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Concetto di circolazione: Cassazione e giurisprudenza

10 Marzo 2021
Concetto di circolazione: Cassazione e giurisprudenza

Incidenti stradali coperti da assicurazione: quando opera il Codice della strada.

Dito fratturato nella portiera dell’auto parcheggiata 

Il concetto di circolazione stradale di cui all’art. 2054 c.c. include anche la posizione di arresto del veicolo, e ciò in relazione sia all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia alle operazioni propedeutiche alla partenza o connesse alla fermata, sia, ancora, rispetto a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale può circolare sulle strade (nella specie, relativa ai danni occorsi ad un minore per la chiusura delle sportello da parte della conducente del veicolo, la Corte ha cassato la decisione dei giudici del merito che, nell’escludere l’applicabilità dell’art. 2054 c.c. sol perché il sinistro in questione si era verificato quando il veicolo era in sosta e solo in quanto la chiusura dello sportello da parte del conducente, pur essendo avvenuta dopo la sosta, era stata determinata dall’intento di non fare uscire il minore dall’autovettura, non si erano attenuti al principio su espresso).

Cassazione civile sez. VI, 28/05/2020, n.10024

Nel concetto di circolazione stradale indicato nell’art. 2054 c.c. è compresa anche la posizione di arresto del veicolo

Nell’ampio concetto di circolazione stradale indicato nell’art. 2054 c.c. è compresa anche la posizione di arresto del veicolo, sia in relazione all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia in relazione alle operazioni eseguite in funzione della partenza o connesse alla fermata, sia ancora con riguardo a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per le quali esso può circolare. Ne consegue che per l’operatività della garanzia per la r.c. auto è necessario il mantenimento da parte del veicolo delle caratteristiche che lo rendono tale sotto il profilo concettuale e, quindi, in relazione alle sue funzionalità, sia sotto il profilo logico che sotto quello di eventuali previsioni normative, risultando, invece, indifferente l’uso che in concreto si faccia dell’automezzo, sempre che rientri in quello proprio rispetto alle sue caratteristiche.

Cassazione civile sez. III, 18/01/2019, n.1280

Auto danneggiata da incendio e fermo sulla sede stradale deve considerarsi in circolazione

In considerazione del fatto che il concetto di circolazione stradale comprende anche i momenti di quiete dei veicoli, siccome costituenti utilizzazione della strada al pari del transito e che, quanto al concetto di veicolo, esso deve essere un mezzo dotato di motore anche se, al momento, non funzionante e non semplicemente di un veicolo non stabilmente nella impossibilità di spostarsi, il mezzo danneggiato da incendio e fermo sulla sede stradale deve comunque considerarsi in circolazione, e ciò ai sensi dell’art. 2054 c.c. e della connessa azione diretta di cui all’art. 144 cod. ass.

Cassazione civile sez. III, 07/06/2018, n.14745 

Agli effetti dell’art. 2054 c.c. e dell’art. 1 legge sull’assicurazione obbligatoria n. 990 del 1969 (ed ora art. 122 d.lg. n. 209 del 2005) anche la sosta di un veicolo a motore su area pubblica o ad essa equiparata costituisce “circolazione”, con la conseguenza che dei danni derivati a terzi dall’incendio del veicolo in sosta, sulle pubbliche vie o aree equiparate, anche se determinato da vizio di costruzione o difetto di manutenzione, risponde anche l’assicuratore, salvo che sia sopravvenuta una causa autonoma (ivi compreso il caso fortuito) che abbia determinato l’evento dannoso.

Cassazione civile sez. III, 11/02/2010, n.3108

Nel concetto di circolazione stradale rientra anche l’arresto del veicolo

Nell’ampio concetto di circolazione stradale indicato nell’art. 2054 c.c. è compresa anche la posizione di arresto del veicolo, sia in relazione all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia in relazione alle operazioni eseguite in funzione della partenza o connesse alla fermata, sia ancora con riguardo a tutte le operazioni cui il veicolo è destinato a compiere e per il quale esso può circolare nelle strade.

Ne consegue che per l’operatività della garanzia per la r.c. auto è necessario il mantenimento da parte del veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull’area ad essa parificata, delle caratteristiche che lo rendono tale sotto il profilo concettuale e, quindi, in relazione alle sue funzionalità, sia sotto il profilo logico che sotto quello di eventuali previsioni normative, risultando, invece, indifferente l’uso che in concreto si faccia del veicolo, sempreché esso rientri in quello che secondo le sue caratteristiche il veicolo stesso può avere.

Cassazione civile sez. III, 07/06/2018, n.14745

Lo sganciamento della rampa posteriore del carrello di un veicolo (peraltro necessitante di riparazione e, quindi, in costanza di difetto manutentivo anche ai sensi dell’art. 2054, u.c., c.c.), in sosta sulla pubblica via, configura un utilizzo imperito da parte del proprietario del mezzo medesimo, corrispondente alle caratteristiche proprie di costruzione ed alla sua utilitas, con conseguente riconducibilità del fatto illecito alla circolazione stradale, nella sua omnicomprensiva dimensione dinamico-statica e, pertanto, stante anche la pacifica inclusio ne nel concetto di circolazione stradale di cui all’art. 2054 c.c. della posizione di arresto del veicolo, sia con riferimento alle operazioni propedeutiche alla sua partenza o fermata, sia con riferimento a tutte le operazioni che il veicolo, per le sue caratteristiche, comporta anche la sussistenza dei presupposti di operatività della garanzia assicurativa obbligatoria.

Cassazione civile sez. III, 19/02/2016, n.3257

Il concetto di circolazione stradale di cui all’art. 2054 c.c. include anche la posizione di arresto del veicolo e ciò in relazione sia all’ingombro da esso determinato sugli spazi addetti alla circolazione, sia alle operazioni propedeutiche alla partenza o connesse alla fermata, sia, ancora, rispetto a tutte le operazioni che il veicolo è destinato a compiere e per il quale può circolare sulle strade. Ne consegue che per l’operatività della garanzia per la r.c. auto è necessario che il veicolo, nel suo trovarsi sulla strada di uso pubblico o sull’area a questa equiparata, mantenga le caratteristiche che lo rendano tale in termini concettuali e, quindi, in relazione alle sue funzionalità non solo sotto il profilo logico ma anche delle eventuali previsioni normative, risultando invece indifferente l’uso che in concreto se ne faccia, sempreché esso rientri nelle caratteristiche del veicolo.

Cassazione civile sez. III, 03/12/2015, n.24622



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