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La prima casa può essere pignorata dall’Agenzia delle Entrate?

17 Luglio 2021 | Autore:
La prima casa può essere pignorata dall’Agenzia delle Entrate?

La legge distingue tra il Fisco ed i privati quando si tratta di togliere l’abitazione principale a un debitore. Quando si può arrivare allo sfratto?

Se hai un debito con il Fisco che non riesci a toglierti di mezzo, starai pensando che prima o poi riceverai una notifica di pignoramento. La tua maggiore preoccupazione è quella di perdere l’immobile in cui vivi con la tua famiglia, anche perché di abitazione non ne hai un’altra. Ma la prima casa può essere pignorata dall’Agenzia delle Entrate Riscossione? Se così fosse, davvero potresti chiedere ospitalità a qualche parente o amico oppure finire sotto un ponte per non pagare i debiti? È proprio quello che lo Stato vuole evitare. Chi l’avrebbe mai detto, vero? Il Fisco, cioè lo Stato, è creditore nei tuoi confronti e lo stesso Fisco non arriva al punto di prendersi ciò che gli devi a costo di farti finire sotto un ponte perché lo Stato (di cui il Fisco fa parte) non lo permette. Non sempre.

Pensa che, invece, un creditore privato (persone fisiche o giuridiche) non ha limiti quando si tratta di prendersi ciò di cui c’è bisogno per estinguere un debito. Diverso il discorso quando la controparte è l’ufficio delle imposte, come veniva chiamato una volta: dal 2013, grazie al «decreto del fare» [1], l’Agenzia delle Entrate Riscossione non può pignorare la prima casa. Non, almeno, a determinate condizioni che vediamo di seguito.

Pignoramento prima casa: quando non si può fare?

Il citato decreto ministeriale stabilisce tre condizioni per impedire all’Agenzia delle Entrate Riscossione di pignorare la prima casa, ovvero se l’immobile:

  • è l’unico di proprietà del debitore;
  • è adibito ad abitazione e residenza del debitore;
  • non è accatastato in una categoria di lusso (A/8 o A/9).

Inoltre, il Fisco non può pignorare la prima casa se il debito è inferiore a 120mila euro.

Pignoramento prima casa: quando si può fare?

Va fatta una premessa, per completezza, a cui abbiamo fatto cenno all’inizio. Non esiste nel nostro ordinamento una sola norma che vieti ad un privato di prendersi la tua prima casa e di mandarti sotto il famigerato ponte. Significa che se devi dei soldi a un fornitore per la merce che ti ha procurato e che non hai ancora pagato, se li devi alla banca perché è da un po’ che non ce la fai a versare le rate del mutuo, se li devi perfino al condominio perché hai un arretrato notevole con le spese condominiali, chiunque di loro può arrivare a pignorarti la prima casa perché non c’è una sola legge che impedisca di farlo.

Voce fuori dal coro, invece l’Agenzia delle Entrate Riscossione. Qui sì che, come abbiamo visto, c’è una legge che impedisce al Fisco di lasciarti per strada a causa di un debito non saldato con lo Stato, per delle cartelle esattoriali non pagate, per tasse o sanzioni rimaste in sospeso. Ma abbiamo anche detto che ci devono essere delle condizioni ben precise per non toglierti la prima casa. Il che significa che ci sono anche delle circostanze in cui l’agente della riscossione può mandare l’ufficiale giudiziario a dirti che casa tua non è più casa tua ma casa del Fisco.

Quindi, quando potresti perdere la tua prima casa? Può succedere se sei proprietario di più di un immobile destinato ad uso residenziale. In questo caso, è come se il Fisco ti dicesse: «Con questa casa mi paghi ciò che mi devi, visto che ne hai un’altra comincia a traslocare».

Le altre situazioni in cui la Riscossione potrebbe mettere le mani sulla tua abitazione si verificano quando:

  • hai un debito superiore a 120mila euro;
  • il valore di tutti i tuoi immobili supera i 120mila euro;
  • l’agente della riscossione ha iscritto in precedenza un’ipoteca sull’immobile in questione;
  • dal momento dell’iscrizione dell’ipoteca sono passati almeno 30 giorni senza che sia stato pagato il debito o sia stata richiesta una rateazione.

Se ti trovi in una di queste situazioni, per evitare il pignoramento ti conviene chiedere la rateizzazione delle cartelle: nel caso in cui la procedura dell’azione esecutiva non sia ancora iniziata, l’Agenzia delle Entrate Riscossione attenderà la fine del pagamento, dopodiché sei a posto. Se la procedura, invece, è iniziata, verrà sospesa con il pagamento a rate. L’importante è che tu paghi, insomma, prima che sia troppo tardi.

Pignoramento prima casa: come funziona l’ipoteca?

Abbiamo citato la possibilità che l’Agenzia delle Entrate Riscossione iscriva un’ipoteca sulla tua prima casa. È un diritto del Fisco, infatti, non precluso dal fatto che non ti possa pignorare l’immobile.

Anche in questa ipotesi, però, ci sono delle regole, vale a dire:

  • il debito non deve essere inferiore a 20mila euro;
  • devi avere ricevuto sei mesi prima il preavviso di ipoteca.

Pignoramento prima casa: quando bisogna andar via?

Nella peggiore delle ipotesi, cioè quando ci sono le circostanze per procedere al pignoramento della prima casa, la legge ti dà la possibilità di restarci fino a quando l’immobile non viene venduto all’asta. Lo sfratto potrebbe essere eseguito solo se crei dei problemi in grado di ostacolare il pignoramento.

Sappi, però, che se ci sono dei minorenni o delle persone disabili che vivono con te, il destino del tuo immobile non cambierà di una virgola: la legge consente anche in questi casi l’ipoteca, il pignoramento e la vendita all’asta giudiziale.


note

[1] DM n. 69/2013 convertito in legge n. 98/2013.


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