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Nuova truffa via sms: come difendersi

9 Marzo 2021
Nuova truffa via sms: come difendersi

Si moltiplicano i tentativi dei malintenzionati di accedere ai conti correnti e rubare soldi.

Gli hacker ne studiano una al giorno per raggirare i malcapitati: purtroppo, ci riescono. L’ultima truffa ha colpito nel nord Italia. A sporgere denuncia è stata una donna della Valtellina, ma non si tratta di un caso isolato.

Il raggiro sfrutta ancora una volta la popolare applicazione di messaggistica istantanea, WhatsApp, la più usata al mondo. Sul cellulare della donna è arrivato un messaggio che la informava di dover aggiornare alcune informazioni relative al suo conto, con un link a un sito web identico a quello della sua banca.

Sfortunatamente la signora, non avendo pensato neanche per un attimo che si trattasse di malintenzionati, ha eseguito tutte le istruzioni. Dal suo conto sono spariti 19mila euro. Non ha potuto fare altro che sporgere denuncia alla polizia.

Quali sono i pericoli dello smishing?

«Nell’ultimo periodo – ha informato la Questura di Sondrio, cui la donna si è rivolta – si è registrato un significativo aumento dei casi di sms truffa, fenomeno noto come smishing, secondo il quale si sottraggono informazioni e credenziali personali degli utenti tramite sms».

Il meccanismo è lo stesso del phishing: si invia un link malevolo a qualcuno in modo tale che, cliccando, vengano sottratti dati privati all’ignaro utente. Il fenomeno, inizialmente, interessava più che altro le email. La posta elettronica è tuttora un canale di diffusione utilizzato dai criminali informatici, ma di recente si sono moltiplicati i raggiri via sms o app di messaggistica istantanea.

Uno degli ultimi riguardava sempre le banche, loro malgrado (per approfondire leggi qui: Truffa dalla finta banca: l’allarme per i conti correnti). Truffe che, purtroppo, molto spesso funzionano perché l’utente non ha modo di dubitare: vede che il mittente è il suo istituto di credito, perciò pensa di aver ricevuto una comunicazione importante.

Questo contribuisce in qualche modo ad abbassare le sue difese, ritenendo di dover rispondere al messaggio o seguire le istruzioni che gli vengono date con una certa urgenza e, soprattutto, per il suo bene. Ma purtroppo non è così.

Come non cadere nella trappola?

La polizia raccomanda di prestare «la massima attenzione a tutti gli sms e le mail provenienti da istituti di credito, verificando sempre l’autenticità del mittente del messaggio».

Va detto che, proprio il fatto che una banca chieda credenziali o di attivare determinate procedure via email o sms è, in realtà, il primo elemento che deve insospettire. In genere, gli istituti di credito non mandano questi tipi di avvisi. Le banche stesse sconsigliano costantemente di cliccare a certi link o messaggi inviati falsamente a loro nome.

Sicuramente, gli istituti di credito non sono soliti chiedere password, dati personali o credenziali via telefono o posta elettronica. Quindi, nel momento in cui si ricevono comunicazioni simili, si deve accendere il campanello d’allarme che può trattarsi di hacker. Se si è incerti, basta fare una telefonata alla propria filiale per sincerarsi di aver ricevuto comunicazioni da loro.

In generale, è sempre bene non aprire link inviati online o sul proprio telefono. Se si ha anche il minimo dubbio sulla provenienza, bisogna evitare di cliccare sul link e di fornire propri dati e password.



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