Arriva l’intelligenza artificiale contro l’evasione fiscale

10 Marzo 2021 | Autore:
Arriva l’intelligenza artificiale contro l’evasione fiscale

L’Unione europea finanzierà un progetto dell’Agenzia delle Entrate per sfruttare gli algoritmi nella lotta ai furbetti delle tasse.

Un’arma in più nella lotta all’evasione fiscale, per cercare di stanare i furbetti e gli allergici alle tasse ovunque si nascondono. Questo nuovo strumento è rappresentato dall’intelligenza artificiale che l’Agenzia delle Entrate sfrutterà attraverso il progetto «A data driven approach to tax evasion risk analysis in Italy», che si potrebbe tradurre in «Un approccio ai dati per l’analisi del rischio di evasione fiscale in Italia». In pratica, e per essere più chiari: un sistema automatico che utilizza l’intelligenza artificiale passerà al setaccio gli oltre tre miliardi di dati e di informazioni che il Fisco mette ogni anno da parte e che riguardano tutti i contribuenti. Obiettivo: individuare quelli a maggior rischio di evasione o di elusione. Un lavoro infinito per l’intelligenza umana, un lavoro di pura routine per quella artificiale.

Il progetto è stato inserito dall’Unione europea tra i programmi europei a supporto delle riforme strutturali e, per questo, verrà finanziato da Bruxelles con dei fondi a parte rispetto a quelli assegnati al Next Generation Eu. Con questi soldi, come ha spiegato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, verranno potenziati tre strumenti contro l’evasione fiscale:

  • la network analysis, ovvero la rete di rapporti diretti o indiretti tra le società operanti al fine di evadere o di eludere le imposte;
  • la machine learning, che «insegnerà» agli algoritmi già impiegati dal Fisco a svolgere meglio le operazioni;
  • la data visualization, che mostrerà ai funzionari dell’Agenzia attraverso i grafici le analisi realizzate dall’intelligenza artificiale.

Il sistema adotterà delle nuove interfacce «uomo-macchina», come modalità visuali fluide e intuitive di navigazione dei dati per accelerare e rendere maggiormente intuitivo il processo di acquisizione e di trattamento di tutte le informazioni.

Tutto ciò dovrebbe servire a rendere più efficace il lavoro di controllo di quella mole di dati raccolti ogni anno dal Fisco. Numeri che farebbero rabbrividire chiunque ci dovesse mettere mano: 42 milioni di dichiarazioni dei redditi, 750 milioni di dati riguardanti bilanci, contributi, assicurazioni e utenze, 400 milioni di rapporti finanziari, 197 milioni di modelli F24 su contributi. E ancora: 150 milioni di informazioni sugli immobili e ben 2 miliardi di fatture elettroniche.

Dati che messi nelle mani, anzi nella mente dell’intelligenza artificiale, possono «prevenire e contrastare in tempi sempre più rapidi fenomeni evasivi ed elusivi», sostiene Ruffini, «messi in essere mediante la realizzazione di strutture societarie e schemi transazionali, le frodi Iva, anche intracomunitarie, l’utilizzo indebito di crediti d’imposta e di altre agevolazioni». Il direttore delle Entrate vuole anche tranquillizzare i contribuenti riguardo alla loro privacy, assicurando che ci sarà «la massima attenzione alla protezione dei dati e al rispetto del doveroso contraddittorio con il contribuente e al principio di collaborazione e buona fede».



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