Affitto con canone ribassato: sì a cedolare secca

10 Marzo 2021 | Autore:
Affitto con canone ribassato: sì a cedolare secca

Secondo le Entrate, si può modificare la mensilità a causa dell’emergenza Covid e in via temporanea se lo prevede un accordo territoriale.

Ha diritto alla cedolare secca anche chi affitta un immobile con contratto a canone concordato ed applica la riduzione obbligatoria del 10% sul canone massimo prevista per l’emergenza Covid. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate.

Il dubbio nasceva da un accordo quadro territoriale che prevede il canone ribassato dell’affitto in via eccezionale, a causa dell’emergenza coronavirus. Un’agevolazione, comunque, temporanea: la scadenza è fissata per il mese successivo al primo semestre dalla data di deposito dell’accordo territoriale, salvo proroghe. L’intesa in questione vincola la riduzione del 10% sul canone massimo al patto che resti viva l’opzione della cedolare secca. Il che pone una contraddizione con la normativa sull’imposta sostitutiva, secondo cui chi sceglie il regime di cedolare secca non può aggiornare i canoni di affitto.

Secondo il parere dell’Agenzia delle Entrate, la norma da prendere come riferimento è quella secondo cui, in materia di canone concordato, il contratto deve rispettare le clausole approvate a livello territoriale dalle organizzazioni che rappresentano proprietari ed inquilini. Cioè, i cosiddetti accordi territoriali, come quello oggetto dell’interpello alle Entrate.

A tal proposito, il Fisco fa notare che la modifica del canone contestuale all’opzione della cedolare secca non è una scelta fatta dal singolo proprietario e dal singolo inquilino, ma risponde alla necessità di adeguare le condizioni della locazione a quanto stabilito dall’accordo territoriale. Per le Entrate, è giustificata, peraltro, la riduzione del 10% del canone massimo, visto il contesto creato dal Covid e dato che si tratta di una misura temporanea.

L’opzione della cedolare secca, quindi, resta viva sia nel caso in cui la riduzione venga accordata al momento della stipula del contratto sia quando viene decisa in un momento successivo, con un accordo a parte.

Ricordiamo che la cedolare secca è un regime agevolato di tassazione dei redditi che derivano dall’affitto di immobili a fini abitativi. Viene applicata anche ai contratti commerciali stipulati entro il 2019.

Due le aliquote previste in questo regime:

  • 21% sui contratti d’affitto a canone libero di immobili locati a fini abitativi. Soltanto fino al 31 dicembre 2019, era possibile accedervi anche per le locazioni commerciali;
  • 10% per i contratti d’affitto a canone concordato.

Quest’ultima, però, si applica:

  • nei Comuni con mancanza di soluzioni abitative o densamente popolati;
  • ai contratti d’affitto a studenti universitari;
  • nei Comuni in cui vi sono state calamità naturali;
  • agli affitti transitori disciplinati dalla legge n. 431/1998.


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