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News Affitto di casa: ok al pagamento in contanti sotto i 1.000 euro

News Pubblicato il 24 febbraio 2014

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Il Ministero del Tesoro fa marcia indietro: il pagamento dei canoni di locazione ad uso abitativo al di sotto dei 1.000 euro può avvenire anche in contanti e l’obbligo di assegno o bonifico scatta solo al di sopra di tale soglia.

 

La lotta all’evasione fiscale, in questo inizio di 2014, ha coinvolto anche i canoni di locazione degli appartamenti: la legge di stabilità [1] ha infatti disposto che l’affitto di casa, a prescindere dall’importo, deve essere pagato solo con strumenti tracciabili quali bonifici bancari, assegni bancari non trasferibili e assegni circolari (ne abbiamo parlato nell’articolo “Affitti: vietato pagare in contanti”.

Nei giorni scorsi, però, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha diramato una nota per chiarire che il pagamento degli affitti di immobili ad uso abitativo deve avvenire necessariamente tramite i metodi tracciabili solo se l’importo è superiore ai 1.000 euro. Fino a 1.000 euro, quindi, è ancora possibile pagare in contanti e, in tal caso, la tracciabilità del pagamento è garantita dalla vecchia ricevuta.

I proprietari che hanno percepito l’affitto in contanti dal 1 gennaio 2014 non incorreranno in alcuna sanzione. Le sanzioni, di fatto, alla luce della normativa antiriciclaggio, scattano solo quando viene effettuato in contanti il pagamento degli affitti superiori ai 1.000 euro. In questo caso, le sanzioni vanno dall’1 al 40% dell’importo versato.

Per quanto riguarda gli appartamenti locati a più soggetti contemporaneamente (come agli studenti fuori sede), l’obbligo di tracciabilità riguarderà solo il pagamento della singola quota-parte e non l’intero canone di locazione: ad esempio, se l’affitto complessivo di una appartamento abitato da 4 studenti è di 1.200 euro e ciascuno di loro pagherà la sua parte (che si ipotizza di 300 euro, quindi ben al di sotto della soglia delle 1.000 euro) in contanti, non incorrerà in alcuna sanzione.

note

[1] La legge di stabilità 147/2013, all’art. 1, c. 50, infatti prevede: “In deroga  a quanto stabilito dal comma 1, i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale  pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l’importo, in  forme  e modalità che  escludano  l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità  anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazione fiscali da parte del locatore e del conduttore”.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. SCUSATE,
    e per i fitti NON per uso abitazione? Come ci si regola, per i locali ad altro uso, in specie commerciali?
    E per locali, in parte uso abitativo ed in parte uso officina?
    Grazie.
    Maddalena de Simone

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