art. 335 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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