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Come si calcolano le ore di straordinario?

17 Luglio 2021
Come si calcolano le ore di straordinario?

Il lavoratore a cui viene richiesto un numero di ore di lavoro superiore all’orario previsto dal contratto ha diritto ad ottenere la maggiorazione retributiva prevista dal contratto collettivo.

Sei un dipendente del settore industriale. L’azienda ti chiede spesso di fermarti al lavoro anche oltre la fine dell’orario contrattuale. Non ti sembra, però, che tutte le ore di straordinario lavorate trovino corrispondenza nella busta paga. Vuoi avere maggiori informazioni sul calcolo dello straordinario.

Lo straordinario, ossia il lavoro svolto oltre l’orario normale, è per molti un’opportunità di maggiore guadagno e per altri, invece, una seccatura. Ma come si calcolano le ore di straordinario? Come vedremo, il calcolo delle ore aggiuntive deve essere effettuato seguendo i principi e i criteri previsti dal contratto collettivo di lavoro applicato in azienda. In alcuni casi, infatti, l’orario normale può essere calcolato come media in un periodo di tempo prolungato.

Orario di lavoro: cos’è e quali regole si applicano?

L’introduzione di un limite all’orario di lavoro del lavoratore subordinato costituisce una delle più importanti conquiste della legislazione sul lavoro e contribuisce a tutelare la salute e la sicurezza del dipendente. Dal punto di vista semantico, quando si parla di orario di lavoro si fa riferimento a qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni.

La legge [1] prevede che l’orario normale di lavoro è fissato in 40 ore settimanali. Tuttavia, i contratti collettivi di lavoro possono stabilire, ai fini contrattuali, una durata minore dell’orario normale di lavoro (spesso, pari a 38 o 39 ore settimanali) e riferire l’orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno.

Lavoro straordinario: cos’è?

L’individuazione dell’orario normale di lavoro è importante poiché consente di individuare, per relationem, il lavoro straordinario che si definisce proprio come l’orario prestato oltre l’orario normale di lavoro.

Per calcolare l’orario di lavoro straordinario occorre, comunque, tenere conto del calcolo dell’orario normale di lavoro. Come abbiamo detto, infatti, i Ccnl possono riferire l’orario normale alla durata media delle prestazioni lavorative in un periodo non superiore all’anno. In questo caso, si avranno delle settimane in cui l’orario di lavoro è inferiore a 40 ore settimanali e delle settimane in cui l’orario è superiore. Lo straordinario scatta solo se l’orario settimanale medio è superiore alle 40 ore settimanali. Quando, invece, l’orario normale di lavoro si riferisce alla singola settimana, lo straordinario scatta ogniqualvolta il lavoratore svolge un numero di ore di lavoro settimanale superiore a 40.

Se il dipendente lavora per 45 ore in una settimana, 5 ore devono essere considerate lavoro straordinario.

Lavoro straordinario: quali limiti?

La legge [2] prevede dei limiti allo svolgimento di lavoro straordinario, prevedendo che il ricorso a tali prestazioni di lavoro debba essere contenuto. La norma rinvia ai Ccnl la disciplina dello straordinario e prevede che, in difetto di disciplina collettiva applicabile, il ricorso al lavoro straordinario è ammesso soltanto previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore per un periodo che non superi le duecentocinquanta ore annuali.

Per proteggere la salute del lavoratore ed evitare che venga esposto a periodi di eccessivo lavoro la legge prevede, in ogni caso, che la durata media dell’orario di lavoro non possa in ogni caso superare, per ogni periodo di sette giorni, le quarantotto ore, comprese le ore di lavoro straordinario.

Lavoro straordinario: quale retribuzione?

Lo svolgimento di lavoro straordinario costituisce una modalità di esecuzione della prestazione di lavoro maggiormente gravosa per il dipendente e, proprio per questo, oltre alla remunerazione delle ore di lavoro svolte con la normale paga oraria percepita, il dipendente ha diritto a ricevere, in caso di lavoro straordinario, le maggiorazioni retributive previste dai contratti collettivi di lavoro. Si prevede, di solito, l’applicazione alla paga oraria di un incremento percentuale che può variare dal 10% al 30%.

I contratti collettivi, tuttavia, possono prevedere che, in alternativa o in aggiunta alle maggiorazioni retributive, i lavoratori usufruiscano di riposi compensativi. In questo caso, la contrattazione collettiva istituisce la cosiddetta banca delle ore, ossia, uno strumento che consente al dipendente di trasformare le ore di straordinario prestate in altrettante ore di permesso retribuito. Questo strumento, tuttavia, può essere previsto solo da un apposito contratto collettivo, anche di livello aziendale, e non può essere il frutto di una decisione unilaterale dell’azienda né di un accordo individuale con il lavoratore.


note

[1] Art. 3, D.lgs. 66/2003.

[2] Art. 5, D.lgs. 66/2003.


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