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Chi emana le Direttive Europee?

17 Luglio 2021
Chi emana le Direttive Europee?

L’Unione Europea è un ordinamento giuridico autonomo che promulga propri atti normativi vincolanti in tutti gli Stati membri.

L’Unione Europea è diventata, nel corso degli anni, sempre più presente nella vita di tutti i giorni dei cittadini italiani ed europei. Ciò in quanto, nel corso del tempo, le competenze dell’ordinamento europeo sono aumentate e, oggi, l’Unione disciplina numerosi settori della nostra economia e della nostra società tramite l’emanazione di regolamenti e direttive.

Ma chi emana le Direttive Europee? Come vedremo, sia il Consiglio che il Parlamento Europeo vengono coinvolti nell’iter legislativo di approvazione della Direttiva Europea. Tale atto legislativo deve essere successivamente recepito dai singoli ordinamenti giuridici dei Paesi membri.

Cosa sono le Direttive Europee?

La direttiva europea fa parte del cosiddetto diritto comunitario derivato. Tale atto normativo è adottato dalle istituzioni comunitarie sulla base delle regole e dei principi contenuti nei trattati istitutivi. La direttiva europea, a differenza dei regolamenti che producono effetti giuridici direttamente in capo ai singoli soggetti giuridici, dopo essere stata adottata a livello comunitario, deve essere recepita all’interno dell’ordinamento nazionale dei paesi membri dell’Unione Europea.

La struttura della direttiva è profondamente diversa da quella dei regolamenti. La direttiva, infatti, non contiene una disciplina giuridica completa dell’istituto che intende regolamentare ma fissa degli obiettivi e degli standard minimi da rispettare lasciando, poi, alla normativa di recepimento adottata dai singoli Paesi la possibilità di recepire tali principi ed obiettivi con la propria disciplina interna.

Direttiva Europea: quali differenze con il regolamento?

La direttiva, a differenza del regolamento, non vincola direttamente i soggetti giuridici dell’ordinamento ma vincola i Paesi destinatari con riferimento al risultato da raggiungere. Le autorità nazionali restano libere di scegliere la forma ed i metodi. Ne consegue che, a differenza del regolamento che si applica nei singoli Paesi membri subito dopo la sua entrata in vigore, la direttiva necessita del recepimento da parte del diritto nazionale.

Direttiva Europea: chi la adotta?

La direttiva europea viene adottata sulla base di una procedura legislativa ad hoc. Si tratta di un atto legislativo che viene adottato – in caso di procedura legislativa ordinaria –  dal Consiglio e dal Parlamento. In caso di procedure legislative speciali, invece, la direttiva viene adottata solamente dal Consiglio e il Parlamento ha solo un ruolo di consultazione e/o nulla osta.

Ricordiamo che il Consiglio dell’Unione europea (detto anche «Consiglio dei ministri» o «Consiglio») è uno dei principali organi decisionali dell’Unione europea e riunisce i ministri dei 28 paesi membri. Si tratta dell’istituzione preposta all’adozione, da parte dei paesi, delle leggi ed al coordinamento delle politiche. Il Consiglio ha sede a Bruxelles.

Il Parlamento Europeo, invece, è l’unico organo europeo eletto direttamente dal popolo e conta 751 membri che rappresentano i 500 milioni di cittadini dell’Unione. I parlamentari europei sono eletti ogni 5 anni.

Direttiva Europea: cos’è la trasposizione?

Come abbiamo detto, la direttiva deve essere recepita dallo Stato membro con un proprio atto normativo interno coerente con il risultato prefissato dall’atto legislativo europeo. La trasposizione della direttiva deve realizzarsi entro il termine indicato nella direttiva stessa che, di solito, è di due anni. Se uno Stato membro non procede al recepimento della direttiva, la Commissione Europea può avviare la procedura di infrazione e rivolgersi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Direttiva Europea: armonizzazione minima e massima

Nell’ambito delle direttive europee si può distinguere tra requisiti di armonizzazione minima e massima.

Si parla di armonizzazione minima quando una direttiva prevede gli standard normativi minimi e gli Stati membri possono fissare standard normativi più elevati rispetto a quelli individuati dalla direttiva.

In caso di armonizzazione massima, invece, i paesi dell’Unione Europea possono non introdurre norme più rigide rispetto a quelle stabilite nella direttiva.



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