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Come si riacquista la cittadinanza italiana?

18 Luglio 2021 | Autore:
Come si riacquista la cittadinanza italiana?

Un italiano che ha perso il proprio status di cittadino, può riacquistarlo su domanda e a determinate condizioni.

Dal punto di vista giuridico, il termine cittadinanza (italiana) indica il particolare legame esistente tra un individuo e lo Stato italiano. Più precisamente, è la condizione alla quale il nostro ordinamento ricollega la pienezza di diritti civili (vedi, ad esempio, il diritto di manifestare la propria opinione, il diritto di associazione, il diritto di religione) e di diritti politici (si pensi al diritto all’elettorato passivo e al diritto all’elettorato attivo).

L’acquisto della cittadinanza italiana avviene per chi è nato o è stato adottato nel nostro Paese. La cittadinanza può essere richiesta anche dagli stranieri che risiedono in Italia da almeno dieci anni e sono in possesso di determinati requisiti (ovvero hanno redditi sufficienti al sostentamento, non hanno precedenti penali, non sono in possesso di motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica). È possibile diventare cittadini italiani anche per matrimonio. La legge prevede, altresì, da un lato casi in cui lo status di cittadino italiano può venire meno [1] e dall’altro ipotesi in cui è possibile riacquistare la cittadinanza.

Come si riacquista la cittadinanza italiana? Su domanda dell’interessato e se si verificano determinate condizioni previste dalla legge. Successivamente, il soggetto che riacquista la cittadinanza italiana, può richiedere il rilascio di un certificato di cittadinanza, attestante il possesso dello status di cittadino italiano. Tale certificato ha una validità di 6 mesi dalla data di rilascio.

Come si riacquista la cittadinanza italiana

La possibilità di riacquistare la cittadinanza italiana da parte del soggetto che l’ha perduta, è subordinata all’esistenza di un legame con l’Italia che può concretizzarsi nel trasferimento della residenza nel nostro Paese o nell’instaurazione di un rapporto di servizio civile o militare.

La materia è regolata da una legge del 1992, la quale prevede che il soggetto che ha perduto la cittadinanza la riacquista [2]:

  1. se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara previamente di volerla riacquistare;
  2. se, assumendo o avendo assunto un pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero, dichiara di volerla riacquistare;
  3. se dichiara di volerla riacquistare e ha stabilito o stabilisce, entro un anno dalla dichiarazione, la residenza nel territorio della Repubblica;
  4. dopo un anno dalla data in cui ha stabilito la residenza nel territorio della Repubblica, salvo espressa rinuncia entro lo stesso termine;
  5. se, avendola perduta per non aver ottemperato all’intimazione di abbandonare l’impiego o la carica accettati da uno Stato, da un ente pubblico estero o da un ente internazionale, ovvero il servizio militare per uno Stato estero, dichiara di volerla riacquistare, sempre che abbia stabilito la residenza da almeno due anni nel territorio della Repubblica e provi di aver abbandonato l’impiego o la carica o il servizio militare, assunti o prestati nonostante la predetta intimazione.

Negli ultimi tre casi, il riacquisto della cittadinanza non ha effetto se viene inibito con decreto del ministero dell’Interno, per gravi e comprovati motivi e su conforme parere del Consiglio di Stato. Tale inibizione può intervenire entro 1 anno dal verificarsi delle condizioni stabilite [3].

Ai fini del riacquisto della cittadinanza italiana, il concetto di residenza è quello previsto dal Codice civile [4], costituito da un elemento oggettivo, ovvero la dimora abituale sul territorio dello Stato italiano, e da un elemento soggettivo, rappresentato dall’intenzione di eleggere una località italiana quale sede dei propri affari ed interessi.

Riacquisto della cittadinanza per residenza: come avviene?

Il soggetto che intende riacquistare la cittadinanza fissando la propria residenza in Italia per un anno, ovvero nell’ipotesi n. 3 della precedente elencazione, all’arrivo nel nostro Paese, deve richiedere il permesso di soggiorno.

La richiesta può essere presentata in Questura – ufficio immigrazione – oppure presso le Poste Italiane, compilando gli appositi moduli disponibili negli uffici postali.

Successivamente alla presentazione della domanda di permesso di soggiorno, l’interessato deve recarsi presso il Comune di residenza o dove ha avviato la pratica di residenza, per effettuare la dichiarazione di riacquisto della cittadinanza nonché la registrazione della residenza e la conseguente iscrizione all’Apr (Anagrafe della popolazione residente).

Alla dichiarazione deve allegare:

  • l’atto di nascita o comunque la documentazione dalla quale risulti la condizione di ex cittadino italiano;
  • la documentazione attestante l’attuale cittadinanza (ad esempio il passaporto);
  • la documentazione che dimostra la regolarità del soggiorno sul territorio italiano;
  • la ricevuta del versamento del contributo di 250 euro, intestato dal ministero dell’Interno – D.L.C.I. – Cittadinanza.

Pertanto, la dichiarazione viene iscritta nei registri di cittadinanza ed annotata sull’atto di nascita del dichiarante. A seguito della richiesta dell’interessato, il Comune esegue i controlli di rito sulla residenza tramite i vigili urbani o altro impiegato comunale addetto.

Se i controlli danno esito positivo, l’iscrizione anagrafica si considera completata. Quindi, il sindaco emette l’attestazione di cittadinanza e l’interessato riacquista la cittadinanza italiana.

Dichiarazione di riacquisto della cittadinanza: si può fare all’estero

La dichiarazione di voler riacquistare la cittadinanza italiana può essere fatta anche all’estero presso il nostro Consolato. In tal caso, l’interessato deve presentare la documentazione già sopra elencata e quella comprovante il pagamento del contributo di 250 euro. Gli effetti giuridici del riacquisto decorrono dal giorno successivo a quello in cui è stata stabilita la residenza in Italia.

Dopo la presentazione dell’istanza, il richiedente ha 1 anno di tempo per rientrare in Italia e fissare la residenza presso un Comune, altrimenti la precedente dichiarazione diventa inefficace.

Quando è possibile riacquistare la cittadinanza in modo automatico?

L’ipotesi n. 4 della precedente elencazione è l’unica in cui è possibile riacquistare la cittadinanza italiana in modo automatico. A tal fine, è sufficiente che il soggetto interessato stabilisca per 1 anno, la propria residenza in un Comune italiano e non vi rinunci entro lo stesso termine.

Decorso l’anno, non è necessaria alcuna dichiarazione da parte dell’interessato ed il riacquisto della cittadinanza avviene d’ufficio in seguito ad un atto di accertamento del sindaco. Detto atto va trascritto nei registri di cittadinanza, annotato sull’atto di nascita e comunicato agli uffici competenti (Questura, Consolato e casellario giudiziale).

Chi non può riacquistare la cittadinanza italiana?

La legge [5] prevede che non può riacquistare la cittadinanza italiana chi l’ha perduta per:

  • revoca dell’adozione per fatto dell’adottato [6];
  • aver prestato servizio militare senza esservi obbligato, o svolto un incarico, o impiego pubblico, per uno Stato estero contro il quale l’Italia si trova in guerra o per acquistato volontariamente la cittadinanza di quello Stato. In questo caso, la perdita della cittadinanza interviene al momento della cessazione dello stato di guerra [7].

note

[1] La cittadinanza italiana si perde ad esempio quando un individuo ne acquista volontariamente una straniera oppure accetta un pubblico impiego o una carica pubblica da uno Stato o ente pubblico estero o da un ente internazionale a cui non partecipa l’Italia o per uno Stato in guerra con l’Italia.

[2] Art. 13 co. 1 L. n. 91/1992.

[3] Art. 13 co. 3 L. n. 91/1992.

[4] Art. 43 cod. civ.

[5] Art. 13 co. 2 L. n. 91/1992.

[6] Art. 3 co. 3 L. n. 91/1992.

[7] Art.12 co. 2 L. n. 91/1992.


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