Ore sindacali usate diversamente: no al licenziamento

10 Marzo 2021 | Autore:
Ore sindacali usate diversamente: no al licenziamento

Non può essere allontanato per giusta causa il lavoratore che ha richiesto un permesso ma non ha partecipato ad un’attività sindacale.

Prendersi un permesso sindacale e utilizzare quelle ore per tutt’altro tranne che per partecipare ad un’assemblea o ad un’altra attività organizzata dal sindacato non è motivo di licenziamento. Di sanzione sì, ma di licenziamento no. Lo ha sancito la Cassazione con una recente sentenza.

Cacciare via il dipendente, insomma, perché ha chiesto e ottenuto dall’azienda un permesso sindacale e ha fatto altro risulta, a giudizio della Suprema Corte, sproporzionato. Non vengono meno, si legge sulla sentenza, i princìpi alla base di un qualsiasi rapporto di lavoro, ovvero la correttezza, la buona fede, la diligenza e la fedeltà.

Nel caso in questione, si contestava ad un lavoratore il fatto di essersi assentato di testa sua dal lavoro per tre volte senza avere partecipato all’attività sindacale ma con in tasca un permesso rilasciato allo scopo di svolgere la sua attività come rappresentante dei lavoratori.

Secondo il diretto interessato – e la circostanza sarebbe stata appurata in appello – quei tre singoli giorni di assenza erano comunque serviti alla sua attività di componente della segreteria di un sindacato nel settore dei trasporti. Per questo motivo, la condotta del lavoratore non poteva essere punita con il licenziamento per giusta causa, visto che quelle assenze non giustificate venivano punite dalla legge e dal contratto collettivo con una sanzione conservativa. Tesi confermata dalla Cassazione: per la giusta causa di licenziamento è richiesta la verifica della proporzionalità della sanzione espulsiva sulla base dell’integrazione del generale precetto di legge.

I permessi sindacali, salvo previsioni più favorevoli dei contratti collettivi, sono diversi a seconda delle dimensioni dell’impresa, cioè:

  • nelle unità produttive fino a 200 dipendenti della categoria per cui è costituita ogni singola rappresentanza sindacale, ha diritto ai permessi retribuiti un dirigente, per almeno un’ora all’anno per ciascun dipendente;
  • nelle unità produttive fino a 3.000 dipendenti della categoria per cui è costituita ogni singola rappresentanza sindacale, ha diritto ai permessi retribuiti un dirigente ogni 300 o frazione di 300 dipendenti, per almeno otto ore mensili;
  • nelle unità produttive con più di 3.000 dipendenti della categoria per cui è costituita ogni singola rappresentanza sindacale, ha diritto ai permessi retribuiti un dirigente ogni 500 o frazione di 500 dipendenti, in aggiunta al numero minimo di cui al precedente punto, per almeno otto ore mensili.

La richiesta di permesso sindacale va fatta per iscritto al datore di lavoro tramite le rappresentanze sindacali con un preavviso di 24 ore.

I permessi spettano ai:

  • componenti delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu);
  • dirigenti dei terminali associativi abilitati a partecipare alla contrattazione collettiva;
  • dirigenti che fanno parte degli organismi direttivi delle confederazioni.


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