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Il riscatto per una pensione più agiata e versamenti volontari: quando e come

24 febbraio 2014


Il riscatto per una pensione più agiata e versamenti volontari: quando e come

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 febbraio 2014



Lavoro all’estero, congedi parentali, corso di laurea: ecco i casi in cui la legge consente al lavoratore o al pensionato di coprire periodi contributivi scoperti, versando all’Inps le somme.

Quante volte si sente parlare di “riscatto” della laurea, dei congedi, del lavoro all’estero, del servizio civile, dei periodi di non lavoro, ecc.: si tratta di una chance per il lavoratore di coprire periodi in cui non ha versato i contributi all’Inps onde ottenere una pensione più agiata.

Dall’altro lato esiste anche la possibilità, per chi è prossimo alla pensione e non riesce a trovare una nuova occupazione, di raggiungere i contributi pensionistici attraverso dei versamenti volontari.

Vediamo entrambe queste facoltà consentite al lavoratore.

IL RISCATTO

Il riscatto si attua pagando all’Inps un importo (pari agli oneri che l’Inps stesso si assume riconoscendo al lavoratore i periodi riscattati). Il contribuente, comunque, potrà dedurre fiscalmente tale importo.

I contributi versati con il riscatto sono utili sia per il tempo necessario al raggiungimento della pensione (compresa la pensione anticipata), sia per la misura della pensione stessa.

La contribuzione da riscatto è equiparata, sotto l’aspetto della concessione delle prestazioni previdenziali, a quella effettiva. In pratica, sarà come se il lavoratore avesse regolarmente versato i contributi durante il periodo riscattato.

Periodi riscattabili

L’assicurato può coprire i seguenti periodi:

1 – periodi di lavoro non coperti da contribuzione;

2 – lavoro all’estero (se non è possibile ricorrere alla totalizzazione estera);

3 – corsi di laurea (per approfondimento leggi “Il riscatto della laurea”);

4 – congedo parentale;

5 – sospensione e interruzione del rapporto di lavoro;

6 – periodi di non lavoro tra un rapporto e l’altro o di formazione/tirocinio;

7 – servizio civile.

Condizioni

Per ottenere il riscatto è necessario che l’interessato possa far valere almeno un contributo effettivamente versato nell’Ago Ivs prima della data della domanda. Può, quindi, chiedere il riscatto anche chi inizia a lavorare con l’obbligo assicurativo dopo il conseguimento della laurea.

Inoltre, è necessario non essere già coperti da contribuzione, obbligatoria o figurativa o da riscatto che sia, non solo presso il Fondo cui è diretta la domanda stessa ma anche negli altri regimi previdenziali.

Il costo

L’onere dei periodi da riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo degli artigiani e commercianti moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria (vigente nell’anno di presentazione della domanda).

Deduzione fiscale

Tutti i contributi da versare come onere da riscatto sono deducibili fiscalmente dal reddito del contribuente.

Nel caso in cui il richiedente non abbia un reddito personale, come nell’ipotesi di giovani inoccupati, il contributo è detraibile nella misura del 19% dell’onere stesso dai soggetti nei confronti dei quali l’interessato risulti fiscalmente a carico.

 

VERSAMENTI VOLONTARI

I lavoratori prossimi alla pensione che non riescono a trovare una nuova occupazione possono raggiungere i requisiti contributivi pensionistici attraverso i versamenti volontari.

Lavoratori dipendenti

L’autorizzazione può essere concessa quando siano stati versati:

a – cinque anni di contributi effettivi, riguardanti qualsiasi epoca lavorativa;

b – oppure, in alternativa, tre anni di contributi nei cinque precedenti la domanda di autorizzazione e in particolare: operai agricoli, 279 contributi giornalieri per gli uomini e 186 contributi giornalieri per le donne e i giovani; domestici, 156 contributi settimanali;

c – un anno di contributi, nei cinque anni precedenti la domanda, per i soggetti che svolgono, dal 1997 in poi, un lavoro a tempo parziale, tenendo presente che l’autorizzazione, a differenza degli altri casi,  può essere rilasciata solo con il rapporto in corso e non dopo la fine;

d – un anno di contributi, nei 5 anni precedenti la domanda, per i dipendenti stagionali, in forma temporanea e discontinua, per i periodi dopo il 31 dicembre 1996 e non coperti da contributi obbligatori o figurativi; in questi casi, l’autorizzazione è rilasciata con decorrenza posteriore a fine o sospensione del lavoro.

Lavoratori autonomi

Per questi lavoratori l’autorizzazione ai versamenti volontari può essere concessa, quando siano stati versati:

a – per artigiani e commercianti: 5 anni di contribuzione effettiva riferita a qualsiasi epoca, o in alternativa, 3 anni di contributi  versati nei 5 precedenti  la domanda;

b – per i coltivatori diretti, coloni e mezzadri: 279 contributi giornalieri per gli uomini e 186 per le donne e i giovani nei cinque anni precedenti la domanda di autorizzazione;

c – per i parasubordinati, un anno di contribuzione versato nei cinque anni precedenti la domanda.

Dal 1° gennaio 2001 è possibile ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria nella gestione anche sulla base del requisito alternativo di 5 anni di effettiva contribuzione. Il requisito contributivo necessario per l’autorizzazione deve essere perfezionato sulla base delle sole contribuzioni versate nella gestione separata.

 

Dipendenti pubblici

La prosecuzione volontaria non è ammessa qualora, per gli stessi periodi, l’interessato risulti iscritto ad altre forme di previdenza obbligatoria.

Possono accedere, i lavoratori iscritti all’Inps gestione dipendenti pubblici con almeno 5 anni di contribuzione effettivamente versata, oppure 3 anni nel quinquennio precedente la domanda.

È prevista una riduzione del requisito minimo contributivo da 3 anni a 1 per coprire volontariamente i periodi tra un rapporto di lavoro e l’altro in caso di lavori discontinui, stagionali o temporanei e di quelli di non lavoro nell’ambito di un part time orizzontale, verticale o ciclico.

note

Pietro Gremigni e Aldo Forte su Il Sole 24 Ore del 24.02.14

Autore immagine: 123rf.com

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