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Dipendenza dalla pornografia

17 Luglio 2021 | Autore:
Dipendenza dalla pornografia

Cos’è la porn-addiction e come riconoscerla? Quando si configurano i reati di pornografia infantile e di detenzione di materiale pornografico?

La dipendenza dalla pornografia è la ricerca compulsiva del piacere sessuale. Piacere che si raggiunge attraverso la visione di materiale pornografico. Con l’avvento di Internet e l’uso dei nuovi mezzi di comunicazione, è diventato ancora più semplice e veloce accedere in qualunque momento della giornata, da qualsiasi postazione e da qualunque dispositivo, a una grande varietà di immagini pornografiche e/o a “stanze virtuali” con chat erotiche.

Ma quando possiamo parlare di dipendenza? Quando la persona non è più in grado di controllare i suoi impulsi e non riesce a capacitarsi dello scoccare delle lancette nella visione dei porno. Può trascorrere anche 10/12 ore consecutive nella visione di immagini pornografiche. Inoltre, il pornodipendente è alla continua ricerca di contenuti sempre più intensi o bizzarri; riesce a raggiungere l’orgasmo ripercorrendo nella sua mente le immagini pornografiche; considera la pornografia più stimolante del sesso reale.

Nel rendersi conto di questi episodi, potrebbe tentare di sospendere o ridurre i comportamenti di dipendenza. Tentativi che, però, si rivelano spesso infruttuosi. E allora, in che modo il pornodipendente può uscire da questo circolo vizioso? Quali sono le cause della porn-addiction? In che modo può incidere sul rapporto di coppia?

Se vuoi saperne di più sulla dipendenza dalla pornografia, prosegui nella lettura del mio articolo. Per approfondire l’argomento, abbiamo intervistato il dr. Matteo Pacini (medico chirurgo, specialista in Psichiatria, docente di Medicina delle Dipendenze presso il Dipartimento di Psichiatria all’Università di Pisa). Dopo l’intervista, ti spiegherò quando si configurano i reati di pornografia infantile e di detenzione di materiale pornografico.

Quali sono i sintomi della dipendenza dalla pornografia? 

Quando si diventa dipendenti dal sesso, non stiamo parlando quasi mai di rapporti, e certamente non di rapporti che si svolgono in maniera lunga, appagante e indimenticabile. Parliamo quasi sempre di legame con il sesso rapido: di strada, o in luoghi pubblici, o comunque “mordi e fuggi”, e ancora più spesso di pornografia e sesso virtuale. Anche in questo caso va però precisato che la pornografia non è sinonimo di dipendenza sessuale, né di problemi sessuali.

Il consumo della pornografia, oltre che essere diffuso (perlomeno tra gli uomini) ha una sua fisiologia. Alcuni degli stimoli che offre non sono gli stessi di un rapporto e non lo sostituiscono. Possono anche accompagnarlo, stimolarlo, dare spunti. Il problema sopraggiunge quando la persona investe nella pornografia un’aspettativa tale da distoglierlo dal resto e da interferire addirittura con la propria gratificazione sessuale concreta. Inoltre, quando questo accade, si possono anche verificare danni, rischi e il decadimento delle potenzialità della persona.

Chiaramente, quando parliamo di pornografia, parliamo di masturbazione e di orgasmo, a cui essa è funzionale. Non solo e sempre, ma quasi. Il sessodipendente non è quindi colui che ha dieci amanti. C’entra poco questo.

Quali sono le cause della dipendenza dalla pornografia? 

Lo stimolo pornografico, solitamente visivo ma anche uditivo o misto, è uno stimolo diretto, libero e gestibile con varietà e possibilità di ripetizione virtualmente infinita. In un minuto, un soggetto può cliccare su numerose immagini e in un breve tempo può spaziare attraverso tutte le varietà sessuali che lo interessano, trovare numerosi video o immagini di varietà sessuali anche rare.

Il fatto che questo stimolo sia rapido e libero (senza interazione con un altro partner) facilita il ripetersi del comportamento e la saturazione del desiderio. In altre parole, la soglia di stimolazione tende ad alzarsi, una sorta di assuefazione. C’è bisogno di più immagini, più tempo, più varietà, e magari di qualche varietà più forte, scioccante, bizzarra. Ma di pari passo, la gratificazione peggiora, e soprattutto di fronte ad una resa orgasmica normale o ridotta, il tempo speso aumenta.

Il passaggio dal sesso a pagamento alla rivista, e dalla rivista a Internet ha abbreviato la rapidità minima di uno stimolo sessuale. È l’equivalente del passaggio dal gioco d’azzardo al casinò a quello alle slot in un bar.

In questo, gli uomini sono facilitati, in primo luogo perché consumano più pornografia. Nella pornografia consumata dalle donne, vi è una maggiore componente interattiva, insomma di “fiction”, mentre in quella maschile spesso vi è una maggiore componente oggettuale (parti del corpo, organi sessuali), senza sostanziale finzione di una qualche intesa erotica.

In che modo la pornodipendenza può incidere sul rapporto di coppia?

La pornografia a volte è motivo di litigi anche nei non dipendenti. Alcuni partner non approvano l’uso, lo ritengono “malsano”, e soprattutto lo vivono come una concorrenza. Inoltre, può capitare che la pornografia stimoli la fantasia sessuale di uno dei due e l’altro si rifiuti, il che crea dei conflitti. Ma ciò non rientra nella patologia mentale. Invece, quando c’è pornodipendenza, il rapporto è disturbato.

Non è detto che il sessodipendente non abbia un partner fisso o ufficiale, ma i rapporti tendono a diventare molto orientati sull’orgasmo a sé stante e, quindi, spesso va persa la parte condivisa. È dimostrato che, anche solo in termini di frequenza, quando la frequenza aumenta oltre un certo limite (e il sessodipendente tende a “imporla”) la soddisfazione di coppia cala, perché uno dei due non vede più il sesso come un’attività condivisa, ma come dovere o favore.

Peggio va quando oltre al deterioramento della vita sessuale con il proprio partner vi è un rischio legato a rapporti non protetti, a condotte sessuali penalmente perseguibili e a danni di tipo economico legati al coinvolgimento prioritario nel sesso.

Quali sono le conseguenze della dipendenza dalla pornografia?

Sviluppando una dipendenza, la persona perde intanto il controllo sulla quantità, trovandosi a pretendere una funzione sessuale non sostenibile. Oppure, immaginando l’intensità di stimolazione che di fatto non esiste, cosicché la parte migliore diventa la preparazione all’atto sessuale e non la consumazione.

La devianza, intesa come “diversità” rispetto al normale gusto sessuale, aumenta. La persona può quindi cercare pratiche diverse da prima, esponendosi magari a rischi, a costi e diventando “ricattabile” o oggetto di sfruttamento, proprio come chiunque sia disposto a pagare anche molto pur di soddisfare un impulso.

Come viene scelto il partner in presenza di questa dipendenza?

La selettività diminuisce, sia rispetto al partner, sia rispetto al rischio. I sessodipendenti possono non distinguere più età, genere o situazione nel cercare di avere rapporti, e non sono sempre in grado di selezionare i partner, anche mercenari, con caratteristiche di relativa sicurezza. In pratica, prendono il primo che trovano, e ci provano con il primo che capita.

Questi sono quadri estremi. Esistono anche forme intermedie in cui ci sono aggiustamenti parziali, per lunghi periodi anche sostenibili. Sta di fatto che la soddisfazione della persona cala e l’impegno aumenta.

Il pornodipendente cerca nuovi stimoli negli incontri virtuali?

La pornografia ha un costo oggi pari a zero. Esiste però una pornografia a pagamento, legale. Spesso, questo accade perché chi si eccita con contenuti poi passa ad una interazione in video, vera o fasulla, tramite “stanze virtuali” con telecamere dal vivo, che hanno un costo. Si possono in questo caso dirigere le persone in chat perché soddisfino le proprie fantasie, in maniera interattiva.

Il passaggio dal gratuito al non-gratuito è favorito dalla dipendenza, non solo perché il tipo di stimolazione può essere ancora più “carico”, ma anche perché l’aspettativa cresce con il crescere del costo, e quindi chi è preda di un desiderio urgente e tarato in alto può essere attratto da ciò che costa, aspettandosi un piacere “al quadrato”. Non è sempre così.

Come viene trattata la pornodipendenza? 

Punto spinoso. Gli studi fanno riferimento principalmente a due categorie. La prima è quella delle “deviazioni” o parafilie, che però purtroppo sono spesso individuate solo in quanto insolite, o in quanto illegali, e non per il loro carattere di perdita di controllo. L’altra categoria è la cosiddetta “ipersessualità non parafilica”, che sarebbe la dipendenza sessuale. Come abbiamo già detto, nella realtà, la dipendenza può anche essere su parafilie, e la parafilia invece è patologica quando produce una frustrazione del godimento sessuale. Altrimenti non costituisce un disturbo, quanto una caratteristica.

Il trattamento, poi, si è sviluppato a partire da esigenze giuridiche, cioè sono stati curati coloro che chiedevano la libertà dopo reati sessuali. Non c’è quindi grande esperienza nel trattamento ambulatoriale della dipendenza sessuale con comportamenti “leciti”.

Inoltre, nei casi giuridici, il trattamento si estende anche alla soppressione dell’attività sessuale, mediante mezzi chimici, in maniera reversibile. Alcuni accettano questa procedura per poter essere rimessi in libertà, ma di fatto non è detto che si tratti di soggetti “patologici”, semplicemente di soggetti il cui comportamento sessuale è esuberante e criminale.

Esiste un tipo di farmaco che interferisce con la genesi e il rinforzo dello stimolo sessuale, ma l’esperienza è limitata. Esistono poi terapie applicabili per frenare l’eccessivo appetito sessuale, quando questo è associato ad un altro disturbo noto.

Altre informazioni utili sulla dipendenza dalla pornografia?

Ci sono situazioni non patologiche, ma il fatto che lo possano essere è rassicurante per una coppia. Mi spiego: per qualcuno può essere ammissibile che il proprio partner abbia avuto rapporti extraconiugali, vada con prostitute, consumi pornografia a patto che ciò sia definito “patologico” e la persona si sottoponga ad una cura che lo farà smettere. Se la richiesta non proviene dal diretto interessato, ma dal partner, la cosa non torna.

Ci sono poi situazioni che rientrano sì in alcune diagnosi, come l’ipersessualità nella mania (disturbo bipolare) o in alcuni disturbi di personalità, ma non si tratta di dipendenze, bensì di comportamenti che caratterizzano il quadro clinico come espressione di aumentata impulsività e ricerca di appagamento.

Infine, ci sono alcune persone che sperimentano la perdita di controllo sulle condotte sessuali soltanto quando sono sotto l’effetto di sostanze, anche semplicemente alcol. Del resto, vi sono persone che usano sostanze per prostituirsi, al duplice scopo di rendere meglio con i loro clienti ma anche di non essere emotivamente coinvolti e quindi di accettare anche situazioni per loro non gradevoli.

Così come per le sostanze, la dipendenza va diagnosticata perché non è scontata. E anche se non c’è dipendenza, ci possono essere quadri di sessualità patologica che meritano trattamento.

Pornografia: quando è reato?

Dopo l’intervista al dr. Matteo Pacini, a seguire ti spiegherò quando si configurano i reati di pornografia minorile e di detenzione di materiale pornografico.

Ma prima di analizzare il testo normativo, partiamo da una premessa. Abbiamo già spiegato che il pornodipendente può andare alla ricerca di contenuti sempre più spinti e, talvolta, anche illeciti. È il caso delle immagini pedopornografiche. Cosa si intende per materiale pornografico? La rappresentazione fotografica o cinematografica che implica la partecipazione di un minore di anni diciotto a scene oppure a contesti sessualmente espliciti.

Procediamo con ordine e analizziamo gli articoli del Codice penale.

Pornografia minorile

L’articolo 600 ter del Codice penale tutela il minore e la sua libertà psicofisica, nonché la morale pubblica e il buon costume secondo quanto ritiene una parte della dottrina.

Il primo comma punisce con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 24.000 a euro 240.000 chi utilizza i minori per realizzare esibizioni o spettacoli pornografici ovvero per produrre materiale pornografico, nonché chi recluta o induce i minori a partecipare ad esibizioni o spettacoli pornografici ovvero «dai suddetti spettacoli trae altrimenti profitto».

Sono dunque punite tutte quelle condotte in cui vengono attuati lo sfruttamento sessuale del minore in chiave pornografica e l’induzione del minore per prendervi parte, reclutare e ricavarne profitto. Il reato si consuma nel momento stesso dell’esibizione del minore.

Il secondo comma punisce con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 2.582 a euro 51.645 il commercio del materiale pornografico. Stavolta, il momento consumativo coincide con il raggiungimento di un quantitativo di materiale venduto.

Il terzo comma disciplina la distribuzione del materiale pedopornografico e la diffusione di notizie atte all’adescamento di minori. Il prodotto illecito viene reso visibile al fine di pubblicizzarlo. Questa condotta è punita con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 1.549 a euro 5.164.

Detenzione di materiale pornografico

Analizziamo ora l’articolo 600 quater del Codice penale, rubricato come “Detenzione di materiale pornografico“, introdotto dall’articolo 4 della Legge n. 269 del 3 agosto 1998.

La norma stabilisce che «Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 600 ter, consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa non inferiore a euro 1.549. La pena è aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale detenuto sia di ingente quantità».

La norma si riferisce al procacciamento del materiale pornografico e alla detenzione che richiede l’esercizio di un vero e proprio possesso.

La prova del dolo nel reato di detenzione di materiale pedopornografico [1] può desumersi dal solo fatto che quanto scaricato sia stato collocato in supporti informatici diversi (ad esempio, nel cestino del sistema operativo), in quanto da tale attività risulta una selezione consapevole dei file, senza che abbia alcuna rilevanza il fatto che non siano stati effettivamente visionati.

In tema di detenzione di materiale pornografico [2], la prova che i soggetti raffigurati nelle immagini riproducono effettivamente minori di anni diciotto può essere desunta anche dai connotati fisici degli adolescenti ritratti e dal prelievo dei file da siti internet il cui indirizzo url evoca la minore età e denominazioni chiaramente riferibili a bambini o contenuti pedopornografici.


note

[1] Cass. pen. sez. III n.48175 del 15.09.2017.

[2] Cass. pen. sez. III n.4678 del 28.10.2014.

Autore immagine: depositphotos.com


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