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Condominio: quando l’amministratore fa causa senza autorizzazione dell’assemblea

25 febbraio 2014


Condominio: quando l’amministratore fa causa senza autorizzazione dell’assemblea

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 febbraio 2014



Tra i compiti dell’amministratore vi è la tutela delle parti comuni e, pertanto, tutte le volte che l’azione giudiziaria è rivolta alla salvaguardia delle stesse non vi è bisogno di autorizzazione assembleare.

L’amministratore può agire in tribunale senza bisogno di una preventiva autorizzazione dell’assemblea per le questioni riguardanti la conservazione delle parti comuni dell’edificio.

A dirlo è stata una recente sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Corte, gli atti volti alla conservazione dello stato di fatto e di diritto dell’immobile rientrano tra le attribuzioni proprie dell’amministratore che gli consentono di agire direttamente, senza prima consultarsi coi condomini [2].

Così, tanto per fare un esempio, l’amministratore potrebbe costituirsi in giudizio per chiedere la rimozione di una veranda installata su un balcone che rovini l’estetica dell’edificio, o per ottenere lo sgombero di beni personali da parti comuni dell’edificio, ecc.

In casi come questi, dunque, l’amministratore può agire autonomamente, senza autorizzazione assembleare. Tutte le volte, infatti, che l’azione giudiziaria ha come scopo la conservazione delle parti comuni l’amministratore di condominio è pienamente legittimato ad agire – in via autonoma – davanti al giudice.

E ciò perché tra i compiti dell’amministratore vi è quello di curare il godimento comune dei beni condominiali: pertanto il recupero di tali stessi beni è attività essenziale e conseguenziale alla prima.

Riconoscere sempre la necessità di ratifica o autorizzazione da parte dell’assemblea – ha sostenuto la Cassazione – porterebbe a un assurdo “iperassemblearismo“, con l’amministratore costretto a ricorrere all’assemblea in ogni caso, anche in quelli rientranti tra i suoi poteri.

Stesso discorso vale per impedire tutte quelle opere eseguite sulla facciata dello stabile da alcuni condomini. Infatti, tale atto, essendo diretto a conservare il decoro architettonico dell’edificio è finalizzato alla conservazione dei diritti relativi alle parti comuni dell’edificio. Quindi, anche in tal caso, l’amministratore potrà agire senza previa autorizzazione.

note

[1] Cass. sent. n. 26849/2013. Cfr. anche Cass. sent. n. 16230/2011 e n. 1768/2012.

[2] Art. 1130 e 1131 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

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